{"id":67,"date":"1995-12-31T22:37:08","date_gmt":"1995-12-31T21:37:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alcei.org\/index.php\/archives\/67"},"modified":"2005-08-23T07:51:32","modified_gmt":"2005-08-23T06:51:32","slug":"rassegna-stampa-degli-articoli-usciti-in-occasione-della-nascita-di-alcei-19941995","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alcei.it\/?p=67","title":{"rendered":"Documento del 31 dicembre 1995"},"content":{"rendered":"<p><strong>Rassegna stampa  degli articoli usciti in occasione della nascita di ALCEI (1994\/1995)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Corriere Telematico (9\/94)<\/strong><\/p>\n<p><em>ALCEI. E&#8217; nata l&#8217;associazione per i &#8220;cittadini elettronici&#8221;<\/em> di Malko Linge<\/p>\n<p>&#8220;Mai pensato che il nostro computer potrebbe aver problemi di libert\u00e0\u00a0? E il nostro modem voglia di riservatezza? Eppure ne hanno, cio\u00e8: li abbiamo noi. Quasi senza accorgercene, leggendo e scrivendo messaggi, usando forme nuove di comunicazione, siamo diventati un&#8217;altra cosa. Siamo &#8220;cittadini elettronici&#8221;. Ma &#8220;quanto&#8221; siamo liberi? Quanto abbiamo gi\u00e0\u00a0 &#8220;regole&#8221; adeguate alla novit\u00e0\u00a0 che viviamo e rappresentiamo?&#8221;<\/p>\n<p>Cos\u00e0\u00ac si apre il comunicato stampa che la nuova Associazione per la Libert\u00e0\u00a0 nella Comunicazione Elettronica Interattiva (ALCEI) ha diffuso e sta diffondendo agli organi di stampa specializzata e in tutti gli ambienti telematici (dalle BBS a Internet). Da tempo ormai anche nell&#8217;area SYSOP.ITALIA si continua a parlare di &#8220;fare qualcosa&#8221; per questo nostro mondo, colpito e massacrato da chi, approfittando di leggi inesistenti o addirittura inadeguate ha inflitto duri colpi alla libert\u00e0\u00a0 di pensiero e di comunicazione della telematica. E&#8217; ora di passare all&#8217;azione con qualcosa di concreto, e pare che i primi a rendersene conto siano stati i membri della americana Elettronic Frontiers Foundation (EFF) che da quattro anni ormai lavorano per la cosiddetta &#8220;Democrazia Elettronica&#8221; cio\u00e8 perch\u00e9 le infrastrutture e le norme che governano l&#8217;informazione e la comunicazione via modem si formino nel rispetto di tutti i valori democratici. I recenti sequestri in Italia, il ricco dibattito che negli Stati Uniti si sta sviluppando intorno alle autostrade elettroniche, la lentezza e le incertezze che caratterizzano l&#8217;affermarsi di un analogo progetto europeo, le trasformazioni tecnologiche e d&#8217;uso che l&#8217;insieme dei media va conoscendo, indicano un terreno di iniziativa per la difesa e lo sviluppo dei diritti di cittadinanza telematica come parte dei diritti democratici. Ed \u00e8 proprio con il patrocinio della EFF che in Italia \u00e8 nata ALCEI. Parlando con Giancarlo Livraghi, uno dei primi iscritti alla neonata Associazione, mi sono reso conto che se \u00e8 vero che ALCEI si presenta come istituzione &#8220;a difesa dell&#8217;utente&#8221;, \u00e8 anche vero che difendendo la libert\u00e0\u00a0 di pensiero e di opinione di un utente (all&#8217;interno di una messaggistica), si difender\u00e0\u00a0 a sua volta anche la libert\u00e0\u00a0 dei Sysop! Ora come ora la legge italiana prevede che gli unici responsabili di ci\u00f2 che accade o viene scritto in un messaggio su una BBS siano proprio gli intestatari della linea SIP. Ci\u00f2 vuol dire che se un utente, su una BBS, offendesse il Capo dello Stato, a finire in galera sarebbe il Sysop che avrebbe dovuto impedire la diffusione di quelle righe incriminate.<\/p>\n<p>Dice Livraghi: &#8220;Alcei non \u00e8 una lobby. Non \u00e8 solo un gruppo di difesa del consumatore, noi intendiamo muoverci su casi singoli cos\u00e0\u00ac come su terreni generali: il diritto e la legislazione, che sono incompleti, l&#8217;informazione che \u00e8 oggi del tutto assente, carente o imprecisa (e spesso pilotata da gruppi di interesse); l&#8217;elaborazione di una cultura dei nuovi mezzi&#8221;. Ed \u00e8 proprio di qualcosa del genere che la Telematica Italiana aveva bisogno. Non dobbiamo, infatti, aspettare che sia il parlamento a scrivere una nuova legge che ci inquadri. Appoggiandoci ad associazioni del genere (costituite da gente come noi che conosce a fondo l&#8217;ambiente) dobbiamo essere noi a proporre le nuove regole, altrimenti chi lo far\u00e0\u00a0? Ho paura a pensare che a farsi avanti per primi saranno i grossi gruppi economici.<\/p>\n<p>&#8220;La nostra Associazione&#8221;, continua Livraghi, &#8221; non \u00e8 un&#8217;organizzazione di tendenza, non ha riferimenti politici o ideologici, non chiede di essere finanziata dallo stato. Tutti vi possono aderire, purch\u00e9 ne rispettino lo statuto. A tutti chiediamo una quota associativa e una collaborazione in qualsiasi forma: nessuno ci paga, non abbiamo apparati. Noi non vogliamo altro che:<\/p>\n<p>   1. leggi che proteggano i diritti dei cittadini nell&#8217;uso delle nuove tecnologie di comunicazione;<br \/>\n   2. norme comuni per tutti i fornitori di network che garantiscano piena libert\u00e0\u00a0 di parola senza alcunadiscriminazione;<br \/>\n   3. un sistema pubblico nazionale dove servizi voce, dati e video siano accessibili a tutti i cittadini su basi eque ed economicamente accessibili;<br \/>\n   4. variet\u00e0\u00a0 e diversit\u00e0\u00a0 di comunit\u00e0\u00a0 che permettano a tutti i cit tadini di avere una voce nella nuova era dell&#8217;informazione.&#8221; <\/p>\n<p>Forse Alcei pu\u00f2 davvero aiutarci ad emergere da questo chaos telematico in cui, per adesso, stiamo navigando. Di sicuro ne ha tutte le intenzioni e probabilmente se ai numerosi soci (tra utenti e Sysop vari) che in questo mese ha saputo convincere, si aggiungeranno tanti altri, alla fine potrebbe diventare una sorta di &#8220;portavoce&#8221; ufficiale delle esigenze dei Sysop e dei loro utenti.<\/p>\n<p><strong>La Repubblica (19\/9\/94)<\/strong><br \/>\n<em>A difesa dei diritti del &#8220;cittadino elettronico&#8221;<\/em><\/p>\n<p>NEL CYBERSPAZIO E&#8217; NATA ALCEI<br \/>\nUna fondazione telematica<br \/>\ndi Claudio Gerino<\/p>\n<p>La mitologia greca a difesa del &#8220;cyberspazio&#8221; italiano, della nuova frontiera della comunicazione telematica. Alceo (dal greco Alk\u00e9, forza), figlio di Perseo (nato dall&#8217;unione tra Zeus e Danae), nonno di Eracle, diventa il baluardo della libert\u00e0\u00a0 informatica, il nuovo Ercole che combattera chi vuole imprigionare i bit che corrono sui fili del telefono, lanciati da modem e computer, chi vuole limitare i diritti del &#8220;villagg io globale&#8221;. Da oggi, &#8220;Alcei&#8221; \u00e8 l&#8217;acronimo dell&#8217; &#8220;Associazione per la liberta nella comunicazione elettronica interattiva&#8221;, l&#8217;equivalente italiano della Electronic Frontier Foundation, la fondazione statunitense che da anni si batte per i diritti telematici dei cittadini. E se non bastasse, se il ricorso alla mitologia non fosse sufficiente, la storia della poesia greca puo chiarire ulteriormente i connotati ideali del sodalizio nato dopo mesi di dibattiti, convegni, riunioni nelle stanze virtuali delle Bbs, confronti con legislatori e magistrati, e che sta muovendo, in questi giorni, i suoi primi, incerti passi: &#8220;Alceo &#8211; spiega Claudia Di Giorgio, una delle sopcie dell&#8217;Electronic Frontiers italiana, che ha condotto la ricerca nei meandri della storiografia e della mitologia greca &#8211; era un poeta di Mitilene nato attorno al 630 A.C. Fu lungamente costretto all&#8217;esilio perch\u00e9 nei suoi poemi aveva attaccato tutti i tiranni dell&#8217;epoca&#8221;.<\/p>\n<p>Nuovi sistemi interattivi<\/p>\n<p>&#8220;Libera associazione di cittadini che ha per scopo la difesa, lo sviluppo e l&#8217;affermazione dei diritti del &#8216;cittadino elettronic\u00f2, cio\u00e8 di chiunque diviene utente, diretto o indiretto, di un sistema o di un servizio telematico : cosi Alcei \u00e8 stata definita dal gruppo di linkers che ha raccolto le file e i temi scaturit i dalle polemiche dopo le recenti operazioni della magistratura contro alcune banche-dati. Obiettivo principale dell&#8217;associazione e quello di &#8220;sostenere il diritto per ciascun cittadino di esprimere il proprio pensiero, anche attraverso i nuovi sistemi interattivi consentiti dall&#8217;informatica, in completa libert\u00e0\u00a0&#8220;. Contemporaneamente, pero, &#8220;Alcei&#8221; vuole &#8220;la piena tutela della privacy personale&#8221;. E nella difesa dei diritti telematici sono compresi sia i singoli sistemi che i grandi centri di editoria elettronica, passando per gli operatori e gestori dei nodi di collegamento locali (Bbs), &#8220;con particolare attenzione a quei piccoli nuclei che, senza finalit\u00e0\u00a0 commerciali, operano per passione e con spirito di servizio&#8221;. Insomma, la &#8220;Ef&#8221; italiana \u00e8 una sorta di &#8220;agenzia&#8221; che si occuper\u00e0\u00a0 di diffondere e sviluppare i principi di una nuova &#8220;cultura telematica&#8221;, incaricandosi innanzitutto dell&#8217;informazione verso i mass-media, ma anche facendosi promotore di campagne d&#8217;opinione per far s\u00e0\u00ac che ogni eventuale iniziativa legislativa di regolamentazione dei sistemi telematici tenga sempre conto dei diritti fondamentali di libert\u00e0\u00a0 dei cittadini. Il &#8220;manifesto&#8221; dell&#8217;associazione, diffuso per ora sulle reti telematiche nazionali ed internazionali (ma presto diverra anche oggetto di una serie di &#8220;proposte&#8221; rivolte a giornali e televisioni), riassume i perch\u00e9 della nascita di un organismo come questo: &#8220;Avete mai pensato che il nostro computer potrebbe avere problemi di liberta e di riservatezza? Eppure e cosi: quasi senza accorgersene, leggendo e scrivendo messaggi, consultando banche dati, usando nuove forme di comunicazione, siamo diventati un&#8217;altra cosa. Siamo &#8216;cittadini elettronic\u00e0\u00ac. Ma quanto siamo liberi di esserlo? Quante sono le regole di comportamento o di responsabilit\u00e0\u00a0 adeguate alla novit\u00e0\u00a0 che viviamo e rappresentiamo?