{"id":77,"date":"1998-09-03T09:38:10","date_gmt":"1998-09-03T08:38:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alcei.org\/index.php\/archives\/77"},"modified":"1998-09-03T09:38:10","modified_gmt":"1998-09-03T08:38:10","slug":"documento-del-3-settembre-1998","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alcei.it\/?p=77","title":{"rendered":"Documento del 3 settembre 1998"},"content":{"rendered":"<p><strong>Storia della crociata infame<\/strong><\/p>\n<p>Questa \u00e8 la raccolta di alcuni messaggi diffusi il 3 settembre 1998 in alcune liste sull&#8217;internet<\/p>\n<p>Giancarlo Livraghi gian@gandalf.it<\/p>\n<p>Siamo all&#8217;ennesima (e questa volta clamorosa) &#8220;crociata&#8221; della stampa e della televisione contro l&#8217;internet.<\/p>\n<p>Il vero contenuto delle notizie sar\u00e0\u00a0 da approfondire&#8230; ma a prima vista sembra che si tratti dell&#8217;incriminazione di alcune (poche) persone in Italia che sarebbero &#8220;consumatori&#8221; di materiale &#8220;pornografico&#8221; in cui compaiono adolescenti e bambini; e due (due di numero) ne sarebbero anche &#8220;produttori&#8221;.<\/p>\n<p>Se dopo anni di indagini a tappeto, con tanto di &#8220;leggi speciali&#8221;, ci sono cos\u00e0\u00ac pochi indiziati, mi sembra palese che il fenomeno non abbia quelle dimensioni gigantesche che i &#8220;grandi mezzi&#8221; di informazione si sono affannati a dipingere.<\/p>\n<p>Nessuno pensa che sia perdonabile il maltrattamento (sessuale o non) di &#8220;minorenni&#8221;. Il problema \u00e8 millenario, cercare di eliminarlo o controllarlo non \u00e8 una cosa facile. Questa repressione \u00e8 un piccolo dettaglio fra migliaia di interventi che possono essere necessari per cercare di intaccare &#8220;loschi commerci&#8221; (che sono solo un aspetto del problema, e non il principale).<\/p>\n<p>Il fracasso che circonda questa notizia, sostanzialmente secondaria, \u00e8 impressionante (il massimo di evidenza in prima pagina su quasi tutti i giornali &#8211; e nei notiziari &#8220;di massimo ascolto&#8221; in televisione) condita di commenti che, per l&#8217;ennesima volta, tendono a descrivere l&#8217;internet come la causa o l&#8217;origine di un fenomeno che ha tutt&#8217;altre radici.<\/p>\n<p>Non mi piace fare &#8220;dietrologia&#8221;. Ma mi sembra palese che il disegno \u00e8 un altro: perseguitare, e per quanto possibile censurare, un sistema di comunicazione che \u00e8 un p\u00f2 troppo libero e quindi d\u00e0\u00a0 fastidio ai &#8220;padroni del vapore&#8221;. Un&#8217;operazione sistematica e continua, che dura da anni, con ogni sorta di pretesti, compresi i pi\u00f9 assurdi &#8211; e con le conseguenze che ben conosciamo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 bello che una decina di persone faccia collezione di materiale di quella specie e che due professionisti, a Napoli e a Catanzaro, siano sospettati di insidiare bambini (anche se \u00e8 noto che ci sono molte pi\u00f9 persone, un p\u00f2 dovunque, che fanno cose orribili e non hanno l&#8217;imprudenza di andare a dirlo nell&#8217;internet, dove \u00e8 facile essere acchiappati). Ma \u00e8 molto pi\u00f9 grave che la cosiddetta &#8220;informazione&#8221; proposta dai &#8220;grandi mezzi&#8221; a senso unico (non solo in Italia) sia cos\u00e0\u00ac deformata e deformante &#8211; e non solo su questo argomento.