{"id":71,"date":"2000-06-01T07:59:13","date_gmt":"2000-06-01T06:59:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alcei.org\/index.php\/archives\/71"},"modified":"2005-08-23T09:06:43","modified_gmt":"2005-08-23T08:06:43","slug":"documento-del-1-giugno-2000","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alcei.it\/?p=71","title":{"rendered":"Documento del 1 giugno 2000"},"content":{"rendered":"<p><strong> DNA e diritto d&quot;autore. Necessit&agrave; di codici aperti della conoscenza<\/strong><\/p>\n<p>Intervento al convegno <em>I nostri dati genetici. Opportunita&#8217;, rischi, diritti<\/em> [1]Roma, 21 giugno 2000 &#8211; Palazzo Ferrajoli &#8211; Piazza Colonna 5 di <a href=\"http :\/\/www.alcei.it\">ALCEI <\/a><\/p>\n<p>Le recenti polemiche sulla brevettabilit\u00e0\u00a0 dei prodotti dell&#8217;ingegneria genetica hanno sollevato un vespaio di polemiche in particolar modo per quanto riguarda l&#8217;estensibiilt\u00e0\u00a0  della patent protection anche a (parti di) esseri umani.<\/p>\n<p>Da pi\u00f9 parti si sono levate voci autorevoli (non solo provenienti dal mondo politico) che hanno condannato questa tendenza, ma quello della brevettabilit\u00e0\u00a0  non \u00e8 il solo aspetto problematico evidenziatodall&#8217;evoulzione della tecnologia di settore.<\/p>\n<p>L&#8217;ingegneria genetica &#8211; detto per inciso  la &#8220;vera&#8221; rivoluzione dei tempi che stiamo vivendo &#8211; sta mettendo in crisi l&#8217;assetto tradizionale della regolamentazione della propriet\u00e0\u00a0 intellettuale riproponendo con forza una domanda che aleggia nell&#8217;aria  da tempo ma che nessuno si decide a formalizzare: chi possiede le informazioni? Oppure, guardando l&#8217;oggetto da un&#8217;altra prospettiva, ci si pu\u00f2 chiedere:la digitalizzazione delle informazioni ne cambia la natura?<\/p>\n<p>I dati non disponibili in forma elettronica sono di scarsa utilit\u00e0\u00a0; anzi si pu\u00f2 dire che la loro utilit\u00e0\u00a0 decresce all&#8217;aumentare della loro mole. Quando per\u00f2 una enorme quantit\u00e0\u00a0 di dati pu\u00f2 essere creata, gestita e manipolata informaticamente le cose cambiano e proprio quella che era una debolezza &#8211; la numerosit\u00e0\u00a0 &#8211; diventa grazie ai computer un vero e proprio punto di forza, rendendo possibili elaborazioni prima impensate.<\/p>\n<p>Questo implica, da un lato, la &#8220;valorizzazione&#8221;, anzi la &#8220;patrimonializzazione&#8221; economica dell&#8217;informazione, ma dall&#8217;altro il fatto che l&#8217;informazione &#8220;perde qualit\u00e0\u00a0&#8220;, viene in qualche modo<br \/>\n&#8220;omogeneizzata&#8221; in una sequenza di bit. Un fenomeno che possiamo osservare in svariati campi, dall&#8217;economia, al marketing alla manipolazione genetica.<\/p>\n<p>&#8220;Siamo gi\u00e0\u00a0 al punto &#8211;  scrive James Boyle &#8211; in cui le informazioni genetiche sono viste in primo luogo come informazioni. Ci occupiamo del nessaggio informativo &#8211; la sequenza di A, G, C, S e T &#8211; e non del mezzo biologico. Il progetto genoma \u00e8 soltanto un gigantesco esercizio di crittografia. Come gi\u00e0\u00a0 gli archeologi che lavorarono sulla stele di Rosetta, abbiamo violato il codice e possiamo ora usare il DNA come una &#8220;lingua&#8221; da &#8220;parlare&#8221; e non come &#8220;un oggetto&#8221; da &#8220;esaminare&#8221;.[2]<br \/>\nLo sviluppo delle biotecnologie e il completamento della mappa genetica, continua Boyle, consentiranno di intervenire sul patrimonio genetico di un soggetto con strumenti analoghi ai word processor: del destino biologico verr\u00e0\u00a0 semplicemente scritta  una prima bozza, sulla quale effettuare un controllo ortografico, qualche modifica o addirittura una completa riscrittura.