&#8221;. Queste sono le domande a cui &#8220;Alcei&#8221; vuole dare risposte. E, tra l&#8217;altro, le vuole dare in tempo reale, come in tempo reale \u00e8 la trasformazione culturale generata da tutte le nuove forme di comunicazione interattive che si vanno sviluppando nel mondo. Il nodo principale \u00e8 sempre lo stesso: il gestore di sistema \u00e8 responsabile o meno delle comunicazioni che si scambiano in tempo reale, gli utenti? L&#8217;esempio pi\u00f9 simile viene dalla telefonia: se due persone, attraverso la Sip (ora Telecom), si rendono autori di un reato, l&#8217;ente gestore del sistema telefonico ne \u00e8 responsabile? La legge ha gi\u00e0\u00a0 dato una risposta in questo caso: le comunicazioni telefoniche sono protette dal principio di riservatezza e quindi il gestore non pu\u00f2 controllarle e, al contempo, non ne \u00e8 responsabile. Cosi invece non \u00e8 per le comunicazioni telematiche, secondo l&#8217;interpretazione della magistratura. Che per\u00f2 entra in contraddizione con la recente legge contro la pirateria informatica che, in realta, protegge la messaggeria privata su Bbs nello stesso modo della corrispondenza epistolare. Il dibattito, in questi mesi, ha affrontato anche il problema dell&#8217;anonimato: come \u00e8 possibile conciliare la certezza del rispetto della legalit\u00e0\u00a0 e della privacy degli utenti telematici se viene consentita la non identificazione certa degli utenti stessi? Sono state avanzate proposte che tentano di dare una risposta a questo quesito, come quelle per cui il gestore di sistema dovrebbe avere il dovere della riservatezza dell&#8217;identita dei propri utenti. Ma resta il problema della &#8220;password&#8221;, della chiave d&#8217;accesso dell&#8217;utente stesso: il livello di protezione di quest&#8217;ultima deve essere talmente alto da impedire sia un uso fraudolento di essa, sia deve poter fornire con assoluta certezza l&#8217;identificazione del suo utilizzatore. In poche parole, la &#8220;password&#8221; deve essere cos\u00e0\u00ac sofisticata da garantire il gestore del sistema che chi la sta usando \u00e8 proprio l&#8217;utente che l&#8217;ha stabilita, o comunque qualcuno sotto la sua responsabilita. Ed al contempo, l&#8217;utente deve avere la certezza che la sua &#8220;password&#8221; non sia conosciuta, in &#8220;chiaro&#8221;, da nessuno.<\/p>\n<p>Va protetta la &#8220;privacy&#8221;<\/p>\n<p>La &#8220;Ef&#8221; italiana si pone anche l&#8217;obiettivo di difendere i diritti di comunicazione telematica internazionale. Cosa non da poco, viste le differenti legislazioni esistenti nel mondo e, sopratutto, gli scarsi livelli di protezione della &#8220;privacy&#8221; e della sicurezza su importanti reti mondiali come la stessa Internet . E, infine, Alcei ha fatto propri i principi fondamentali della &#8220;Electronic Frontier Foundation&#8221; americana, che ha accolto con favore la n ascita dell&#8217;organizzazione italiana: il varo di leggi che proteggano i diritti dei cittadini nell&#8217;uso delle nuove tecnologie, norme comuni per tutti i fornitori di network che garantiscano piena liberta di parola senza alcuna discriminazione, la realizzazione di un sistema pubblico nazionale dove tutte le forme di comunicazione siano accessibili a tutti i cittadini su basi eque ed economicamente accettabili, lo stimolo alla nascita di comunita che permettano a tutti i cittadini di avere una voce nella nuova era dell&#8217;informazione, assistenza legale in caso di violazione delle libert\u00e0\u00a0, consulenza on line a persone che abbiano domande riguardanti i loro diritti, informazione sui temi della comunicazione interattiva, confronto con legislatori, associazioni giuridiche e studiosi su questi temi. Chi volesse iscriversi ad Alcei (le quote annuali partono dalle 20 mila lire per gli studenti, alle 50 mila lire per i soci ordinari fino alle 300 mila per le imprese), oppure vuole avere maggiori informazioni puo gi\u00e0\u00a0 da subito mettersi in contatto con l&#8217;associazione all&#8217;indirizzo di posta elettronica alcei@alcei.sublink.org. (n.b. il nuovo indirizzo dell&#8217;associazione \u00e8 alcei@alcei.it)<\/p>\n<p><strong>Linea EDP (21\/10\/94)<\/strong><\/p>\n<p><em>NASCE ALCEI PER SALVAGUARDARE I DIRITTI TELEMATICI DEI CITTADINI<\/em><br \/>\ndi Marco Ceresa<\/p>\n<p>Fondata a Milano, l&#8217;associazione per la libert\u00e0\u00a0 nella comunicazione elettronica interattiva, sulla scia del successo americano dell&#8217;Eff (Electronic Frontier Foundation). Iscrizioni aperte a tutti.<\/p>\n<p>E&#8217; nata a Milano, ma una sua sede \u00e8 presente a Roma, l&#8217;Associazione per la libert\u00e0\u00a0 nella comunicazione elettronica interattiva (battezzata con l&#8217;acronimo Alcei), l&#8217;equivalente italiano della Electronic Frontier Foundation (Eff), la fondazione molto attiva nelle regioni americane, costituita anni fa per la salvaguardia e tutela dei diritti telematici dei cittadini. Obiettivo primario del nuovo soldalizio italiano \u00e8 quello di intervenire, se necessario anche legalmente, a difesa del diritto che ciascun cittadino ha di esprimere il proprio pensiero (diritto sancito dall&#8217;articolo 21 &#8211; primo comma della Costituzione) anche attraverso i sistemi interattivi consentiti dalle recenti tecnologie informatiche, rispettando la piena libert\u00e0\u00a0 e la totale privacy. Alcei intende non solo diffondere e sviluppare i principi di una nuova cultura telematica, attraverso la realizzazione di un sistema pubblico nazionale dove tutte le forme di comunicazione siano accessibili a chiunque, ma soprattutto farsi promotore di campagne di sensibilizzazione, di modo che ogni provvedimanto legislativo in materia abbia sempre come punto di riferimento il rispetto del diritto di libert\u00e0\u00a0 del &#8220;cittadino elettronico&#8221;. Questo perch\u00e9 Alcei intende difendere tutti i propri associati, partendo dal singolo utente, diretto o indiretto, del pi\u00f9 piccolo sistema telematico, passando ai grandi centri di editoria elettronica, fino ad arrivare agli operatori e gestori dei nodi di collegamento locali (Bbs), con particolare riguardo a quei piccoli nuclei che, senza fine di lucro, operano per passione e spirito di servizio. Per avere maggiori informazioni sulla neonata Associazione o per aderirvi (le quote di iscrizione sono di 300mila lire per le societ\u00e0\u00a0, 50mila lire per le persone fisiche e 20mila lire per gli studenti) l&#8217;indirizzo di posta elettronica \u00e8 alcei@alcei.sublink.org (n.b. il nuovo indirizzo dell&#8217;associazione \u00e8 alcei@alcei.it).<\/p>\n<p>Il Manifesto<br \/>\n<strong>(13\/12\/94) I DIRITTI TELEMATICI E LE TECNO-FOBIE<\/strong><br \/>\ndi Franco Carlini<\/p>\n<p>Monta un&#8217;aria pesante nei confronti della libert\u00e0\u00a0 delle idee elettriche [sic]. E si torna a parlare di proposte di legge per regolamentare i bbs amatoriali.<\/p>\n<p>&#8220;Con &#8216;sta storia dell&#8217;Adnkronos ho paura che ci inculeranno tutti! Infatti non \u00e8 colpa di un cattivo system administrator che si fa inculare al primo colpo con un bel virus, ma la colpa \u00e8 sempre del tremendo e cattivo hacker, che, uscendo dal recinto delle libert\u00e0\u00a0 consentite, riesce a scoprire quello che nessuno vede&#8221;.<\/p>\n<p>Questo messaggio \u00e8 comparso nei giorni scorsi su uno dei tanti Bbs (bollettini o bacheche elettroniche) che animano il cyberspazio italiano. Il mittente \u00e8 giustamente indignato con le fantasiose rappresentazioni di stampa, ma anche preoccupato che di nuovo, come gi\u00e0\u00a0 nel maggio scorso, si apra la strada a pretestuose retate di computer e dischi.<\/p>\n<p>E certo sar\u00e0\u00a0 inorridito al vedere l&#8217;ultimo numero di Panorama, dove un servizio tecnicamente assai preciso, viene coperto dal seguente titolo: &#8220;Hacker: il terrorismo corre sul computer&#8221;.<\/p>\n<p>Il riferimento \u00e8 alla incursione delle settimane scorse nei computer dell&#8217;agenzia di stampa Adn Kronos, nell&#8217;occasione firmato Falange Armata, che ha prodotto le consuete tecno-fobie e molta disinformazione.<\/p>\n<p>Un episodio davvero curioso, perche o il gestore del sistema della Adn Kronos \u00e8 un ingenuo che non sa proteggere la sua parola d&#8217;accesso, oppure qualcuno dall&#8217;intemo, ha manipolato il sistema. Non esiste la possibilit\u00e0\u00a0 che un hacker, provando e riprovando password a casaccio dal suo modem di casa possa entrare cos\u00e0\u00ac, liberamente. Specialmente se non si tratta di linee telefoniche commutate, ma dedicate (in affitto esclusivo all&#8217;agenzia).<\/p>\n<p>Del resto tutte le statistiche confermano che la gran parte dei cosiddetti crimini informatici avviene dall&#8217;intemo delle aziende. L&#8217;ultimo episodio \u00e8 quello della Deutsche Bundespost Telekom, dove \u00e8 stata scoperta una truffa colossale: a ignoti abbonati telefonici venivano addebitati migliaia di scatti verso servizi a pagamento oltre oceano, per lo pi\u00f9 porno linee. Ma non erano hacker i manipolatori, bens\u00e0\u00ac tecnici interni al gigante telefonico.<\/p>\n<p>Monta per\u00f2 un&#8217;aria pesante, nei confronti della liberta di circolazione delle idee elettriche. E si torna a parlare di proposte di legge per regolamentare i Bbs amatoriali.<\/p>\n<p>Un segnale di preoccupazione e venuto la settimana scorsa da Alcei, l'&#8221;Associazione per la libert\u00e0\u00a0 nella comunicazione elettronica interattiva&#8221;, che \u00e8 un p\u00f2 l&#8217;analogo della americana Eff, Electronic Frontiers Foundation.