{"id":61,"date":"1999-02-15T22:25:07","date_gmt":"1999-02-15T21:25:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alcei.org\/index.php\/archives\/61"},"modified":"1999-02-15T22:25:07","modified_gmt":"1999-02-15T21:25:07","slug":"comunicato-alcei-del-15-febbraio-1999","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alcei.it\/?p=61","title":{"rendered":"Comunicato ALCEI del 15 febbraio 1999"},"content":{"rendered":"<p><strong>Echelon: reazione tardive delle istituzioni pubbliche<\/strong><br \/>\nNei giorni scorsi i mezzi di informazione hanno dato ampio risalto alla denuncia proveniente da organi istituzionali relativa al progetto Echelon, un sistema di intercettazione delle comunicazioni su scala mondiale realizzato dagli Stati Uniti in collaborazione con la Gran Bretagna, l&#8217;Australia e la Nuova Zelanda. Una delle propriet\u00e0\u00a0 rilevanti di questo sistema \u00e8 la sua capacit\u00e0\u00a0 di intercettare una comunicazione in base ai suoi contenuti, indipendentemente dall&#8217;indentit\u00e0\u00a0 di chi la trasmette o la riceve.<\/p>\n<p>Questo sistema esiste dal 1980 (i suoi &#8220;precursori&#8221; dal 1952) e varie notizie in merito erano &#8220;trapelate&#8221; in fonti pubblicamente disponibili, in particolare dal 1991 in poi.<br \/>\nMa solo all&#8217;inizio del 1998 \u00e8 arrivata all&#8217;attenzione della stampa a larga diffusione.<\/p>\n<p>L&#8217;Unione Europea (stando alle informazioni pubblicamente disponibili) se ne \u00e8 accorta soltanto un anno fa (cfr. il rapporto STOA &#8211; An Appraisal of Technologies of Political Control, European Parliament: Scientific and Technologies Options Assessment, Luxembourg, January 6, 1998) e ora le istituzioni italiane arrivano &#8220;buone ultime&#8221;.<\/p>\n<p>Da quasi dieci anni l&#8217;Unione Europea (quindi anche l&#8217;Italia) \u00e8 al lavoro per realizzare un Echelon continentale, denominato Enfopol.<\/p>\n<p>Ma anche su questo tema le nostre autorit\u00e0\u00a0 hanno conservato un ingiustificato silenzio, rotto solamente dalle dichiarazioni pubbliche dell&#8217;Ufficio del Garante per i dati personali (La Repubblica 2\/2\/99 pag.17) che &#8211; probabilmente non troppo avvertito della natura del problema &#8211; dichiara &#8220;i nostri dati sono sicuri,protetti da una legge&#8230; e da un tasso di automazione delle nostre amministrazioni che non \u00e8 in grado di porci problemi&#8221;.<br \/>\nUn&#8217;affermazione &#8211; quella riportata dal quotidiano &#8211; doppiamente preoccupante, in primo luogo perch\u00e9 affida la tutela dei nostri dati personali ad una &#8220;confessione di arretratrezza tecnologica&#8221;, e in secondo, perch\u00e9 Echelon, Enfopol e in generale i sistemi di signal\/communication intelligence, non si limitano di certo alle sole comunicazioni della Pubblica Amministrazione ma a quelle di tutti i cittadini che dunque rimangono senza protezione.<\/p>\n<p>ALCEI \u00e8 conscia della necessit\u00e0\u00a0 di ricorrere a sistemi tecnolo gici sempre pi\u00f9 potenti per contrastare fenomeni criminali che da molto tempo hanno trasceso i confini nazionali, ma esprime forti riserve sul modo in cui le istituzioni europee e italiane hanno gestito tali iniziative, privando la societ\u00e0\u00a0 civile della possibilit\u00e0\u00a0 di esprimere la propria opinione in ordine alle scelte da compiere, esponendo tutti i cittadini a una sorveglianza potenzialmente clandestina e incontrollabile ed evitando la possibilit\u00e0\u00a0 di eservitare un controllo democratico sulle decisioni prese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Echelon: reazione tardive delle istituzioni pubbliche Nei giorni scorsi i mezzi di informazione hanno dato ampio risalto alla denuncia proveniente da organi istituzionali relativa al progetto Echelon, un sistema di intercettazione delle comunicazioni su scala mondiale realizzato dagli Stati Uniti in collaborazione con la Gran Bretagna, l&#8217;Australia e la Nuova Zelanda. 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