{"id":86,"date":"1999-03-01T11:07:41","date_gmt":"1999-03-01T10:07:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alcei.org\/index.php\/archives\/86"},"modified":"2007-04-06T10:59:47","modified_gmt":"2007-04-06T09:59:47","slug":"documento-del-1-marzo-1999","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alcei.it\/?p=86","title":{"rendered":"Documento del 1 marzo 1999"},"content":{"rendered":"<p><strong>Far crescere la rete al servizio dei cittadini<\/strong> &#8211; Intervento di ALCEI al convegno &#8220;Internet: i diritti telematici&#8221;\u009d<br \/>\nVorremmo prima di tutto ringraziare gli organizzatori di questo convegno per il fatto di averlo voluto e per la chiara intenzione di vedere la rete nella sua realt\u00e0\u00a0 e nei suoi valori, come uno strumento per la societ\u00e0\u00a0 civile, per l&#8217;economia, per la cultura, anzich\u00e9 (come troppo spesso accade) come una specie di &#8220;oggetto estraneo&#8221;\u009d da reprimere, controllare, censurare prima ancora di averne capito la natura e le potenzialit\u00e0\u00a0.<\/p>\n<p>Il tema principale di questo intervento \u00e8 la recente proposta di ALCEI sulla compatibilit\u00e0\u00a0 e trasparenza delle tecnologie; ma ci sono alcuni altri argomenti cui ci sembra necessario accennare, come o problemi fondamentali di libert\u00e0\u00a0 e cultura della rete, la discussa e discutibile questione delle tariffe e degli incentivi e alcuni fenomeni gravi che sembrano sfuggire all&#8217;attenzione dei grandi mezzi di informazione e dell&#8217;opinione pubblica, come gli illegittimi e ingiustificabili sequestri di computer.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia, purtroppo, \u00e8 ancora molto arretrata nell&#8217;uso dei nuovi sistemi di comunicazione. L&#8217;uso della rete sta gradualmente crescendo, ma siamo ancora molto lontani da un livello di diffusione e di attivit\u00e0\u00a0 adeguato al ruolo della nostra cultura e della nostra economia.<br \/>\nL&#8217;Italia ha oltre il 12 per cento del prodotto interno lordo in Europa, il 14 % delle automobili, oltre il 17 % dei telefoni cellulari &#8220;\u201c e il 7 % della rete. Per numero di host internet rispetto al reddito siamo all&#8217;ultimo posto nell&#8217;Unione Europea &#8220;\u201c e su scala mondiale siamo dietro a molti paesi dell&#8217;Europa orientale e dell&#8217;America latina. Lontanissimi dai livelli dei paesi pi\u00f9 avanzati, come gli Stati Uniti, i paesi scandinavi, l&#8217;Olanda, il Belgio, la Svizzera, l&#8217;Austria, eccetera.<\/p>\n<p>Uno dei problemi fondamentali nella diffusione globale della rete \u00e8 stato segnalato nella &#8220;Dichiarazione di Bonn&#8221;\u009d http:\/\/gandalf.it\/net\/bonn.htm dell&#8217;Unione Europea del 9 luglio 1997: quello dei have not, cio\u00e8 dei &#8220;non abbienti&#8221;\u009d di informazione. Non solo sono esclusi dal circuito informativo molti paesi &#8220;in via di sviluppo&#8221;\u009d (compresi non pochi dell&#8217;area Europa-Mediterraneo) ma anche gran parte della popolazione in paesi come l&#8217;Italia. Non potremo avere una vera civilt\u00e0\u00a0 della rete finche le nuove tecnologie saranno considerate &#8220;un giocattolo per i ricchi&#8221;\u009d anzich\u00e9 uno strumento di vita e di partecipazione per tutti e in particolare per quelle categorie sociali che oggi sono &#8220;emarginate&#8221;\u009d. Alle &#8220;buone intenzioni&#8221;\u009d espresse in quella dichiarazione (e anche in altre circostanze) non sono, finora, seguiti i fatti; n\u00e9 in Europa n\u00e9, in particolare, in Italia.