<\/p>\n<p>Alcei dunque &#8220;esprime la preoccupazione che l&#8217;intento, di per s\u00e9 giusto e corretto, di tutelare la privacy si trasformi in una sorta di spada di Damocle incombente sui diritti telematici. C&#8217;\u00e8 il rischio concreto che, al di l\u00e0\u00a0 della volont\u00e0\u00a0 originaria del legislatore, la normativa produca di fatto una pesante limitazione al diritto alla circolazione delle idee anche in forma elettronica. Una condizione inaccettabile sia per la palese violazione dei diritti costituzionali, sia per il naturale sviluppo di nuovi spazi di libert\u00e0\u00a0 che la comunicazione telematica ha aperto anche in Italia&#8221;.<\/p>\n<p>Di tali argomenti discuter\u00e0\u00a0 oggi pomeriggio anche la trasmissio- ne Duemila, su Radio Tre, con la partecipazione, tra l&#8217;altro, del magistrato Giovanni Buttarelli, che \u00e8 ; tra gli estensori del progetto di legge governativo.<\/p>\n<p>A tali sacrosante preoccupazioni si contrappongono tuttavia atteggiamenti molto pi\u00f9 misurati e persino favorevoli alla regolamentazione. Per esempio Roberto Cicciomessere, fondatore del sistema telematico Agor\u00e0\u00a0, nato come costola del partito radicale, ha scritto: &#8220;Che oggi qualcuno voglia limitare con interventi polizieschi o legislativi la libera circolazione delle informazioni nei sistemi (amatoriali o meno) e nelle reti telematiche \u00e8 tutto da dimostrare. Anzi \u00e8 indimostrabile. La discussione pu\u00f2 vertere casomai sull&#8217;opportunit\u00e0\u00a0 o meno di fare leggi per regolamentare la materia. Io sono del parere che nella giungla non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 libert\u00e0\u00a0 e vince sempre il pi\u00f9 forte. Quindi che \u00e8 necessario stabilire dei principi generali che riguardano le pari opportunit\u00e0\u00a0 d&#8217;accesso alle reti per impedire l&#8217;abuso di posizioni dominanti&#8221;.<\/p>\n<p>Sembra un ragionamento sensato, ma contiene un grande errore: a differenza dell&#8217;etere, dove i canali sono limitati, nelle reti di computer lo spazio \u00e8 praticamente infinito e perci\u00f2 nessuno pu\u00f2 impedire alla concorrenza di entrare, nemmeno la Olivetti, di cui Cicciomessere sembra avere tanta paura. (A proposito, che fine ha fatto il loro servizio Italia Online, annunciato e promesso da mesi? Non si vede, sembra impantanato chiss\u00e0\u00a0 dove: una vera figuraccia).<\/p>\n<p>Semmai, come scrive Giancarlo Livraghi in uno dei tanti forum telematici in cui la discussione si va sviluppando, &#8220;Ci\u00f2 che mi preoccupa, amici miei, \u00e8 che tanta gente abbia voglia di prendersi cura di noi. Burocrati, eurocrati, plutocrati, legislatori, amministratori, politicanti e compagnia bella stanno scoprendo che c&#8217;e questa cosa un p\u00f2 misteriosa chiamata telematica, che c&#8217;\u00e8 uno spazio ora tanto di moda chiamato Internet, e hanno deciso che non siamo capaci di cavarcela da soli e che dovranno metterci il bavaglino. O il bavaglio?&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Il Sole 24 Ore (24\/12\/94)<\/strong><br \/>\n<em>Nasce il forum Alcei<\/em><\/p>\n<p>II primo forum telematico, aperto a tutte le reti (sia Internet che Bbs) per discutere di libert\u00e0\u00a0 di comunicazione interattiva, per seambiarsi messaggi su ci\u00f2 che avviene dentro i nuovi circuiti di comunicazione, per valutare e intervenire sulle possibili iniziative politiche in tema di reti.<\/p>\n<p>Promotrice del Forum, aperto a tutti, e l&#8217;AIcei (Associazione per la libert&#038;agr ave; nella comunicazione elettronica interattiva), una organizzazione non profit nata nello scorso agosto da un nutrito gruppo di utenti di reti.<\/p>\n<p>&#8220;Alcei \u00e8 una libera associazione cui possono aderire tutti i &#8216;cittadini elettronic\u00e0\u00ac &#8211; dice Giancarlo Livraghi, presidente dell&#8217;Alcei &#8211; vale a dire tutti coloro che usano eomputer e modem per lavorare, informarsi, connettersi alle reti telematiche internazionali. Per esprimere &#8211; in pubblico o in privato &#8211; le proprie idee&#8221;.<\/p>\n<p>Negli ultimi tempi numerosi casi di intrusione illegale (ultima la vicenda occorsa all&#8217;agenzia Adn-Kronos che ha visto i suoi computer bloccati da un sedicente messaggio della Falange Armata) hanno fatto sensazione.<\/p>\n<p>&#8220;Il rischio \u00e8 che facendo leva su questi casi di emergenza &#8211; eontinua Livraghi &#8211; si arrivi a regolamentare il settore della comunicazione elettronica interattiva con misure improvvisate, autoritarie e repressive. In Italia ormai il computer piu il modem \u00e8 un mezzo di comunicazione abituale per decine di migliaia di professionisti e &#8220;cittadini telematici&#8221;. E questo al di l\u00e0\u00a0 dei pochi pirati con i loro gesti clamorosi&#8221;. Il Forum per la libert\u00e0\u00a0 nella comunica zione nasce proprio da questa esigenza: una conferenza aperta in cui si possa discutere di sicurezza della comunicazione, ma senza confonderla con la limitazione dei diritti e dell&#8217;espressione del pensiero&#8221;.<\/p>\n<p>Accessibile via Internet, Fidonet, Peacelink il Forum \u00e8 ospitato dal nodo della Inet di Milano. Si tratta, tecnicamente, di una Listserv (conferenza ad abbonamento, o a lista) a cui si pu\u00f2 aderire inviando un proprio messaggio di posta elettronica (subscribe Alcei) all&#8217;indirizzo majordomo@inet.it. Si diviene cos\u00e0\u00ac membri del forum che automaticamente scarica sulla casella postale Internet (o Internet-compatibile) dell&#8217;abbonato tutti i messaggi via via pervenuti. E, di converso, ciascun abbonato pu\u00f2 inviare messaggi alla conferenza all&#8217;indirizzo alcei@inet.it.<\/p>\n<p>A quindici giorni dalla sua partenza nel Forum stanno gi\u00e0\u00a0 accumulandosi messaggi sui vari casi di pirateria informatica avvenuti in Italia, sulla loro copertura giornalistica, sulle leggi esistenti o mancanti in materia. Oltre a ci\u00f2 l&#8217;Alcei ha aperto un dibattito con tutti i gestori di nodi bbs italiani per un possibile &#8220;codice di autoregolamentazione &#8211; dice Livra- ghi &#8211; liberamente definito dai soggetti delle reti. Questo per evitare che, in assenza di regole chiare, qualcuno possa provvedere dall&#8217;alto in modo sbagliato&#8221;. La strada della auto-regolamentazione sar\u00e0\u00a0 cos&#038;igrav e; l&#8217;obbiettivo chiave dell&#8217;associazione e del forum per il prossimo futuro.<\/p>\n<p>G.Ca.<\/p>\n<p><strong>Internet News (5\/1995)<\/strong><br \/>\n<em><br \/>\nI DIFENSORI DELLA FRONTIERA ELETTRONICA<\/em><br \/>\ndi Cristina Pagetti<\/p>\n<p>I sequestri avvenuti a pi\u00f9 riprese in alcune BBS italiane, l&#8217;uso commerciale delle autostrade elettroniche, la mancanza di informazione sulle leggi che regolano la comunicazione telematica, in una parola le incertezze e i pericoli della &#8220;deregulation&#8221; nell&#8217;uso delle nuove tecnologie: ecco i nemici contro cui si batte ALCEI, l&#8217;Associazione per la Libert\u00e0\u00a0 nella Comunicazione Elettronica Interattiva.<\/p>\n<p>Questa associazione, che riunisce alcuni dei piu noti esperti di Internet italiani, si propone di far conoscere all&#8217;opinione pubblica il &#8220;popolo del modem&#8221;: le persone che lavorano, studiano, producono e si divertono nel mondo di frontiera creato dalle tecnologie telematiche. Oltre la frontiera di questo mondo, molti intravedono dei pericoli che riguardano la libert\u00e0\u00a0 di espressione, la privacy, e la libera circolazione delle idee. Alcei e stata fondata nel luglio 1994 come libera associazione di cittadini proprio per promuovere la tutela dei diritti del &#8220;cittadino elettronico&#8221;, cio\u00e8 dell&#8217;utente di sistemi telematici. Alcei sostiene il diritto di ciascun cittadino di esprimere liberamente il proprio pensiero tramite gli strumenti telematici, opponendosi alla censura sulla Rete cos\u00e0\u00ac come a ogni tentativo di impedire od ostacolare la libert\u00e0\u00a0 di opinione. Essa si propone di tutelare un&#8217;ampia categoria di persone: chi usa Internet per scopi professionali o amatoriali, chi paga l&#8217;accesso alla rete e chi la usa a titolo gratuito, gli operatori e gestori di BBS, una categoria spesso ingiustamente sotto accusa.<\/p>\n<p>Alcei si richiama direttamente all&#8217;esperienza statunitense della Electronic Frontier Foundation, di cui ha il riconoscimento pubblico e diretto: occorre tuttavia ricordare che le varie &#8220;Electronic Frontiers&#8221; nel mondo sono realt\u00e0\u00a0 indipendenti ed autonome che collaborano scambiandosi informazioni e lavorando insieme su temi e problemi specifici.<\/p>\n<p>Il &#8220;telefono azzurro&#8221; di Internet<\/p>\n<p>L&#8217;Associazione si propone oggi anche come punto di raccolta d&#8217;informazioni sui casi di violazione dei diritti, cercando di essere presente al fianco degli utenti contro ogni forma di scorrettezza. Avete scoperto che il vostro fornitore di accesso Internet rivela gli indirizzi dei propri abbonati a un venditore di modem? Il responsabile di un servizio moderato si rifiuta senza motivo di inserire un vostro commento in un gruppo di discussione?