{"id":87,"date":"1999-02-23T11:09:03","date_gmt":"1999-02-23T10:09:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alcei.org\/index.php\/archives\/87"},"modified":"2005-08-23T11:16:19","modified_gmt":"2005-08-23T10:16:19","slug":"documento-del-23-febbraio-1999","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alcei.it\/?p=87","title":{"rendered":"Documento del 23 febbraio 1999"},"content":{"rendered":"<p><strong>Freeware e altre nuove iniziative per il rilancio della tecnologia e dell&#8217;industria italiana dell&#8217;informazione<\/strong><\/p>\n<p>Questo e` un resoconto sul convegno CNR che circola in alcune mailing list. L&#8217;autore autorizza a diffonderlo alle condizioni riportate in <a href=\"http:\/\/www.fsf.org\/copyleft\/copyleft.html\">http:\/\/www.fsf.org\/copyleft\/copyleft.html<\/a><br \/>\nAula Convegni CNR &#8220;\u201c Roma<\/p>\n<p>Marted\u00e0\u00ac 23 Febbraio si \u00e8 svolto presso l&#8217;Aula Convegni del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) il convegno Freeware e altre iniziative per il rilancio della tecnologia e dell&#8217;industria italiana dell&#8217;informazione promosso dalla Presidenza del CNR. La giornata incentrata, appunto, sul rivoluzionario modello di sviluppo Open Source, che ha dato vita al sistema operativo Linux, \u00e8 stata fitta di interventi di altissimo livello del mondo scientifico, politico e industriale.<\/p>\n<p>Il presidente del CNR Bianco, in apertura della giornata, dando le cifre del deficit italiano nel mondo dell&#8217;Information Technology e della sua sudditanza dalle importazioni, vede nel Free Sofware una valida idea di rilancio per l&#8217;industria italiana del software. Bianco dice &#8221; I commenti, le speranze, le proposte, gli obiettivi del Freeware si moltiplicano. Tutti mettono in evidenza il risultato impressionante di una azione collettiva a livello planetario, che costa pochissimo ma soprattutto \u00e8 aperta al contributo dei gruppi pi\u00f9 agguerriti dei paesi tecnologicamente evoluti, ma anche a quello di studiosi isolati in paesi a modesto sviluppo, \u00e8 cio\u00e8 aperta e disponibile ai ricchi ma anche ai poveri&#8221;\u009d.<\/p>\n<p>Cuffaro, sottosegretario al Ministero dell&#8217;Universit\u00e0\u00a0 e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, assicura che il governo si impegner\u00e0\u00a0 a sostenere il movimento Open Source. Ma \u00e8 l&#8217;intervento del Prof. Meo del Centro Elaborazione Numerale dei Segnali CNR e organizzatore dell&#8217;evento, che riesce a catturare l&#8217;attenzione della numerosa platea, andando ad analizzare la realt\u00e0\u00a0 dell&#8217;informatica italiana.<\/p>\n<p>Il rilancio di una grande azienda italiana nel settore che facesse aumentare l&#8217;esportazione \u00e8 del tutto impraticabile a causa dello sforzo finanziario necessario. La possibilit\u00e0\u00a0, spiega Meo, di utilizzare il Free Software \u00e8 l&#8217;unica strada praticabile per diminuire le importazioni. Con uno sforzo finanziario esiguo si potrebbero avere tangibili risultati a patto che gli enti pubblici si attivassero nei seguenti campi:<\/p>\n<p>    * certificazione: le aziende non installano software Open Source poich\u00e9 non risulta essere certificato<br \/>\n    * documentazione: spesso il Free Software \u00e8 poco documentato o non \u00e8 nazionalizzato nella nostra lingua<br \/>\n    * formazione: l&#8217;uso del Free Software deve avere le stesse possibilit\u00e0\u00a0 di fruizione che ha il software proprietario presso la scuola secondaria superiore e le universit\u00e0\u00a0<br \/>\n    * privilegiare i prodotti Open Source nelle gare d&#8217;appalto della pubblica amministrazione, in modo tale che la soluzione realizzata possa essere riutilizzata efficacemente da altri enti. In questo modo si eliminerebbero tutte quelle quotidiane incompatibilit\u00e0\u00a0 nello scambio dei dati.<br \/>\n    * incentivi alle imprese per l&#8217;u so di prodotti open source e per la produzione di nuovo software Open Source. <\/p>\n<p>Naturalmente l&#8217;impatto sulla bilancia dei pagamenti, sul controllo del know-how e sullo sviluppo della piccola impresa sarebbe effettivo.<\/p>\n<p>Il Prof. Meo ha, dunque, posto le basi per un progetto reale, non solo con una ampia documentazione, ma invitando a parlare un nutrito numero di professionisti, concentrati nella sezione Freeware: Esperienze in atto, che hanno portato la loro esperienza nello svolgere le proprie attivit\u00e0\u00a0 secondo il modello Open Source.<\/p>\n<p>Anche se l&#8217;Ing. Gianoglio, responsabile dei Sistemi Informativi FIAT, durante il suo intervento \u00e8 stato piuttosto scettico, durante la tavola rotonda ha espresso il desiderio di approfondire la conoscenza del Free Software.<\/p>\n<p>La tavola rotonda ha segnato la conclusione della giornata. Introdotta dall&#8217;Ing. Bravi, Coordinatore del Linux User Group Roma e rappresentante del progetto Pluto, che ha portato l&#8217;esperienza di chi raggruppa e coordina alcuni importanti progetti Linux italiani. E&#8217; ; sta ta moderata dal Prof. Giuseppe Biorci.<\/p>\n<p>L&#8217;atmosfera si \u00e8 fatta subito accesa tra chi sosteneva che il movimento Open Source potesse essere solamente un veicolo e chi vedeva nel Free Software un vero e proprio modello di sviluppo per l&#8217;Information Technology italiana. Veicolo o modello, il movimento Freeware grazie a questa iniziativa si \u00e8 fatto conoscere e apprezzare a livelli che fino a qualche mese fa era impensabile arrivare. Grazie al Prof. Meo il sasso \u00e8 stato gettato, stiamo a vedere che onde produrr\u00e0\u00a0!<\/p>\n<p>Gabriele Paciucci &#8211; Linux User Group Roma &#8211; con la collaborazione del Dott. A. Celli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Freeware e altre nuove iniziative per il rilancio della tecnologia e dell&#8217;industria italiana dell&#8217;informazione Questo e` un resoconto sul convegno CNR che circola in alcune mailing list. 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