<\/p>\n<p>Trasparenza e compatibilit\u00e0\u00a0: liberarci dalla &#8220;schiavit\u00f9 elettronica&#8221;\u009d<br \/>\nL&#8217;importanza dei sistemi operativi freeware, cio\u00e8 open source, da qualche tempo \u00e8 salita &#8220;all&#8217;onore delle cronache&#8221;\u009d. Non \u00e8 pi\u00f9 un argomento riservato a pochi esperti di tecnologia, ma un tema che si pone con sempre maggiore intensit\u00e0\u00a0 anche nei grandi mezzi di informazione e nel mondo delle imprese.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che ci sembra importante notare \u00e8 che non si tratta solo di un problema tecnico ma di un fatto rilevante per l&#8217;economia e per la societ\u00e0\u00a0 civile. Cio\u00e8 di un tema politico nel senso pi\u00f9 serio e alto della parola.<\/p>\n<p>Non si tratta soltanto di software ma anche di linguaggi e &#8220;protocolli&#8221;\u009d; cio\u00e8 di tutto ci\u00f2 che riguarda non solo l&#8217;informatica ma anche la telematica e i sistemi di comunicazione.<\/p>\n<p>Il tema pu\u00f2 apparire tecnicamente complesso ma nella sostanza \u00e8 estremamente semplice. I sistemi di comunicazione del nostro paese (come di tutte le nazioni del mondo) non debbono essere asserviti a tecnologie di cui non ci \u00e8 neppure consentito conoscere la natura e il funzionamento. Inutilmente complesse, inutilmente costose, spesso inefficienti. Se nessuno pu\u00f2 &#8220;dettare&#8221;\u009d le scelte tecniche alle imprese private, si pu\u00f2 e si deve stabilire che tutto ci\u00f2 che \u00e8 pubblico (cio\u00e8 la Pubblica Amministrazione e tutti i servizi al pubblico, da chiunque gestiti) debba essere pienamente compatibile e trasparente .<br \/>\nPer non rendere troppo lungo questo intervento preghiamo i partecipanti a questo convegno, e tutte le persone interessate, di leggere i documenti che abbiamo preparato. (I documenti sono stati dist ribuiti ai partecipanti al convegno e sono reperibili su questo sito: il comunicato del 28 gennaio 1999 e il documento che esamina alcuni altri aspetti del problema e fornisce una serie di fonti per ulteriori approfondimenti).<\/p>\n<p>Vorremmo solo sottolineare che all&#8217;asservimento tecnico segue l&#8217;asservimento culturale ed economico. Non \u00e8 esagerazione o fantasia, ma \u00e8 un fatto reale, che al monopolio delle tecnologie segue il dominio dei contenuti. E&#8217; insensato consentire che leve di controllo come queste siano gestite da chiunque, in modo arbitrario e impenetrabile. Sarebbe come affidare la gestione acquedotti a qualcuno che non ci consente neppure un&#8217;analisi chimica dell&#8217;acqua potabile.<\/p>\n<p>Si tratta di un problema che, ovviamente, non pu\u00f2 essere completamente risolto in un solo paese. Intendiamo infatti proporlo anche su scala internazionale. Ma abbiamo preferito definirlo prima di tutto in Italia, perch\u00e9 questo \u00e8 il nostro paese e perch\u00e9 ci sembra un&#8217;occasione importante per i nostri rappresentanti nell&#8217;Unione Europea e nella comunit\u00e0\u00a0 internazionale. Per una volta le autorit\u00e0\u00a0 e le forze politiche italiane, anzich\u00e9 solo &#8220;recepire&#8221;\u009d (non sempre in modo eccellente) le direttive e uropee su questi temi, potrebbero prendere l&#8217;iniziativa e assumere un ruolo propositivo su un tema che non \u00e8 meno importante della &#8220;piattaforma digitale&#8221;\u009d per la televisione o dei sistemi di telecomunicazioni, anche se finora sembra essere sfuggito all&#8217;attenzione dei grandi interessi economici e del mondo politico.<\/p>\n<p>Libert\u00e0\u00a0 e cultura<br \/>\nAccenniamo solo brevemente a questo tema perch\u00e9 ci sembra che finalmente, almeno in questa sede, ci sia consenso su alcuni punti fondamentali.