<\/p>\n<p>L&#8217;indirizzo di Alcei \u00e8 il posto giusto dove far pervenire la vostra protesta. A tale scopo \u00e8 stato istituito nel dicembre scorso un Forum permanente, uno spazio per lo scambio di idee sui temi della libert\u00e0\u00a0 della comunicazione elettronica, aperto a tutti gli utenti di Internet o di reti amatoriali. Per la prima volta in Italia, tale iniziativa coinvolge tutte le reti, sia Internet sia FidoNet. Per aderire alla lista di discussione del Forum basta mandare il messaggio subscribe alcei all&#8217;indirizzo<\/p>\n<p>majordomo@inet.it<\/p>\n<p>Dopo aver aderito alla lista, per inviare i propri interventi basta mandare un messaggio a alcei@inet.it, mentre per ottenere informazioni, istruzioni o aiuto si pu\u00f2 mandare un messaggio a<\/p>\n<p>forum@alcei.sub link.org<\/p>\n<p>La responsabilit\u00e0\u00a0 oggettiva<\/p>\n<p>Una recente iniziativa di Alcei \u00e8 stata la lettera aperta a tutti i responsabili di servizi telematici (spesso chiamati System Operator, o sysop, dagli utenti), nella quale si parla dello scottante problema della responsabilit\u00e0\u00a0 oggettiva del gestore di un sistema telematico.<\/p>\n<p>Cos\u00e0\u00ac come una squadra di calcio \u00e8 ritenuta responsabile dei comportamenti scorretti della propria tifoseria, anche senza avervi avuto nulla a che fare, i sysop sono oggi considerati responsabili di qualsiasi irregolarit\u00e0\u00a0 relativa a materiale (software pirata, pornografia, scritti diffamatori&#8230;) presente nel sistema di cui sono i gestori, anche se \u00e8 stato inserito a loro insaputa ad opera di utenti.<\/p>\n<p>Di fronte alle numerose proposte di legge sull&#8217;argomento che si stanno esaminando l&#8217;associazione Alcei propone di adottare un codice di autoregolamentazione il pi\u00f9 libertario possibile ma oggettivamente difendibile in un&#8217;aula di tribunale e presentabile al Parlamento sotto forma di proposta di legge.<\/p>\n<p>Se ci sar\u00e0\u00a0 un accordo di tutti i fornitori di servizi telematici su questa proposta sar\u00e0\u00a0 possibile contrapporla alle regole piu rigide previste da altre proposte d i legge. Il principio guida della proposta Alcei e che la responsabilit\u00e0\u00a0 del gestore finisce dove inizia quella dell&#8217;utente: stabilire il confine tra queste due differenti realt\u00e0\u00a0 \u00e8 cosa non facile, ma \u00e8 indispensabile per evitare conflitti.<\/p>\n<p>Autoregolamentazione: che fare?<\/p>\n<p>In cambio di questa autoregolamentazione il mondo della telematica chiede al legislatore l&#8217;esclusione formale della responsabilit\u00e0\u00a0 oggettiva del System Operator (ma anche del fornitore di accesso Internet) che si trova nell&#8217;impossibilit\u00e0\u00a0 materiale di controllare ogni file e messaggio presente sul sistema. Questa bozza di regolamento pu\u00f2 sembrare restrittiva a chi vuole collegarsi mantenendo l&#8217;anonimato: in tal caso di chi sarebbe la responsabilit\u00e0\u00a0 di file o messaggi irregolari? Del System Operator? Di nessuno?<\/p>\n<p>Non dimentichiamo il gran parlare, a volte anche a sproposito, che i mezzi di comunicazione stanno facendo a proposito di Internet e del &#8220;popolo del modem&#8221;. La posta in gioco \u00e8 molto alta: si tratta di autoregolamentare il settore prima che sia il legislatore a farlo dando delle regole che, molto probabilmente, si rivelerebbero restrittive.<\/p>\n<p>Crittografare che passione<\/p>\n<p>Un&#8217;altra iniziati va di Alcei riguarda la crittografia e la certificazione di testi e messaggi, utilizzando PGP (Pretty Good Privacy), un programma molto diffuso per la crittografia. Per crittografia (dal greco kruptos &#8220;nascosto&#8221; e grafein &#8220;scrivere&#8221;) si intende il complesso di sistemi che permettono di rendere incomprensibile agli estranei un testo scritto, la cui decifrazione \u00e8 possibile solo a chine conosce la chiave. La crittografia, che non \u00e8 certo una novit\u00e0\u00a0 nell&#8217;era informatica, era gi\u00e0\u00a0 usata frequentemente da greci e romani, ma l&#8217;utilizzo del calcolatore vi ha dato un grande impulso permettendo la messa a punto di tecniche molto sofisticate.<\/p>\n<p>Crittografia<\/p>\n<p>Per secoli, la crittografia \u00e8 stata confinata nell&#8217;ambito delle discipline paramilitari a uso e consumo della diplomazia internazionale. Oggi, con lo sviluppo della telematica, sono divenute possibili e, soprattutto, convenienti alcune applicazioni che hanno portato la crittografia nel cono di luce della ricerca pi\u00f9 avanzata. Si pensi soltanto al trasferimento elettronico di capitali. E&#8217; chiaro che in questo tipo di trasmissione dati la riservateza \u00e8 di rigore. Ma non solo! Infatti \u00e8 necessario scongiurare il rischio che qualche malintenzionato riesca ad intercettare il messaggio e ad alterarlo in suo favore, magari scrivendo il p roprio nome al posto del legittimo titolare del credito.<\/p>\n<p>Un altro problema che viene oggi sollevato e quello della firma elettronica (electronic signature). Qui si tratta del difficile compito di riprodurre le tre principali caratteristiche di una tradizionale firma con l&#8217;unica &#8220;arma&#8221; a disposizione dei crittografi dell&#8217;informatica: le sequenze di bit! In linea di principio, una normale firma autografa \u00e8 caratterizzata dal fatto di essere eseguita con estrema semplicit\u00e0\u00a0 da parte dell&#8217;autore e con fatica da parte di chiunque altro. Tuttavia deve essere sufficientemente semplice perch\u00e9 tutti possano riconoscere l&#8217;identit\u00e0\u00a0 dell&#8217;autore.<\/p>\n<p>E&#8217; chiaro che si tratta di propriet\u00e0\u00a0 non immediatamente trasferibili in un messaggio binario. D&#8217;altra parte queste caratteristiche sono irrinunciabili poich\u00e9 in una transazione commerciale di tipo elettronico, il destinatario deve essere sicuro dell&#8217;identit\u00e0\u00a0 del mittente senza essere in grado di alterarla, e inoltre la firma deve poter essere riconosciuta da una terza parte in caso di contenzioso.<\/p>\n<p>Gran parte della odierna crittografia \u00e8 basata sul concetto di complessit\u00e0\u00a0 computazionale. Infatti, la sicurezza di un sistema di crittografia non \u00e8 in generale basata sulla impossibilit\u00e0\u00a0 assoluta di decifra re i messaggi protetti dal codice, bens\u00e0\u00ac sulla ragionevole impossibilit\u00e0\u00a0 di decifrarli in tempo utile.<\/p>\n<p>La crittografia tradizionale<\/p>\n<p>I classici sistemi di cifratura operano sul messaggio indipendentemente dal suo significato, ma operando unicamente sostituzioni o trasposizioni sui simboli utilizzati.<\/p>\n<p>Questi sistemi di cifratura rientrano in uno schema generale secondo il quale il mittente dispone di una chiave di cifratura (K) e di un program ma (GK) che, a partire dal testo in chiaro (P), genera il messaggio cifrato C=GK(P). Il testo cifrato viene poi immesso in un canale di trasmissione lungo il quale non si pu\u00f2 ragionevolmente escludere la presenza di un intruso malintenzionato (canale non sicuro). Quando il messaggio giunge all&#8217;altro capo della linea, il destinatario utilizza un programma HK l'&#8221;inverso&#8221; di GK per ricostituire il messaggio originale: P = HK (GK)<\/p>\n<p>L&#8217;idea \u00e8 che, anche se un malintenzionato si introducesse sulla linea e quindi venisse a conoscenza del messaggio effettivamente trasmesso, non potrebbe comunque determinare il messaggio in chiaro poich\u00e9 non conosce la chiave (e pertanto) il programma di cifratura ne, tantomeno, quello di cifratura. La sicurezza globale del sistema e quindi affidata alla sicurezza della chiave. Per questo motivo, mittente e destinatario devono accordarsi sulla chiave comune.<\/p>\n<p>E&#8217; anche chiaro che questo accordo preventivo deve essere realizzato al di fuori del canale non sicuro, ad esempio utilizzando dei &#8220;messaggeri fidati&#8221; (il telefono, o la posta ordinaria) che sono per\u00f2 piu lenti e costosi delle linee di trasmissione. Lo schema qui delineato non \u00e8 privo di ulteriori problemi: il sistema infatti, non consente lo scambio di informazioni tra coppie di utenti che non hanno mai comunicato in precedenza, ne tanto meno e in grado di consentire l&#8217;autenticazione del messaggio.<\/p>\n<p>Basta considerare che, poich\u00e9 la chiave di cifratura \u00e8 nota al mittente e al destinatario, quest&#8217;ultimo potrebbe autoinviarsi dei messaggi asserendo poi di averli ricevuti dal mittente.<\/p>\n<p>La crittografia a chiave pubblica<\/p>\n<p>Nei sistemi a chiave pubblica e prevista la presenza di due chiavi per ogni utente. Una chiave (E) viene utilizzata per cifrare i messaggi, l&#8217;altra (D) per decifrarli. L&#8217;aspetto assolutamente imprevedibile di questo metodo sta nel fatto che, mentre la chiave D \u00e8 nota soltanto al suo possessore, l&#8217;altra \u00e8 contenuta in un elenco pubblico (!) di chiavi di cifratura che pu\u00f2 essere liberamente consultato da parte di ogn i utente del sistema. Infatti, per inviare un messaggio a un dato destinatario (che indicheremo con k), si consulta l&#8217;elenco pubblico di chiavi di cifratura per ottenere la chiave Ek con cui si devono cifrare i messaggi diretti al k-esimo utente. Quest&#8217;ultimo applicher\u00e0\u00a0 al messaggio ricevuto la propria chiave segreta Dk per ottenere il testo in chiaro. Infatti ogni coppia di chiavi (Ek, Dk) \u00e8 autoinversa nel senso che, per il generico messaggio M, risulta<\/p>\n<p>Dk(Ek(M))= M = Ek(Dk(M))<\/p>\n<p>L&#8217;intera funzionalit\u00e0\u00a0 del metodo poggia sul fatto che il compito di ricavare la chiave Ek dalla conoscenza di Dk risulta estremamente difficile dal punto di vista computazionale, anche se non \u00e8 impossibile in linea teorica.<\/p>\n<p>Il programma PGP ha una duplice funzione: crittografare il messaggio conoscendo la chiave pubblica del destinatario e certificare l&#8217;autenticita di chi lo ha firmato.<\/p>\n<p>Alcei mette a disposizione di tutti gli associati il software PGP, in un pacchetto completo di tutti quegli strumenti che ne facilitano la gestione: il programma pu\u00f2 essere richiesto a<\/p>\n<p>alcei@alcei.it<\/p>\n<p>Presso il Dipartimento di Scienze dell&#8217;lnformazio ne dell&#8217;Universit\u00e0\u00a0 di Milano esiste un server PGP che distribuisce in tutto il mondo le chiavi pubbliche, ma sinora sulle migliaia di chiavi disponibili sono pochissime quelle assegnate a italiani.