<\/p>\n<p>Questa prospettiva evidenzia chiaramente che il brevetto \u00e8 uno strumento difficilmente applicabile  alla protezione delle informazioni genetiche. Una conclusione teorica suffragata dal diniego opposto dalle autorit\u00e0\u00a0 competenti al National Institute of Healt americano, quando questi ha cercato di brevettare 2.750 sequenze cDNA. Mentre, infatti, negli Stati Uniti gli organismi genticamente manipolati sono brevettabili fin dal 1980 per via di una sentenza della Corte Suprema[3], le sequenze di DNA non sono &#8220;inventate&#8221; ma &#8220;scoperte&#8221; e dunque non tutelabili con questo strumento.<\/p>\n<p>In realt\u00e0\u00a0, il livello di protezione da attribuire ai dati &#8211; e a quelli genetici in particolare &#8211; dipende dall&#8217;utilizzo che se ne vuole fare. Gi\u00e0\u00a0 nel 1987 Walter Gilbert, uno dei pionieri della ricerca in questo settore, dichiarava al Washington Post: &#8220;non credo che il genoma sia brevettabile. Quello che ci interessa \u00e8 imporre il copyright sulle sequenze. Ci\u00f2 significa che se qualcuno vorr\u00e0\u00a0 leggere il codice, dovr\u00e0\u00a0 pagarci il diritto di accedervi. Il nostro scopo \u00e8 rendere l&#8217;informazione alla portata di tutti. Purch\u00e8 paghino un prezzo. [4]<\/p>\n<p>Questa impostazione evidenzia chiaramente che al  tradizionale e pi\u00f9 immediato strumento di protezione della propriet\u00e0\u00a0 intellettuale, il brevetto, comincia ad affiancarsi ora anche il diritto in forza del quale la possibilit\u00e0\u00a0 di accesso alle informazioni \u00e8 nelle mani dell&#8217;autore che \u00e8 l&#8217;unico e solo a decidere chi &#8211; e a che prezzo &#8211;  pu\u00f2 utilizzarle. Solo che questa volta non stiamo parlando di un software o di una canzonetta, ma di esseri viventi o potenzialmente tali.<\/p>\n<p>Siamo di fronte all\u00e0\u00adennesima, surrettizia e pericolosa estensione dell\u00e0\u00adapplicabilit\u00e0\u00a0 del copyright a settori nei quali l&#8217;approccio &#8220;proprietario&#8221; dovrebbe essere totalmente bandito. E non sulla base di romantiche utopie di inizio secolo, ma per la tutela del bene comune.<br \/>\nPerch\u00e8 gli esseri viventi, non abbiano &#8220;proprietari&#8221; n\u00e8 &#8220;autori&#8221;.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br \/>\n[1] Quello che state leggendo \u00e8 il testo dell&#8217;intervento inviato ALCEI al convegno organizzato da CNR, Legambiente e Garante dei dati personali.<br \/>\n[2] J.Boyle, Shamans, software &#038; spleens 1997 Harvard University Press, p.4<br \/>\n[3] Diamond vs. Chakrabarty, 447 U.S. 303 (1980)<br \/>\n[4] Larry Thompson \/ Genes, Politics and Money: Biology\u00e0\u00ads Most Ambitious Project Will Cost a Fortune, but It\u00e0\u00ads Value Could Be Out beyond  Measure Washington Post Z12 (24\/2\/1987)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DNA e diritto d&quot;autore. Necessit&agrave; di codici aperti della conoscenza Intervento al convegno I nostri dati genetici. Opportunita&#8217;, rischi, diritti [1]Roma, 21 giugno 2000 &#8211; Palazzo Ferrajoli &#8211; Piazza Colonna 5 di ALCEI Le recenti polemiche sulla brevettabilit\u00e0\u00a0 dei prodotti dell&#8217;ingegneria genetica hanno sollevato un vespaio di polemiche in particolar modo per quanto riguarda l&#8217;estensibiilt\u00e0\u00a0&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.alcei.it\/?p=71\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Documento del 1 giugno 2000<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false},"categories":[13,4],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=71"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=71"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=71"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=71"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}