<\/p>\n<p>E&#8217; venuto il momento di mettere fine alle insistenti campagne di &#8220;criminalizzazione&#8221;\u009d e &#8220;demonizzazione&#8221;\u009d della rete, che sono uno dei motivi del nostro sottosviluppo e del disagio dei cittadini nei confronti delle nuove tecnologie. Come di ogni tentativo di censura, comunque travestita, o di classificazione o &#8220;filtraggio&#8221;\u009d sei contenuti.<\/p>\n<p>Secondo noi \u00e8 anche importante correggere quella grossa parte del sistema informativo che pone troppa attenzione alle forme pi\u00f9 spinte e bizzarre dell&#8217;avanzamento tecnologico, a usi marginali e poco rilevanti della rete, creando una diffusa percezione dei sistemi telematici come qualcosa di difficile, costoso, complesso, &#8220;estremo&#8221;\u009d e quindi interessante solo per pochi tecnomani e di nessun rilievo per la vita e la cultura delle persone e delle famiglie. Molti cittadini pensano &#8220;questa cosa a me non serve&#8221;\u009d e hanno ragione, perch\u00e9 la &#8220;cosa&#8221;\u009d che si sentono proporre e raccontare non \u00e8 la rete nella sua realt\u00e0\u00a0 e utilit\u00e0\u00a0 concreta ma un arruffato mondo di presunte &#8220;innovazioni&#8221;\u009d spesso inutili ed effimere. Ha ragione chi dice che la rete crescer\u00e0\u00a0 davvero in Italia quando i cittadini si troveranno davanti a servizi semplici e utili, offerti dalle imprese private come dalla pubblica amministrazione. Su questa strada siamo appena agli inizi in tutto il mondo &#8220;\u201c e particolarmente arretrati in Italia.<\/p>\n<p>Tariffe e &#8220;incentivi&#8221;\u009d<br \/>\nSenza alcun desiderio di polemica, vorremmo dire che non condividiamo gli entusiasmi di chi pensa che l&#8217;abolizione della &#8220;tariffa urbana a tempo&#8221;\u009d sia una bacchetta magica capace di risolvere tutti i problemi della rete in Italia. Siamo d&#8217;accordo sull&#8217;utilit\u00e0\u00a0 di agevolazioni anche tariffarie per facilitare l&#8217;accesso alla rete, ma crediamo che il problema debba essere visto nel quadro pi\u00f9 esteso dei molti fattori che influiscono sulla situazione.<\/p>\n<p>Altri interventi in questo convegno hanno gi\u00e0\u00a0 indicato alcuni motivi per cui il problema delle tariffe non \u00e8 cosi&#8217; semplice come pu\u00f2 sembrare. Vogliamo qui limitarci a dire che se fosse davvero possibile abolire, sic et simpliciter, la &#8220;tariffa a tempo&#8221;\u009d (come negli Stati Uniti) questo potrebbe non solo eliminare un costo nell&#8217;uso del telefono (e-o della rete) ma anche molti trucchi e trucchetti pi\u00f9 o meno palesi con cui si genera una moltiplicazione di &#8220;scatti&#8221;\u009d e quindi di spesa. Ma non ci sembra che questa sia una possibilit\u00e0\u00a0 concreta.<\/p>\n<p>Finora le campagne per l&#8217;abolizione della &#8220;tut&#8221;\u009d hanno portato ad aumenti delle tariffe o a &#8220;manovre&#8221;\u009d che giovano solo ai venditori di telefonia (in particolare la Telecom) a danno degli utenti. Ci sembra quindi importante verificare ogni attuale o possibile manovra sulle tariffe per capire dove si nascondono gli aumenti di costo; per cui ci\u00f2 che (in apparenza) &#8220;agevola&#8221;\u009d qualcuno in realt\u00e0\u00a0 \u00e8 pagato da qualcun altro (o dalla stessa persona o impresa sotto una &#8220;voce&#8221;\u009d diversa).