<\/p>\n<p>L&#8217;utilizzo di questo programma intende dimostrare l&#8217;impegno in difesa della privacy delle comunicazioni, di cui la crittografia \u00e8 parte essenziale.<\/p>\n<p><strong>La Repubblica (1\/5\/95)<\/strong><\/p>\n<p>Dubbi e polemiche sulla legge in via di approvazione<\/p>\n<p><em>PROBLEMI DI &#8220;PRIVACY&#8221; DEL CITTADINO IN RETE<\/em><br \/>\ndi Claudio Gerino<\/p>\n<p>La legge per la tutela della riservatezza dei dati personali, meglio nota come normativa sulla &#8220;privacy&#8221;, avr\u00e0\u00a0 una &#8220;corsia preferenziale&#8221; in Parlamento per arrivare al pi\u00f9 presto, crisi istituzionale permettendo, all&#8217;approvazione. Ma con l&#8217;accelerarsi dell&#8217;iter legislativo del provvedimento, cresce la fibrillazione di chi, da una parte, teme che essa possa diventare uno strumento di limitazione dei diritti degli utenti delle reti telematiche e di chi, dall&#8217;altra, paventa il rischio di essere tagliati fuori dall&#8217;Europa se la normativa subir\u00e0\u00a0 modifiche sostanziali rispetto all&#8217;impostazione definita dall&#8217;ufficio legislativo del ministero della Giustizia e dal governo Berlusconi che ne ha approvato il testo.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 l&#8217;ipotesi, ad esempio, che la legge sia trasformata in una normativa-quadro che ne fissi le linee generali, dando una delega praticamente in bianco all&#8217;esecutivo di stabilire i contenuti tecnico-organizzativi, contenuti che invece molti ritengono fondamentali per stabilire sia l&#8217;efficacia della legge, sia le garanzie per i diritti dei cittadini alla libert\u00e0\u00a0 di comunicazione e di diffusione delle idee e del pensiero.<\/p>\n<p>A complicare le cose c&#8217;\u00e8 anche una convinzione largamente diffusa, e cio\u00e8 che la legge sulla privacy sia una condizione indispensabile per consentire l&#8217;adesione dell&#8217;Italia al trattato di Schengen e al completo abbattimento delle frontiere tra i paesi dell&#8217;Unione europea. Nei mesi scorsi s&#8217;\u00e8 pi\u00f9 volte sottolineato come la mancata attuazione della libert\u00e0\u00a0 di circolazione dei cittadini italiani in Europa (per intendersi: la cancellazione dell&#8217;obbligo dei passaporti per viaggiare nella Comunit\u00e0\u00a0) sia dovuta tra le altre cose proprio all&#8217;assenza di una normativa di protezione dei dati personali contenuti negli archivi infornatici pubblici e privati. A rafforzare questa convinzione, del resto, \u00e8 stato lo stesso sot tosegretario alla presidenza del Consiglio, Guglielmo Negri, che, durante l&#8217;audizione alla commissione Esteri della Camera tenutasi lo scorso 3 aprile, ha inserito la legge sulla privacy tra le priorit\u00e0\u00a0 per superare i problemi, definiti &#8220;tecnici&#8221;, per l&#8217;applicazione dell&#8217;accordo di Schengen.<\/p>\n<p>A smentire Negri e questa &#8220;leggenda metropolitana&#8221; \u00e8 stato, per\u00f2, Italo Neri, segretario generale dell&#8217;Associazione nazionale aziende e servizi per l&#8217;informatica e la telematica (Anasin), peraltro molto critico sul provvedimento, cos\u00e0\u00ac come lo sono la Federazione nazionale editori giornali (Fieg), \u00e0\u00acAnia (l&#8217;associazione delle imprese assicuratrici), la Confindustria, la Confagricoltura e la Confcommercio: &#8220;II trattato di Schengen &#8211; sostiene Neri &#8211; prevede si l&#8217;esistenza di una normativa sulla tutela dei dati personali contenuti nelle banche dati, ma consente, in via transitoria, l&#8217;utilizzo di una legge gi\u00e0\u00a0 esistente, quella che impone la notifica al ministero degli Interni dell&#8217;esistenza di ogni archivio informatico contenente notizie sui cittadini italiani&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;Anasin, la Fieg e le altre organizzazioni promotrici lo scorso 22 marzo di un convegno sul tema, contestano, invece, il provvedimento in via di approvazione per il carattere rigido e formalistico e per &#8220;l&#8217;apparato di norme eccessivamente restrittivo&#8221; che, sostengono, &#8220;\u00e8 destinato ad avere ricadute negative sulle attivit \u00e0\u00a0 imprenditoriali di ogni genere e sullo sviluppo dell&#8217;informatica nazionale&#8221;. Tutti sono d&#8217;accordo sull&#8217;esigenza, evidente, di una legge che tuteli la privacy dei cittadini, ma c&#8217;e molta apprensione per gli adempimenti buracratici che la normativa introdurrebbe una volta approvata e per la sua asserita scarsa flessibilit\u00e0\u00a0 rispetto all&#8217;evoluzione tecnologica e alle esigenze di comunicazione telematica internazionale.<\/p>\n<p>Val bene ricordare che, in un primo momento, s&#8217;era arrivati a ritenere addirittura necessario notificare al &#8220;garante&#8221; persino le agende personali elettroniche (cosa smentita dall&#8217;esame pi\u00f9 approfondito della legge), ma \u00e8 evidente che se un equivoco di tal genere si \u00e8 potuto verificare c&#8217;\u00e8 effettivamente un elevatissimo rischio interpretativo della normativa. E&#8217; quanto, ad esempio, teme l&#8217;Associazione per la liberta nella comunicazione elettronica interattiva (Alcei), che pur ritenendo la legge giusta, chiede modifiche importanti per evitare che troppi adempimenti burocratici siano limitativi della libert\u00e0\u00a0 di espressione e dello scambio di idee e di informazioni anche attraverso i sistemi telematici. Alcei ha chiesto lo scorso 10 aprile alla commissione Giustizia della Camera di essere ascoltata perch\u00e9 nella stesura definitiva della legge si tenga conto delle esigenze dei &#8220;cittadini elettronici&#8221; e dei liberi sistemi di comunicazione interattiva.<\/p>\n<p>&#8220;Temiamo che il regolamento di attuazione della legge &#8211; spiega il presidente di Alcei, Giancarlo Livraghi &#8211; generi lacci e lacciuoli sostenibili solo da grandi organizzazioni commerciali e non dal piccolo operatore di sistemi telematici che, a livello amatoriale e senza scopi di lucro, rappresenta un anello importantissimo del contributo alle attivit\u00e0\u00a0 personali ecollettive dei sempre pi\u00f9 numerosi cittadini che stanno scoprendo le potenzialit\u00e0\u00a0 di democrazia e comunicazione libera della telematica, nuovo terreno di crescita della convivenza umana e sociale&#8221;.<\/p>\n<p>Le critiche maggiori si appuntano sulla figura del Garante e sulla sua funzione di controllo e verifica della congruit\u00e0\u00a0 delle banche-dati. Fieg e Confindustria sostengono che la sua attivit\u00e0\u00a0 pone pesanti limitazioni all&#8217;attivit\u00e0\u00a0 delle imprese economiche, con particolare riguardo a quelle che si occupano di comunicazione (giornali, tv. ecc.). Alcei, invece, sostiene che l&#8217;obbligo di registrazione delle banche-dati, cos\u00e0\u00ac come prevede la normativa, sia troppo complicato e ripetitivo per le strutture non commerciali. Le obiezioni dell&#8217;Associazione per i diritti telematici riguardano anche situazioni specifiche: un medico deve segnalare al Garante il suo archivio informatico sui pazienti se ha bisogno di scambiare questi dati con strutture pubbliche o private della Sanit\u00e0\u00a0? Un droghiere deve notificare l&#8217;esistenza di una banca-dati informatica dei suoi fornitori se viene usata anche per gli ordinativi e quindi consultata nei collega menti telematici?<\/p>\n<p>Un altro problema posto sul tappeto \u00e8 quello della necessaria &#8220;sicurezza&#8221; delle banche-dati. La legge in discussione al Parlamento delega a un&#8217;apposito regolamento la definizione dei criteri di sicurezza e di conservazione dei dati conservati negli archivi informatici che riguardano i cittadini.<\/p>\n<p>La preoccupazione diffusa \u00e8 che questo regolamento porter\u00e0\u00a0 alla chiusura di molti sistemi telematici amatoriali o delle piccole strutture commerciali proprio perch\u00e9 l&#8217;adeguamento tecnico non \u00e8 sostenibile a livello economico. Oppure potrebbe accadere che, nell&#8217;interpretazione della normativa, ci siano interventi repressivi, sia pure involontari, della magistratura. Un&#8217; altra preoccupazione, ad esempio, \u00e8 quella delle effettive responsabilit\u00e0\u00a0 dei gestori delle banche-dati e dei sistemi telematici. Lo scambio di messaggi fra utenti di sistemi telematici, prevedendo a monte l&#8217;esistenza di un archivio con i dati dei singoli utilizzatori, deve essere verificato dal gestore? E come pu\u00f2 fare ci\u00f2, sia tecnicamente, sia, pi\u00f9 in generale, senza violare la normativa postale &#8211; che tutela l&#8217;integrit\u00e0\u00a0 delle comunicazioni private tra cittadini in qualunque forma siano fatte?<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che invece non viene assolutamente contestato della legge \u00e8 il diritto dei cittadini a verificare i contenuti delle banche-dati, pubbliche e private, che li riguardano ed, eventualmente, a imporre rettifiche se questi dati sono sbagliati.<\/p>\n<p>Resta per\u00f2 oscuro il meccanismo per ottenere questo diritto e, sopratutto, come potr\u00e0\u00a0 il singolo cittadino sapere esattamente, senza dover diventare un investigatore privato, quali informazioni siano conservate negli archivi elettronici dello Stato o delle aziende.