<\/p>\n<p>L&#8217;internet, usata bene, pu\u00f2 essere uno strumento per aprire qualche fessura nella barriera della disinformazione e della manipolazione. Perci\u00f2 ogni pretesto \u00e8 buono per cercare di reprimerla.<\/p>\n<p>Fra i tanti commenti, proviamo a sceglierne uno (non &#8220;a caso&#8221;, perch\u00e9 \u00e8 in prima pagina sul Corriere della Sera, quindi in una delle posizioni pi\u00f9 evidenti di tutta la stampa italiana).<\/p>\n<p>Isabella Bossi Fedrigotti scrive cose, in complesso, abbastanza equilibrate (ma naturalmente deformate dal clamore dei titoli). Per esempio che mettendo queste cose sull&#8217;internet i malandrini si fanno acchiappare. Ma c&#8217;\u00e8 in quell&#8217;articolo, come in quasi tutti i commenti (e, viste le leggi che fanno, nella mente di politici e legislatori) una madornale bugia. Dice che &#8220;&#038; egrave; colpa dell&#8217;internet&#8221; perch\u00e9 senza internet queste decine di spregevoli personaggi nemmeno se le sognavano tutte le foto, le notizie, gli indirizzi&#8230;<\/p>\n<p>Molto semplicemente, non \u00e8 vero. Non ho mai visto i materiali di cui si parla (n\u00e9 in rete n\u00e9 altrove) quindi non so quanto devo davvero inorridire o quanto si tratti di qualcuno che ha fotografato la sua bambina nuda sulla spiaggia. Sicuramente c&#8217;\u00e8 in giro una mistura di cose innocentissime, che dispiacciono ai bigotti, e di cose davvero orribili.<\/p>\n<p>Ma chi ha passato una vita a occuparsi di sistemi informativi non pu\u00f2 non sapere che decenni fa, quando l&#8217;internet non c&#8217;era o era usata solo da pochi professori universitari, circolavano in un mercato clandestino videocassette con contenuti di tutti i generi, di cui alcuni allucinanti (come persone torturate e uccise). E che fotografie di ogni genere &#8220;proibito&#8221; erano in circolazione gi\u00e0\u00a0 nel secolo scorso (non parlo della collezione di fotografie di Charles Dodgson, cio\u00e8 Lewis Carroll, l&#8217;autore di &#8220;Alic e nel paese delle meraviglie&#8221;, che non \u00e8 mai stata diffusa o &#8220;commerciata&#8221; e alla sua morte \u00e8 stata distrutta per sua disposizione testamentaria). C&#8217;era allora, come c&#8217;\u00e8 oggi, un mercato per quelle cose; e se c&#8217;\u00e8 chi produce quel genere di materiale dev&#8217;esserci pi\u00f9 di &#8220;qualche decina&#8221; di compratori. Che probabilmente evitano di usare uno strumento un p\u00f2 troppo trasparente come l&#8217;internet &#8211; oltretutto messi in guardia da pubbliche campagne sul tema che rimbombano in tutto il mondo da anni. Il fracasso non serve a raggiungere i colpevoli, ma solo a farli stare rifugiati e nascosti in quei mezzi poco visibili o controllabili che usano da pi\u00f9 di cent&#8217;anni.<\/p>\n<p>Il comportamento dei &#8220;grandi mezzi di informazione&#8221; e dei &#8220;pubblici poteri&#8221; in queste cose ha tre nomi: ignoranza, ipocrisia e repressione (anche, anzi soprattutto, di chi nulla ha a che fare con il commercio di materiale pi\u00f9 o meno &#8220;osceno&#8221;).<\/p>\n<p>So che \u00e8 gi\u00e0\u00a0 stato detto, sa me e da altri, molte volte. Ma finch\u00e9 lo sconcio della falsa informazione continuer\u00e0\u00a0 saremo costretti a ripeterlo.<\/p>\n<p>Non sempre condivido le posizioni dei radicali (o &#8220;lista Pannella&#8221; o &#8220;riformatori&#8221; che dir si voglia) ma questa volta meritano un sincero applauso. Ecco il loro comunicato.