{"id":53,"date":"1995-03-31T21:31:09","date_gmt":"1995-03-31T20:31:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alcei.org\/index.php\/archives\/53"},"modified":"2018-04-07T05:34:21","modified_gmt":"2018-04-07T04:34:21","slug":"comunicato-alcei-del-31-marzo-1995","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alcei.it\/?p=53","title":{"rendered":"Comunicato ALCEI del 31 marzo 1995"},"content":{"rendered":"<p><strong>&#8220;Centinaia di innocenti legati, bendati e imbavagliati dalla polizia&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><em>Dove avvengono, queste cose? Non in un remoto regime schiavista. Ma nella libera, civile, democratica Italia: ogni volta che si indaga su qualcuno che usa un computer.<\/em><\/p>\n<p>ALCEI (associazione per la libert\u00e0\u00a0 nella comunicazione elettronica interattiva) vuole richiamare l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica, come della magistratura e di chi definisce le norme di comportamento delle forze di polizia, su una grave e costante violazione dei diritti civili.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e8 \u00e8 una violazione dei diritti civili<\/strong><\/p>\n<p>Sequestrare un computer per conoscerne il contenuto \u00e8 un provvedimento illegittimo, repressivo, che lede i diritti fondamentali dei cittadini.\u00a0 E&#8217; anche un provvedimento tecnicamente e giuridicamente inutile.<\/p>\n<p>Eppure questa pratica \u00e8 seguita abitualmente dalla magistratura e dalle forze di polizia in Italia.<\/p>\n<p>Di quali orribili delitti sono sospettate le persone o le imprese assoggettate a questo sopruso? Nella maggior parte dei casi, si tratta di meri problemi commerciali: presunto o reale possesso, talvolta vendita, di software non registrato. Cio\u00e8 presunte violazioni non pi\u00f9 gravi del possesso di una cassetta musicale copiata da un disco.<\/p>\n<p>In alcuni casi (per molti aspetti, ancora pi\u00f9 sconcertanti) si tratta di ipotetici reati di opinione.<\/p>\n<p>In generale dopo lo svolgimento dell&#8217;inchiesta le macchine vengono restituite; ma solo dopo che, senza alcun motivo, si \u00e8 recato un danno grave non solo chi usa le macchine sequestrate ma anche ad altre persone non coinvolte nell&#8217;indagine.<\/p>\n<p>La tendenza non \u00e8 cambiata. Ancora oggi, senza alcun reale motivo, centinaia di cittadini innocenti vengono privati delle loro essenziali libert\u00e0\u00a0; e spesso di strumenti di sopravvivenza.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 \u00e8 un sopruso<\/strong><\/p>\n<p>Privare una persona, un&#8217;impresa, o una libera organizzazione senza fini di lucro, dell&#8217;uso del computer vuol dire privarla della possibilit\u00e0\u00a0 di comunicare, di lavorare, di svolgere la sua normale attivit\u00e0\u00a0.<\/p>\n<p>Queste operazioni ledono il diritto degli innocenti.<\/p>\n<p>Non solo perch\u00e9 chi \u00e8 sottoposto ad un&#8217;indagine \u00e8 innocente finch\u00e9 la colpa non \u00e8 provata. Ma anche perch\u00e9 vengono coinvolte persone che non sono neppure sospettate.<\/p>\n<p>Sequestrare un nodo di comunicazione, cui accedono centinaia o migliaia di persone, vuol dire privare ognuna di quelle persone della sua casella postale, dei suoi sistemi di comunicazione personale, di lavoro o di studio. Un danno enorme &#8211; ed assolutamente inutile.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 \u00e8 inutile<\/strong><\/p>\n<p>Chiunque abbia un minimo di preparazione tecnica sa che basta fare una copia del disco rigido di un computer per entrare in possesso, con assoluta certezza, di tutto ci\u00f2 che la memoria contiene. Porre sotto sequestro la macchina \u00e8 assolutamente inutile.<\/p>\n<p>Questo concetto \u00e8 chiaro ad alcuni magistrati, che dispongono l&#8217;acquisizione della copia anzich\u00e9 il sequestro della macchina; ma purtroppo non \u00e8 compreso da molti altri.