<\/p>\n<p>Per esempio ci preoccupa l&#8217;idea che si pensi a manovre tariffarie mirate solo ad agevolare collegamenti lunghi e continuati. Quel tipo di utilizzo (che sia per motivi di lavoro o di studio o per divertimento, come le chat line) \u00e8 senza dubbio legittimo e non dev&#8217;e ssere ostacolato o penalizzato. Ma il rischio \u00e8 che per favorire un tipo di utilizzo della rete se ne penalizzino altri (per esempio con un aumento del canone o con il mantenimento dei gravami sul &#8220;primo scatto&#8221;\u009d) e quindi, ancora una volta, la manovra tariffaria, sotto le &#8220;mentite spoglie&#8221;\u009d dell&#8217;agevolazione, si traduca in un danno per i cittadini e per le imprese.<\/p>\n<p>Soprattutto, non dobbiamo illuderci che una riduzione, o anche un&#8217;ipotetica (quanto poco probabile) eliminazione totale dalla &#8220;tut&#8221;\u009d, possa miracolosamente farci uscire dalla nostra arretratezza. Questa ipotesi \u00e8 ampiamente smentita dai fatti. La diffusione della rete \u00e8 enormemente maggiore che da noi anche in paesi dove c&#8217;\u00e8 la &#8220;tariffa a tempo&#8221;\u009d. E anche senza guardare fuori dai nostri confini basta osservare la smisurata crescita in Italia della telefonia cellulare, nonostante le tariffe molto pi\u00f9 alte della telefonia &#8220;urbana&#8221;\u009d.<\/p>\n<p>I problemi sono altri, e vanno esaminati con seriet\u00e0\u00a0. Tecnologie inutilmente costose e complesse. La percezione, artatamente diffusa quanto totalmente falsa, che per collegarsi alla rete occorrano computer di alte prestazioni e prezzo esorbitante. La mancata diffusione di nozioni elementari come il fatto che la &#8220;posta elettronica&#8221;\u009d, anche ai costi attuali , pu\u00f2 far risparmiare molto rispetto al telefono interurbano (o cellulare), al fax e perfino alla posta ordinaria. Eccetera&#8230;<\/p>\n<p>Se solo si facesse meglio conoscere a tutte le famiglie e imprese che gi\u00e0\u00a0 hanno un computer il semplice fatto che possono collegarsi con le macchine che hanno, senza acquistare altro che un modem; e incoraggiare la diffusione, per chi ancora non ha un computer, di macchine<br \/>\nefficienti a prezzo basso (anzich\u00e9 pensare all&#8217;assurda ipotesi di una &#8220;rottamazione&#8221;\u009d che incoraggerebbe solo il passaggio da macchine perfettamente adeguate ad altre inutilmente pi\u00f9 costose) avremmo probabilmente dato l&#8217;avvio a una pi\u00f9 seria e solida diffusione dell&#8217;uso della rete in Italia.<\/p>\n<p>Il problema dei sequestri<br \/>\nCi sono molti altri temi che secondo noi meritano di essere approfonditi; per esempio l&#8217;affollamento di norme e pastoie che, anche se motivate da &#8220;buone intenzioni&#8221;\u009d, si traducono spesso in abusi, restrizioni ingiustificate, complicazioni burocratiche e altri danni. E&#8217; noto che l&#8217;ipertrofia normativa \u00e8 uno dei freni pi\u00f9 gravi allo sviluppo del nostro paese e che tende ad assumere forme particolarmente perverse quando si tratta di materie nuove e spesso non ben cap ite n\u00e9 da chi detta le norme, n\u00e9 da chi le applica.<\/p>\n<p>Ma per oggi ci limitiamo a segnalare un problema, molto grave e quasi totalmente ignorato dall&#8217;opinione pubblica e dai grandi mezzi di i formazione. I sequestri di computer.<\/p>\n<p>Questo incredibile abuso continua a ripetersi da almeno cinque anni. Il famigerato crackdown italiano del 1994 \u00e8 noto nel mondo come la pi\u00f9 estesa e violenta operazione del genere mai avvenuta in un paese democratico. Le proteste di allora (vedi il comunicato del 31 marzo 1995) hanno ottenuto qualche risultato. Infatti ci sono molte indagini condotte correttamente; come ci sono sentenze che definiscono con chiarezza la non perseguibilit\u00e0\u00a0 penale del possesso di software non registrato (uno dei pi\u00f9 diffusi pretesti, anche se non l&#8217;unico, per ripetute &#8220;ondate&#8221;\u009d di perquisizioni e sequestri).