<\/p>\n<p><strong>PC Magazine (5\/5\/95)<\/strong><\/p>\n<p><em>Un&#8217; Associazione per i diritti del Cittadino Telematico: Intervista a Giancarlo Livraghi, fondatore e presidente di ALCEI<\/em><\/p>\n<p>In questo numero che ospita uno speciale su Internet e sulle reti telematiche in generale, ho ritenuto importante ospitare un&#8217;intervista a Giancarlo Livraghi, il navigatore telematico che piu di tutti in Italia ha dedicato attenzione ed energie alle problematiche sociali delle reti. Livraghi \u00e8 stato sin qui il presidente dell&#8217;ALCEI, l&#8217;associazione che ripropone in Italia il modello della prestigiosa Electronic Frontier Foundation, vero e proprio Think-Tank di menti aperte alla riflessione sulle opportunit\u00e0\u00a0 e problematiche della telematica. Livraghi non \u00e8 un tecnico d&#8217;informatica ma di comunicazione e negli ultimi decenni \u00e8 stato uno dei maggiori protagonisti nel settore della pubblicit\u00e0\u00a0, sia in Italia che a livello internazionale. Laureato in filosofia ed entrato in pubblicit\u00e0\u00a0 come giovane copywriter, \u00e8 successivamente passato a incarichi di direzione creativa e poi di gestione generale di agenzie, fra le pi\u00f9importanti in Italia. Dal 1971 al 1975 ha avuto incarichi di coordinamento europeo per trasferirsi poi a New York come executive vice president di uno dei maggiori gruppi internazionali; nel 1980 \u00e8 rientrato in Italia, dove fino al 1993 e stato socio di maggioranza di una delle maggiori agenzie in partnership con uno fra i principali gruppi mondiali. E&#8217; stato presidente dell&#8217;associazione dei tecnici pubblicitari, della federazione professionale della pubblicita e dell&#8217;associazione delle agenzie (AssAP).<\/p>\n<p>Si \u00e8 sempre occupato della comunicazione in tutti i suoi aspetti, scrivendo un&#8217;infinit\u00e0\u00a0 di articoli e tenendo lezioni in varie universit\u00e0\u00a0. Dall&#8217;autunno del 1993 ha lasciato il mondo delle agenzie e non si occupa pi\u00f9, se non occasionalmente, di pubblicit\u00e0\u00a0 o di marketing. Il suo principale interesse oggi \u00e8 la telematica, o comunicazione elettronica interattiva, non tanto come fatto tecnico o strumento commerciale ma come valore umano, sociale e culturale. Con Livraghi affrontiamo innanzitutto il ruolo di ALCEI e, pi\u00f9 in particolare, alcuni temi scottanti dell&#8217;odierna telematica.<\/p>\n<p>    SMG: Cosa ha portato te e i tuoi colleghi a dar vita ad ALCEI?<\/p>\n<p>GL: Quasi per caso&#8230; da tempo si dibatteva in vari newsgroup e conferenze&#8230; alcuni cominciarono a chiedersi se invece di limitarsi a discutere non fosse il caso di tentare di organizzare una struttura che potesse occuparsene con continuit\u00e0\u00a0. Persone che in buona parte non si conoscevano, se non in e-mail, cominciarono a dialogare, si incontrarono, e alla fine si dissero &#8220;\u00e8 una cosa difficile, ma se nessuno ci prova&#8230;&#8221;. Furono presi contatti, fin dall&#8217;inizio, con la Electronic Frontier Foundation, che non intervenne mai nella formazione e sviluppo di ALCEI ma diede molti utili consigli e amichevoli &#8220;benedizioni&#8221;. Anche se sono passati solo otto mesi, quei tempi della fondazione ormai sono lontani. L&#8217;associazione \u00e8 in mano ai suoi iscritti, molti dei quali sono arrivati dopo, e si sta continuamente evolvendo, anche con nuove strutture e iniziative. L&#8217;unica cosa che non cambia sono i principi e gli obiettivi, che sono rimasti esattamente gli stessi.<\/p>\n<p>    SMG: perch\u00e9 questo tipo di impegno e maturato solo ora?<\/p>\n<p>GL: Non tanto per il caso (pur grave) dell&#8217;ondata di sequestri del 1994, ma per una prospettiva assai piu ampia. Finch\u00e9 la telematica era cosa di pochi specialisti, poteva sperare di rimanere indisturbata. Ma oggi sta crescendo con tale velocit\u00e0\u00a0, e sta diventando un fatto cosi pubblico e discusso, che i rischi di disinformazione o repressione diventano molto pi\u00f9 probabili.<\/p>\n<p>    SMG: Che cosa ti ha spinto a dedicarci tempo ed enegie?<\/p>\n<p>GL: Un interesse culturale, umano, sociale e civile. Sono convinto che nel mondo di oggi e di domani debbano diventare sempre pi\u00f9 importanti quelle organizzazioni che non fanno politica nel senso tecnico-parlamentare della parola ma si occupano dello stato della &#8220;polis&#8221; approfondendo aspetti specifici. In una parola: il volontariato. Sono convinto, anche, che la comunicazione elettronica interattiva sia il pi\u00f9importante fenomenmo degli anni a venire, senza precedenti nel mondo delle comunicazioni umane, con uno sviluppo che \u00e8, e sar\u00e0\u00a0, esponenziale in ogni angolo del pianeta, compreso il cosiddetto terzo mondo. Sono convinto che l&#8217;interattivit\u00e0\u00a0 totale (tutti sono centro del sistema) sia un fenomeno importante, da far crescere e difendere a tutti i costi; e che le strutture di potere (politico o economico), non abituate a tanta libert\u00e0\u00a0 e autonomia delle persone, presto o tardi lo vedono con fastidio e cercano in qualche modo di imbrigliarlo e &#8220;metterlo sotto controllo&#8221;. Come ho detto tante volte: guardiamoci da tutte queste mamme o matrigne che ci considerano tanto piccoli e pasticcioni, vogliono metterci un bavaglino che si trasforma facilmente in un bavaglio.<\/p>\n<p>    SMG: Qual \u00e8 il pensiero di ALCEI in fatto di diritti e doveri?<\/p>\n<p>GL: Il principio e semplice: la massima possibile libert\u00e0\u00a0 per tutti. L&#8217;applicazione e un p\u00f2 piu complessa, perche non \u00e8 facile stabilire dove finiscono i diritti di un utente e cominciano quelli del responsabile di un sistema (sia amatoriale, commerciale, aziendale o istituzionale, come le universit\u00e0\u00a0). Uno dei piu importanti progetti di ALCEI, che richieder\u00e0\u00a0 ancora alcuni mesi di lavoro, \u00e8 la convocazione di quelli che abbiamo scherzosamente chiamato gli Stati Generali della telematica. cio\u00e8 una sede in cui insieme a noi ci siano persone di cultura ed esperti in materia, italiani e internazionali, con cui definire un documento-guida che vorremmo chiamare la carta dei diritti e dei doveri. Fra l&#8217;altro questo progetto (come il Forum) ha l&#8217;obiettivo di far incontrare e collaborare tutti quei diversi mondi della telematica (dall&#8217;universit\u00e0\u00a0 alle diverse reti e gruppi culturali) che finora non si conoscono e spesso si guardano in cagnesco. Pi\u00f9 i cittadini elettronici saranno divisi, pi\u00f9 facilmente saranno vittima del primo predatore che passa.<\/p>\n<p>    SMG: Che cosa pensate dell&#8217;anonimato?<\/p>\n<p>GL: Ci piacerebbe poter dire: libert\u00e0\u00a0 di anomimato o di pseudonimi, sempre, per tutti e senza limiti. Purtroppo anche questa non \u00e8 una cosa semplice. ALCEI \u00e8 convinta che debba essere in ogni modo respinto il concetto di responsabilit\u00e0\u00a0 oggettiva per cui il Sysop o gestore di sistema \u00e8 responsabile di ci\u00f2 che dicono e fanno i suoi utenti. Ne deriva la necessit\u00e0\u00a0 di poter risalire (nel caso che si ipotizzasse una trasgressione o violazione di legge) all&#8217;utente responsabile. La materia \u00e8 largamente dibattuta, e non solo i n Italia. Questo \u00e8 uno dei temi che si stanno discutendo vivacemente nel Forum ALCEI; e mi auguro che sia uno dei temi su cui si prender\u00e0\u00a0 una posizione chiara nella futura &#8220;carta dei diritti e dei doveri&#8221;.<\/p>\n<p>    SMG: perch\u00e9 ALCEI parla di &#8220;autodisciplina&#8221;?<\/p>\n<p>GL: Non abbiamo fatto, almeno finora, alcuna proposta di autodisciplina ma ci sembra un tema da approfondire, con tutti e in particolare con i Sysop &#8211; o meglio con tutte le persone od organizzazioni che hanno la responsabilit\u00e0\u00a0 di gestire sistemi. Questo perch\u00e9 non ci fidiamo affatto della capacit\u00e0\u00a0 del legislatore di fare norme corrette e ben fatte (ammaestrati anche dall&#8217;esperienza); perche siamo convinti che in un modo o nell&#8217;altro la minaccia di norme o restrizioni ci sar\u00e0\u00a0; e ci sembra che se sono i diretti interessati a definire un quadro di regole intelligenti, concretamente applicabili, non burocratiche, il meno possibile restrittive, faranno un lavoro molto migliore di quanto potrebbe fare un legislatore distratto, disinformato e troppo spesso deformato da interessi di parte o di parrocchia.<\/p>\n<p>    SMG: Che posizione avete sulla crittografia?<\/p>\n<p>GL: Siamo favorevoli. All&#8217;interno di ALCEI siamo un p\u00f2 divisi fra un gruppo di accaniti sostenitori di PGP e una maggioranza che non lo usa e non lo considera molto importante. Ma siamo tutti d&#8217;accordo su una cosa: che interessi a uno di noi individualmente oppure no, il diritto di crittografia deve essere comunque difeso, perch\u00e9 \u00e8 uno degli aspetti della privacy. PGP, naturalmente, \u00e8 solo una delle tecniche possibili; ma \u00e8 la pi\u00f9 diffusa e disponibile per uso personale e per questo la sosteniamo, anche con progetti e servizi specifici. Oltre alla crittografia \u00e8 importante anche la firma certificata dei messaggi, e PGP \u00e8 utile anche per questa funzione.<\/p>\n<p>    SMG: Qual&#8217;e il tuo punto di vista sulla pubblicit\u00e0\u00a0 e sul direct marketing in rete?<\/p>\n<p>GL: Alcuni fra i protagonisti &#8220;storici&#8221; della telematica vedono con fastidio e timore qualsiasi attivit\u00e0\u00a0 commerciale. Personalmente non condivido queste fobie, e anche la posizione di ALCEI \u00e8 in favore della libert\u00e0\u00a0 per tutti &#8211; comprese persone e aziende che usano Internet o altre reti per qualsiasi attivit\u00e0\u00a0 di lavoro, che sia professionale o commerciale. Saremmo contrari, per\u00f2, a un&#8217;attivia commerciale che tentasse di prevaricare la liberta di comunicazione, che fosse &#8220;invasiva&#038;qu ot; (cio\u00e8 andasse a riempire i canali e le mailbox di informazioni o comunicazioni non richieste) o che fosse una violazione della &#8220;privacy&#8221;. Quindi siamo per la libert\u00e0\u00a0, anche commerciale; ma credo che alcune forme del direct marketing o telemarketing tradizionale andrebbero incontro a grosse difficolt\u00e0\u00a0 se si trasferissero nei sistemi telematici. Tanto per parlar chiaro ed esprimermi a titolo personale: se mi arrivassero in mailbox certe cose che ancor oggi ricevo per posta e cestino fulmineamente, secondo (per esempio) lo stile tradizionale del &#8220;Reader&#8217;s Diges t&#8221; o (peggio) gli imperversanti finti concorsi, pianterei parecchio casino. Se invece si rendono disponibili cataloghi interessanti, che posso esplorare come e quando voglio, lo considero un servizio utile e gradito.