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 \u00e8 illegittimo<\/strong><\/p>\n<p>Non solo privare una persona di una sostanziale possibilit\u00e0\u00a0 di sopravvivenza e comunicazione \u00e8 una palese violazione dei diritti civili. Ma \u00e8 anche una violazione delle leggi fondamentali della Repubblica Italiana e della comunit\u00e0\u00a0 internazionale.<\/p>\n<p><strong>Violazione di cinque articoli della Costituzione:<\/strong><br \/>\n&#8211; art.4 &#8211; Diritto al lavoro.<\/p>\n<p>&#8211; art.14 &#8211; Inviolabilit\u00e0\u00a0 del domicilio (il concetto di domicilio informatico \u00e8 definito dalla legge sui computer crime)<\/p>\n<p>&#8211; art.15 &#8211; Libert\u00e0\u00a0 e segretezza della corrispondenza (su un computer spesso si trova, oltre alla corrispondenza di chi lo possiede, anche quella di altri)<\/p>\n<p>&#8211; art.35 &#8211; Tutela del lavoro<\/p>\n<p>&#8211; art.41 &#8211; Tutela della libera iniziativa privata.<\/p>\n<p><strong>Violazione della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo (protocollo addizionale):<\/strong><br \/>\nart.1 &#8211; Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei propri beni.<\/p>\n<p><strong>Violazione del codice di procedura penale:<\/strong><br \/>\nIl sequestro di corrispondenza informatica (che avviene anche a carico di terzi non indagati) \u00e8 in violazione degli Artt. 254-256-258 c.p.p. che tutelano la corrispondenza privata.<\/p>\n<p><strong>Un primato negativo dell&#8217;Italia<\/strong><br \/>\nL&#8217;Italia rappresenta un caso limite mondiale in fatto di sequestri di computer.<br \/>\nOsservatori internazionali hanno constatato che le ondate di sequestri scatenate nel maggio-giugno 1994, in tutta Italia, per iniziativa delle procure di Pesaro e di Torino, non solo superano per dimensioni la famigerata Operation Sundevil condotta negli Stati Uniti nel 1990 (che ha suscitato enormi quanto giustificate proteste) ma qualsiasi altro caso noto di sequestri in qualsiasi altro paese.<\/p>\n<p>Dopo quelle scandalose operazioni, qualcosa \u00e8 stato corretto? No.<br \/>\nI sequestri continuano, si continuano a coinvolgere centinaia di innocenti. Nuove ondate sono in atto, come quella che pare stia partendo in questi giorni da Cremona&#8230;<\/p>\n<p><strong>E&#8217; un complotto?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;onesta opinione di ALCEI \u00e8 che non si tratti di una congiura organizzata per distruggere la libert\u00e0\u00a0 telematica.<\/p>\n<p>Ma di un pericolo non meno grave, che non possiamo non chiamare col suo nome: ignoranza.Ignoranza tecnica, ignoranza<\/p>\n<p>giuridica, mancanza di rispetto per i diritti dei cittadini. O colpevole disattenzione.Ignoranza e disattenzione tanto pi\u00f9 gravi quanto pi\u00f9 si tiene conto della crescente diffusione della telematica in Italia: ogni giorno che passa aumenta il numero degli innocenti cittadini che si servono della comunicazione elettronica per lavoro, studio o corrispondenza personale e possono in qualsiasi momento cadere vittima di un arbitrario sequestro che neppure remotamente li riguarda.<\/p>\n<p><strong>Che fare?<\/strong><\/p>\n<p>Le soluzioni sono semplici. Basta rispettare le leggi fondamentali, cominciando dalla Costituzione; e basta ricorrere a soluzioni tecniche non complesse, che possono permettere alla magistratura ed alla polizia di svolgere il loro compito con un dispendio enormemente minore di energie (e quindi del denaro dei contribuenti) &#8211; e soprattutto con un danno assai minore per la societ\u00e0\u00a0 civile e per centinaia, o migliaia, di innocenti.<\/p>\n<p><em>ALCEI \u00e8 disponibile a fornire, se necessario, la consulenza tecnica che pu\u00f2 servire alla magistratura, ed alle forze di polizia, per raggiungere questo doveroso risultato.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Centinaia di innocenti legati, bendati e imbavagliati dalla polizia&#8221; Dove avvengono, queste cose? Non in un remoto regime schiavista. Ma nella libera, civile, democratica Italia: ogni volta che si indaga su qualcuno che usa un computer. 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