<\/p>\n<p>Ma l&#8217;abuso continua. Anche in tempi recenti sono centinaia, se non migliaia, i casi di computer (talvolta addirittura server) arbitrariamente sequestrati. Per esempio un&#8217;indagine molto estesa nel 1998 (e tuttora non conclusa) riguarda il possesso di giochi &#8220;copiati&#8221;\u009d. Ci sono casi (e non sono rari) di persone che hanno acquistato un gioco elettronico sul mercato, in buona fede (almeno &#8220;fino a prova contraria&#8221;\u009d) e quindi non sono accusabili n\u00e9 di &#8220;ricettazione&#8221;\u009d n\u00e9 di &#8220;incauto acquisto&#8221;\u009d. Eppure si sono viste sequestrare un computer, che dopo molti mesi non \u00e8 stato restituito.<\/p>\n<p>La coltre di nebbia che circonda questi abusi \u00e8 dovuta in gran parte dal silenzio delle vittime, che temono &#8220;ritorsioni&#8221;\u009d- e spesso si sentono consigliare dai loro avvocati di tacere per evitare &#8220;guai peggiori&#8221;\u009d. Questa diffusa e barbarica paura la dice lunga sul modo in cui sono condotte le indagini.<\/p>\n<p>Senza entrare nei dettagli, n\u00e9 fare un elenco dei molti abusi di ogni specie perpetrati nel corso di queste indagini, basta qui ribadire due fatti fondamentali.<\/p>\n<p>Privare una persona di un computer vuol dire togliere a quella persona uno strumento di lavoro e di vita culturale; e spesso anche danneggiare altre persone od organizzazioni che non sono in alcun modo coinvolte nell&#8217;indagine. Oltre che un intollerabile abuso, questo \u00e8 anche un atto contrario alle leggi del nostro paese (a cominciare dalla Costituzione) e ai fondamentali &#8220;diritti dell&#8217;uomo&#8221;\u009d.<\/p>\n<p>Il sequestro di computer (e spesso, assurdamente, anche di &#8220;periferiche&#8221;\u009d o altre attrezzature) \u00e8 del tutto inutile ai fini dell&#8217;indagine; ci sono altri metodi, di provata efficacia, che possono dare agli inquirenti tutto ci\u00f2 che occorre senza sequestrare n\u00e9 un computer, n\u00e9 un &#8220;disco rigido&#8221;\u009d.<\/p>\n<p>(Fin dalle sue origini ALCEI si \u00e8 sempre impegnata contro ogni forma di repressione; nei prossimi giorni diffonder\u00e0\u00a0 un nuovo comunicato sul tema specifico dei sequestri).<\/p>\n<p>Queste operazioni inutilmente terroristiche e repressive sono un abuso intollerabile. Oggi pi\u00f9 che mai \u00e8 necessario portarle alla luce e porre fine un comportamento, da parte di alcuni magistrati e di una parte delle &#8220;forze dell&#8217;ordine&#8221;\u009d, che \u00e8 vergognoso e inaccettabile in un paese civile.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 anche una prova di quanta ignoranza, e ingiustificata ostilit\u00e0\u00a0, sia ancora diffusa nel nostro paese nei confronti delle nuove tecnologie e delle persone che ne fanno uso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Far crescere la rete al servizio dei cittadini &#8211; Intervento di ALCEI al convegno &#8220;Internet: i diritti telematici&#8221;\u009d Vorremmo prima di tutto ringraziare gli organizzatori di questo convegno per il fatto di averlo voluto e per la chiara intenzione di vedere la rete nella sua realt\u00e0\u00a0 e nei suoi valori, come uno strumento per la&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.alcei.it\/?p=86\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Documento del 1 marzo 1999<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false},"categories":[6,9,4,12,5,7],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=86"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=86"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=86"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=86"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}