<\/p>\n<p>    SMG: Quali sono le vostre posizioni sulla privacy dei dati?<\/p>\n<p>GL: Secondo noi la difesa della privacy dei dati \u00e8 importante. Siamo d&#8217;accordo sulla linea proposta dalla CEE e da un disegno di legge oggi in discussione: cioe che i dati personali non possono essere venduti o comunque diffusi senza il consenso dell&#8217;interessato. Abbiamo segnalato alla Commissione Giustizia della Camera e alla stampa alcune osservazioni sul disegno di legge. Finora la stampa non ha dato alcuna eco alle nostre osservazioni. Non vorrei qui affondare il coltello&#8230; ma rimane scandaloso il fatto che stampa e televisione, cos\u00e0\u00ac pronte a dare spazio quando si tratta di notizie pittoresche, come il sesso in rete o qualche ragazzino che ha fatto uno scherzo (e viene descritto come uno spaventoso &#8220;pirata&#8221;), continuino a ingorare argomenti sostanziali come questo. La nostra posizione e nettamente diversa da quella della FIEG (piu Confidustria e altre federazioni di imprese). Noi siamo d&#8217;accordo con la sostanza della legge. Divergiamo invece su certi criteri applicativi, comprso l&#8217;istituto del garante, che si tradurrebbero in inutili pastoie burocratiche, potenzialmente molto nocive, se non letali, per le piccole strutture volontarie, la cui esistenza e vitalit\u00e0\u00a0 \u00e8 un elemento importante e irrinuciabile per la libert\u00e0\u00a0 di tutto il sistema.<\/p>\n<p>    SMG: E&#8217; di grande attualita il tema della par condicio e sono recentemente sorte polemiche su possibili fusioni tra grand operatori di TV e telecomunicazioni. Cosa ne pensi?<\/p>\n<p>GL: Abbiamo accolto con grande preoccupazione alcune recenti ipotesi sulla fusione della Stet con altre strutture. Stiamo cercando di approfondire l&#8217;argomento, ma siamo convinti che non si tratti solo di vaghe ipotesi. Non intendiamo farne una questione di &#8220;parte&#8221;, che porterebbe a dire che se il monopolista \u00e8 Caio va bene e se e Tizio no. Il fatto \u00e8 che gi\u00e0\u00a0 oggi la Stet-Telecom \u00e8 un monopolio, nocivo come tutti i monopoli, che dovrebbe essere infranto subito, senza aspettare un mitico 1998.<\/p>\n<p>Dal matrimonio di un animale come questo con qualsiasi altra grossa creatura non possono emergere se non mostri da incubo. Prima di dover andare in cerca di eroici cavalieri ammazzadraghi, ci sembra che sia meglio, se possibile, rompere adesso le uova nel paniere a chiunque abbia intenzione di farli nascere.<\/p>\n<p>    SMG: Parliamo di ALCEI; quali sono gli obiettivi della associazione?<\/p>\n<p>GL: ALCEI \u00e8 una libera associazione di cittadini che ha per scopo la difesa, lo sviluppo, l&#8217;affermazione dei diritti del cittadino elettronico: ognuno di noi nel momento in cui diviene utente di un sistema o di un servizio telematico; e comprendendo anche ogni persona che, pur non avendo diretto accesso ad una macchina telematica, ne utilizza i servizi per ricevere o trasmettere informazioni.<\/p>\n<p>Un&#8217;affermazione e una difesa di diritti che riguardano tanto presenti e future legislazioni quanto la pubblica conoscenza dell&#8217;argomento e la prassi quotidiana; e che coincidono con i doveri del cittadino elettronico, come il rispetto della privacy altrui. Chiunque pu\u00f2 far parte di ALCEI; ma chiunque violi i principi fondamentali del diritto, della convivenza civile e della correttezza nel comportamento telematico pu\u00f2 esserne escluso.<\/p>\n<p>    SMG: Chi difende ALCEI?<\/p>\n<p>GL: L&#8217;associazione sostiene il diritto per ciascun cittadino di esprimere il proprio pensiero in completa libert\u00e0\u00a0, come di avere piena tutela della privacy personale: e si oppone con forza a ogni tentativo di limitare questi diritti.<\/p>\n<p>ALCEI si oppone con attiva e civile protesta anche contro la censura, ogni volta che questa si presenti e sotto qualsiasi forma essa sia mascherata; cosi come a ogni tentativo da parte di chiunque di impedire od ostacolare la libert\u00e0\u00a0 di chi esprime opinioni diverse dalle proprie.<\/p>\n<p>ALCEI difende tutti: dal singolo utente, diretto o indiretto, del pi\u00f9 piccolo sistema telematico o dei grandi centri di editoria elettronica, fino a operatori e gestori dei nodi di collegamento locali (Bulletin Board System), con particolare attenzione a quei piccoli nuclei che, senza finalit\u00e0\u00a0 commerciali, operano per passionee con spirito di servizio.<\/p>\n<p>ALCEI difende chi usa Internet (lo spazio telematico gi\u00e0\u00a0 oggi abitato da oltre venticinque milioni di persone nel mondo, e in rapidissima crescita) o per qualsiasi altro tramite usa la telematica per scopi professionali o coltiva attraverso la telematica una ricerca culturale, una curiosit\u00e0\u00a0, un divertimento o una propria privata passione. ALCEI difende chi paga l&#8217;accesso alla rete come chi vi accede gratuitamente, per esempio nelle universit\u00e0\u00a0 o nelle imprese pubbliche o private, ma non per questo perde i &#8220;diritti telematici&#8221; ne deve rinunciare alla riservatezza dei suoi dati e alle sue comunicazioni personali. Diritti che sussistono sia sulle reti pi\u00f9 libere e aperte, sia sui sistemi pi\u00f9 chiusi. ALCEI intende proteggere anche operatori e gestori dei nodi di comunicazione, opponendosi alla pretesa di considerarli oggettivamenteresponsabili per ogni informazione od opinione disponibile sul loro sistema e ad ogni altra interpretazione o regola chepossa menomare la loro libert\u00e0\u00a0 professionale e ostacolare illoro prezioso ruolo culturale e sociale.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, ALCEI intende intenenire, anche legalmente ove questo fosse necessario, in tutti gli ambiti nei quali le pur giuste esigenze di sicurezza dei sistemi e le pressioni dicarattere economico e\/o politico rischiano di comprimere lospazio della libert\u00e0\u00a0 d&#8217;espressione.<\/p>\n<p>ALCEI non pratica alcuna discriminazione di carattere filosofico, religioso, etnico, politico, ideologico. ALCEI \u00e8 completamente indipendente da partiti o movimenti politici.<\/p>\n<p>    SMG: Che cosa fa concretamente ALCEI per difendere i suoi associati, pi\u00f9 in generale, gli utenti di senizi telematici?<\/p>\n<p>GL: ALCEI intende essere un punto di documentazione di tutti i casi in cui la libert\u00e0\u00a0 e i diritti del cittadino utente telematico siano lesi o siano a rischio. ALCEI intende intervenire ove la libert\u00e0\u00a0 di espressione sia comunque compressa, ove sia impedito limitato o discriminato il diritto di accesso ai servizi di base o la scelta di con chi comunicare. Ci\u00f2 in ogni caso: che dipenda da condizioni giuridiche o da azioni politiche, da controlli burocratici-amministrativi, dal privilegio di tutela dato a interessi o pressioni di carattere economico &#8211; o motivati dalle pur giuste esigenze di sicurezza, che possono e devono attuarsi senza interferire con la libert\u00e0\u00a0 e la privacy individuale. ALCEI intende essere presente l\u00e0\u00a0 dove lo sviluppo sempre piu rapido delle tecnologie di comunicazione apre immense possibilit\u00e0\u00a0 &#8211; per difendere e affermare, negli spazi oggi esistenti come in quelli che nasceranno, i diritti e la libert\u00e0\u00a0 del cittadino elettronico, contro ogni forma d i repressione o subordinazione.<\/p>\n<p>    SMG: Quale \u00e8 il raggio d&#8217;azione, e quali sono i modi di intervento di ALCEI?<\/p>\n<p>GL: ALCEI non si limita a fare campagne d&#8217;opinione, ma il suo strumento prioritario e preferito \u00e8 l&#8217;intervento presso i mass media e in ogni altro luogo di formazione dell&#8217;opinione pubblica; utilizzando rapporti il piu possibile diretti e aperti con i mezzi di comunicazione tradizionali, scritti e audiovisivi; ma usando in tutta l&#8217;ampiezza delle sue possibilit\u00e0\u00a0 la comunicazione telematica, su scala nazionale e mondiale.<\/p>\n<p>ALCEI far\u00e0\u00a0 pieno uso degli spazi di dialogo e dei collegamenti elettronici disponibili e operanti in Italia e nel mondo &#8211; e favorir\u00e0\u00a0 l&#8217;aprirsi di nuovi canali di comunicazione interattiva se questi serviranno ad accrescere la libert\u00e0\u00a0 e lo spazio di esplorazione dei cittadini utenti. ALCEI intende difendere il diritto di ogni cittadino telematico di qualsiasi sistema &#8211; piccolo o grande, indipendente o commerciale, pubblico o privato &#8211; al libero e pieno accesso a spazi di discussione e civile confronto. Il flusso informativo verr\u00e0\u00a0 riversato e scambiato con comunit\u00e0\u00a0 internazionali, organizzazioni che hanno i medesimi scopi e cittadini elettronici di tutto il mondo, attraverso canali telematici trasparenti e interattivi.<\/p>\n<p>ALCEI non intende essere solo un&#8217;associazione per la difesa dei consumatori ma un punto di produzione e sviluppo di nuova cultura della comunicazione interattiva, un momento d&#8217;iniziativa per la crescita di consapevolezza per tutta la societ\u00e0\u00a0 italiana delle implicazioni produttive, sociali, civili proposte dalla frontiera elettronica della comunicazione, dal carattere cruciale di questo strumento interattivo per la vita democratica delle comunit\u00e0\u00a0 e del paese.