<\/p>\n<p>Comunicato della Lista Pannella<\/p>\n<p>Roma, 3 settembre 1998 &#8211; L&#8217;azione di polizia internazionale compiuta ieri per colpire presunti pedofili che utilizzavano la rete Internet, sta determinando in Italia un clima da caccia alle streghe che va denunciato con forza. La spettacolarizzazione dell&#8217;inchiesta, il rilievo che essa ha avuto soprattutto nel nostro Paese, ha il sapore dell&#8217;Inquisizione e avr\u00e0\u00a0 conseguenze rilevanti sulle libert\u00e0\u00a0 individuali e sul diritto alla privacy<\/p>\n<p>Si assiste a una inconsulta ed emotiva demonizzazione di Internet dipinto nell&#8217;immaginario degli italiani come strumento di perversione. Stupisce che nessuno lanci l&#8217;allarme sul modo caricaturale con il quale viene trattata l&#8217;inchiesta, che da un lato produrr\u00e0\u00a0 l&#8217;effetto di ritardare lo sviluppo in Italia del pi\u00f9 potente e irrinunciabile mezzo di comunicazione, e dall&#8217;altro di scatenare morbose curiosit\u00e0\u00a0. Se preoccupa la legge dagli accenti illiberali sul rapporto internet-pedofili \u00e8 carico di presagi nefasti il fatto che l&#8217;inchiesta napoletana sia affidata a quel pm, Diego Marmo, che invent\u00f2 il &#8220;mostro&#8221; Tortora.<\/p>\n<p>Contro ogni attacco alla libert\u00e0\u00a0 in rete invitiamo i navigatori telematici italiani a organizzare con noi una vasta mobilitazione.<\/p>\n<p>Scusatemi se ritorno ancora sul tema, ma (a parte il fatto che sono furibondo) mi sembra che meriti un altro approfondimento.<\/p>\n<p>Non sono in grado di fare una &#8220;rassegna stampa&#8221; esauriente, ma anche da un esame affrettato \u00e8 evidente che non tutti i giornali italiani hanno trattato la faccenda &#8220;pedofili incriminati&#8221; (e internet) con la stessa evidenza.<\/p>\n<p>Pochi l&#8217;hanno messa in prima pagina. Fra questi La Stampa e La Nazione, con titoli non molto vistosi e non lunghi svolgimenti (La Stampa dedica una pagina interna all&#8217;argomento, con toni un p\u00f2 meno catastrofici di altri giornali).<\/p>\n<p>Solo due (fra parecchi che ho visto) l&#8217;hanno &#8220;sparata&#8221; come la notizia pi\u00f9 importante del giorno &#8211; ma sono i due quotidiani pi\u00f9 diffusi in Italia: La Repubblica e il Corriere della Sera.<\/p>\n<p>Il Corriere, oltre a un titolo su cinque colonne in prima pagina, nella posizione di massima evidenza, dedica una pagina all&#8217;argomento. Ma se dovessimo assegnare il premio per il massimo di isteria e mistificazione va a Repubblica, che non solo spara un titolo fortissimo in prima pagina ma sviluppa il tema in altre due melodrammatiche pagine. (Sarebbe interessante capire perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una notevole differenza fra il modo in cui questi argomenti sono trattati nell&#8217;edizione online di Repubblica rispetto all&#8217;edizione &#8220;cartacea&#8221;&#8230; come se ci fosse un conflitto fra le due redazioni)<\/p>\n<p>Insomma in questo stridulo coro le due voci pi\u00f9 acute (e stonate) sono quelle dei nostri due maggiori quotidiani. Chiss\u00e0\u00a0 perch\u00e9.<\/p>\n<p>Per altri scritti sullo stesso argomento:<br \/>\nhttp:\/\/gandalf.it\/free\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia della crociata infame Questa \u00e8 la raccolta di alcuni messaggi diffusi il 3 settembre 1998 in alcune liste sull&#8217;internet Giancarlo Livraghi gian@gandalf.it Siamo all&#8217;ennesima (e questa volta clamorosa) &#8220;crociata&#8221; della stampa e della televisione contro l&#8217;internet. 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