<\/p>\n<p>Non deve trarre in inganno la nascita di questa Associazione all&#8217;indomani di un&#8217;operazione di polizia. La prospettiva, nel tempo e nello spazio, e molto piu ampia. ALCEI non \u00e8 solo un&#8217;associazione di difesa. E&#8217; e vuole essere un&#8217;agenzia della consapevolezza finalizzata e raccolta, elaborazione e diffusione di notizie. Fonte ed emittente di nuova informazione e nuova comunicazione; e insieme soggetto giuridico, pronto ad agire in tutte le sedi per affermare i diritti del cittadino elettronico.<\/p>\n<p>    SMG: Sembrate occuparvi di tutto&#8230; Poniamo la domanda al contrario: cosa non \u00e8, e cosa non fa, ALCEI?<\/p>\n<p>GL: ALCEI non \u00e8 una lobby a disposizione di imprese, gruppi o interessi particolari; non \u00e8 un sindacato, n&#038;eacut e; una corporazione; non \u00e8 un partito, n\u00e9 tanto meno un&#8217;organizzazione fiancheggiatrice. ALCEI non e un&#8217;organizzazione per la difesa del software legale, ma proprio da un non equivoco riconoscimento del diritto d&#8217;autore trae forza per una costante difesa dei cittadini telematici quali consumatori di software sui versanti della qualita dell&#8217;assistenza, della distribuzione, del costo e del libero accesso, fuori da ogni costrizione che possa ridurre la libert\u00e0\u00a0 di scelta. ALCEI vive dei contributi, economici e professionali, dei suoi aderenti: non accetta sovvenzioni statali o governative. Accetta invece contribuzioni da privati, singoli, enti, imprese od organizzazioni, solo in quanto sottoscrizione dei suoi obiettivi e non come condizionamento della sua azione. ALCEI non definisce la telematica e le comunicazioni elettroniche come l&#8217;uso di specifiche tecnologie (quali modem, computer e procedure di trasmissione). Al di l\u00e0\u00a0 di ogni sviluppo tecnologico, rimane la telematica come realt\u00e0\u00a0 di comunicazione interattiva, espressione umana e civile del libero scambio fra liberi cittadini di tutto il mondo.<\/p>\n<p><strong>Pubblicit\u00e0\u00a0 Domani (7\/5\/95)<\/strong><\/p>\n<p><em>La tutela dei diritti di comunicazione in rete secondo Livraghi, presidente di Alcei<br \/>\nUTENTI TELEMATICI, UNITEVI<\/em><\/p>\n<p>VOGLIAMO SALVAGUARDARE LIBERT\u00e0\u00a0 E PRIVACY DEL CITTADINO ELETTRONICO<br \/>\ndi Nicola Zonca<\/p>\n<p>Non esistono certezze assolute quando si entra nel mondo della telematica. Ma se, da una parte, questa assoluta libert\u00e0\u00a0 all&#8217;interno delle reti \u00e8 uno degli aspetti pi\u00f9 seducenti che spinge l&#8217;utente verso la navigazione, dall&#8217;altra, ci si interroga (soprattutto negli Stati Uniti) riguardo la mancanza di regole definite che tutelino i diritti del cittadino telematico.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 preoccupazione per questo vuoto legislativo, che potrebbe dare vita a norme severe fortemente penalizzanti verso il servizio (basta pensare a quale genere di persecuzioni ha dovuto subire il popolo dei radioamatori). ln Italia, dove il boom di computer e modem sta esplodendo proprio in questi anni, la discussione \u00e8 agli inizi.<\/p>\n<p>\u00e9 all&#8217;interno di questo contesto che si pone l&#8217;Alcei (Electronic Frontiers Italy), il corrispettivo della Electronic Frontier Foundation operativa da tempo negli Stati Uniti. Presidente dell&#8217;associazione \u00e8 una vecchia conoscenza del mondo della pubblicit\u00e0\u00a0, Giancarlo Livraghi.<\/p>\n<p>Terza rivoluzione<\/p>\n<p>Alla fine del &#8217;93 ha lasciato il mondo delle agenzie, dopo aver ricoperto la carica di presidente della Livraghi Ogilvy &#038; Mather e quello dell&#8217;AssAP, per dedicarsi a questo nuovo progetto.<\/p>\n<p>Alcei &#8211; spiega Livraghi &#8211; \u00e8 un&#8217;associazione che nasce con una prospettiva di lungo periodo. Il suo scopo \u00e8 la difesa, lo sviluppo e l&#8217;affermazione dei diritti del cittadino elettronico. Intendiamo rappresentare un punto di documentazione per il problema delle libert\u00e0\u00a0 del cittadino-utente e vogliamo intervenire ove la piena libert\u00e0\u00a0 di espressione sia compromessa o limitata.<\/p>\n<p>I principi portati avanti dall&#8217;associazione sono quelli di libert\u00e0\u00a0 per ciascun cittadino di poter comunicare mantenendo una privacy personale (&#8220;Per questo &#8211; dice &#8211; non pubblichiamo l&#8217;elenco degli associati&#8221;).<\/p>\n<p>Alcei, spiega Livraghi, non pratica alcuna discriminazione, \u00e8 indipendente da partiti o movimenti politici, e non intende essere una lobby a disposizione di imprese.<\/p>\n<p>La nostra pi\u00f9 importante risorsa sono gli stessi associati che si impegnano nel dare un contributo al lavoro con iniziative e idee.<\/p>\n<p>Alcei vive attraverso le quote e i contributi versati dai suoi affiliati. Per ora conta su un centinaio di iscritti con un obiettivo di 500 persone. Da poco \u00e8 stato eletto il consiglio operativo con presidente Giancarlo Livraghi,vicepresidenti Paolo Zangheri e Mauro Guarinieri, consiglieri Giorgio Bertazzo e Enrico Caioli.<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0\u00a0 assistito &#8211; dice Livraghi &#8211; a due rivoluzioni in ambito comunicazionale. Quella di Gutenberg (con l&#8217;invenzione dei caratteri mobili) e quella di Marconi (telegrafia senza fili) che hanno aperto la strada al pianeta dei media. Tutte e due hanno trasformato profondamente il mondo in cui viviamo e la struttura della comunit\u00e0\u00a0 umana. Ora \u00e8 cominciata la terza rivoluzione, ancora pi\u00f9 profonda: quella della comunicazione policentrica, in cui ognuno pu\u00f2 essere attore, ognuno pu\u00f2 comunicare e cercare informazioni alla fonte, scavalcando la mediazione di quelli che (non a caso) chiamiamo mass media.<\/p>\n<p>Nessuno pu\u00f2 sapere quali trasformazioni porter\u00e0\u00a0 la comunicazione interattiva. Ma tutti possono fare la loro parte per farla crescere e arricchirla cercando di difenderla da coloro che cercheranno di asservirla ai propri interessi (ideologici, politici e commerciali). Sono caduti i vecchi confini. Che piaccia o no, il mondo della telematica non appartiene pi\u00f9 alle comunit\u00e0\u00a0 ristrette. Stiamo assistendo alla nascita di una nuova cultura.<\/p>\n<p>Crittografia<\/p>\n<p>I terreni su cui dialogare sono due: l&#8217;assemblea degli associati per decidere sulle direttive e strategie dell&#8217;associazione e il Forum Alcei, un luogo di comunicazione e scambio aperto a tutti. Tra gli argomenti che pi stanno a cuore c&#8217;\u00e8 la difesa della privacy.<\/p>\n<p>E&#8217; una lotta importante. Siamo d&#8217;accordo sulla lineaproposta dalla Unione Europea e da un disegno di legge oggi in discussione: cio\u00e8 che i dati personali non possono essere venduti o comunque diffusi senza ilconsenso dell&#8217;interessato. Siamo favorevoli al diritto di crittografia e alla sua difesa. E una parte degli associati sono accaniti sostenitori del Pgp (pretty good privacy, un sistema di codifica basato su algoritmi usato per cifrare e certificare un messaggio, ndr).<\/p>\n<p>I campi di intervento, per Alcei, sono molteplici. Dalla protesta contro i sequestri di computer da parte della magistratura (&#8220;\u00e8 un atto illegittimo, inutile, un sopruso e una violazione dei diritti civili&#8221;) alla recente proposta di accorpamento della Stet.<\/p>\n<p>Non ha importanza se la fusione avverr\u00e0\u00a0 con Rai, Fininvest, Murdoch o Ibm. Un monopolio cos\u00e0\u00ac potente come quello della Stet non pu\u00f2 non suscitarei peggiori ap petiti. Bisogna impedire a qualsiasi costo qualsiasi accordo o fusione tra la Stet ed altre strutture che possono essere complementari, rinforzandone il potere monopolistico. L&#8217;unica soluzione \u00e8 infrangerlo. Dividerlo in componenti ragionevoli. Cos\u00e0\u00ac anche se comprata (o se sar\u00e0\u00a0 la stessa Stet a comprare) non sar\u00e0\u00a0 in grado di nuocere. Bisognerebbe sottoporre l&#8217;azienda ad una severa analisi antitrust, che abbia come obiettivo uno smembramento analogo a quello che nell&#8217;83 fu operato sulla Bell Telephone Company negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Le reti telematiche possono offrire una nuova opportunit\u00e0\u00a0 per il mercato pubblicitario?<\/p>\n<p>Alcuni nostri associati vedono con fastidio qualsiasi risvolto commerciale e pubblicitario. Io sono pi\u00f9 possibilista. La pubblicit\u00e0\u00a0 pu\u00f2 entrare nelle reti telematiche purch\u00e9 vengano rispettate alcune regole. L&#8217;azienda pu\u00f2 mettere a disposizione cataloghi, dati ed altre informazioni. Non pu\u00f2 invadere lo spazio o (ancora peggio) la casella postale (e-mail) con messaggi ed offerte. Ogni forma di pubblicit\u00e0\u00a0 invasiva verrebbe subito boicottata in quanto violazione della privacy.<\/p>\n<p>L&#8217;importante \u00e8 capire che il vero fenomeno non \u00e8 dietro di noi, ma davanti. Dobbiamo salvaguardare il concetto di interattivit\u00e0\u00a0 che equivale a quello di parit\u00e0\u00a0. Dietro al terminale e alla tastiera siamo tutti uguali<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rassegna stampa degli articoli usciti in occasione della nascita di ALCEI (1994\/1995) Corriere Telematico (9\/94) ALCEI. E&#8217; nata l&#8217;associazione per i &#8220;cittadini elettronici&#8221; di Malko Linge &#8220;Mai pensato che il nostro computer potrebbe aver problemi di libert\u00e0\u00a0? E il nostro modem voglia di riservatezza? Eppure ne hanno, cio\u00e8: li abbiamo noi. Quasi senza accorgercene, leggendo&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.alcei.it\/?p=67\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Documento del 31 dicembre 1995<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false},"categories":[4,5],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=67"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=67"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=67"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=67"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}