{"id":48,"date":"1999-01-28T21:00:27","date_gmt":"1999-01-28T20:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alcei.org\/index.php\/archives\/48"},"modified":"2010-12-05T07:54:39","modified_gmt":"2010-12-05T06:54:39","slug":"comunicato-alcei-del-28-gennaio-1999","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alcei.it\/?p=48","title":{"rendered":"Comunicato ALCEI del 28 gennaio 1999"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Il problema e\u2019 grave e sta peggiorando. C&#8217;e\u2019 una soluzione: sistemi aperti, trasparenti e compatibili in tutti i servizi pubblici. Occorre una decisione chiara delle autorita\u2019\u00a0 italiane ed europee.<br \/>\nL\u2019uso delle tecnologie informatiche e telematiche non riguarda soltanto particolari settori ma diventa sempre piu&#8217; un elemento portante di tutte le attivita\u2019\u00a0 economiche, culturali e sociali. Garantirne un uso libero ed efficiente e\u2019 percio\u2019 una necessita\u2019\u00a0 fondamentale della societa\u2019\u00a0 civile.<\/strong><\/em><br \/>\nLa meditata opinione di ALCEI E\u2019 che ci sia un problema grave: l\u2019asservimento dell\u2019intero sistema di comunicazione, pubblica e privata, nel nostro Paese (come in tutto il mondo) a sistemi chiusi e non verificabili, governati da interessi privati che esercitano un controllo monopolistico &#8211; e che per di pia\u2019\u00b9 risiedono fuori dai nostri confini e non sono governati dalle nostre leggi.<br \/>\nCio\u2019 puo\u2019 avere conseguenze molto negative per la nostra economia, per la nostra cultura e per la liberta\u2019\u00a0 di opinione e di dialogo, pubblico e privato, nel nostro Paese.<br \/>\nIl problema E\u2019 complesso e riguarda tutte le tecnologie impiegate, siano software (programmi, protocolli, linguaggi) o hardware (computer e altre attrezzature). Ma un passo sostanziale verso la soluzione puo\u2019 essere fatto con una soluzione semplice. Proponiamo una norma che stabilisca due inderogabili criteri:<br \/>\n1. Che i servizi di pubblica utilita\u2019\u00a0 usino programmi informatici e telematici totalmente trasparenti e aperti: cioE\u2019 di cui sia noto e liberamente modificabile il \u201ccodice sorgente\u201d.<\/p>\n<p>2. Che in nessuna comunicazione con la Pubblica Amministrazione (o con qualsiasi altro servizio di pubblica utilita\u2019\u00a0) i cittadini siano mai costretti a usare programmi non universalmente compatibili; o, nel caso che si t ratti di programmi definiti ad hoc, questi siano sempre liberamente e gratuitamente disponibili a tutti.<br \/>\nInoltre proponiamo che non ci si limiti a risolvere il problema nel nostro Paese, ma che il Governo italiano e i nostri rappresentanti presso le organizzazioni internazionali (in primo luogo l\u2019Unione Europea) si impegnino energicamente perche\u2019 analoghe disposizioni siano adottate in Europa e nel mondo.<br \/>\n<strong>Premessa<\/strong><\/p>\n<p>In generale, non siamo favorevoli a un eccesso di norme e discipline, perche\u2019 la liberta\u2019\u00a0 di ognuno (cittadini e imprese) di agire e scegliere come preferisce, dal punto di vista culturale, economico o tecnico, E\u2019 un valore che va difeso contro ogni tentativo di restrizione. Ma in questo caso si tratta di difendere, non di comprimere, la liberta\u2019\u00a0 di tutti.<br \/>\nPercio\u2019 pensiamo che un intervento del Governo o del Parlamento sia giustificato e necessario; lasciando le singole persone o imprese private libere di scegliere le soluzioni che preferiscono, ma stabilendo che almeno nella Pubblica Amministrazione e in tutti i servizi pubblici (con particolare rilievo alle scuole di ogni ordine e grado) siano introdotte le garanzie necessarie per proteggere i cittadini dalle costrizioni, non solo ec onomiche, cui sono sottoposti a causa dell\u2019uso di sistemi chiusi, non compatibili e governati dai capricci di chi li produce.<br \/>\nIl problema riguarda l\u2019intera societa\u2019\u00a0 civile e tutta l\u2019economia; perche\u2019 queste tecnologie sono e saranno un elemento strutturale della nostra societa\u2019\u00a0. a\u2019\u02c6 un dovere garantirne il libero e agevole accesso cosa\u2019\u00ac come E\u2019 un dovere garantire la disponibilita\u2019\u00a0 a tutti dei \u201cbeni sociali\u201d- come educazione, strade, trasporti, sicurezza, giustizia &#8211; e delle fondamentali liberta\u2019\u00a0 di espressione e di opinione. Lasciarne il controllo nelle mani di chiunque (che non sia il Governo o il Parlamento del nostro Paese), con strumenti di cui non ci E\u2019 consentito verificare la natura e il funzionamento, equivale a consegnare la gestione degli acquedotti a qualcuno che non ci permette neppure di fare un controllo chimico dell\u2019acqua potabile.<\/p>\n<p><strong>Software privato, software pubblico e compatibilita\u2019 <\/strong><\/p>\n<p>Per chi desideri approfondire, abbiamo <a href=\"http:\/\/www.alcei.it\/index.php\/archives\/49\"><strong>predisposto un documento<\/strong><\/a> (con la citazione di fonti per ulteriori dettagli). Siamo comunque sempre disponibili alcei@alcei.it per ogni chiarimento o spiegazione.<br \/>\nRiassumiamo qui alcuni punti essenziali.<br \/>\na) La compatibilita\u2019\u00a0, la trasparenza e la modificabilita\u2019\u00a0 non escludono la proprieta\u2019\u00a0 dei programmi; ognuno puo\u2019 e deve essere libero di sviluppare, usare e vendere tecnologia come vuole. L\u2019importante E\u2019 che i sistemi siano compatibili, cioE\u2019 non siano di ostacolo alla comunicazione con chi usa sistemi diversi.<br \/>\nb) Il software \u201clibero\u201d (freeware) non E\u2019 sempre \u201cgratuito\u201d. Puo\u2019 essere liberamente disponibile come puo\u2019 essere di proprieta\u2019\u00a0 privata. Cio\u2019 che lo caratterizza E\u2019 la trasparenza: cioE\u2019 la pubblica disponibilita\u2019\u00a0 del \u201ccodice sorgente\u201d (source code), che permette a ognuno di conoscere tutto il contenuto del programma e di modificarlo come vuole; e permette all\u2019intera comunita\u2019\u00a0 tecnica di contribuire al miglioramento del software e di adattarlo, secondo il caso, a specifiche esigenze.<br \/>\nc) a\u2019\u02c6 ammissibile che un\u2019organizzazione privata scelga di usare programmi non compatibili (anche se questo E\u2019 quasi sempre contro il suo interesse). Non E\u2019 ammissibile, invec e, che cosa\u2019\u00ac faccia un servizio pubblico.<br \/>\nd) L\u2019internet E\u2019 efficiente e accessibile a tutti perche\u2019 E\u2019 basata su sistemi liberi (freeware) trasparenti e totalmente compatibili che in buona parte sono sostanzialmente invariati da vent\u2019anni.<br \/>\ne) Nell\u2019informatica sembrava che fra i due mondi (freeware e software \u201cproprietario\u201d) ci fosse un conflitto. Ma si sta sempre pia\u2019\u00b9 diffondendo la nozione che le due realta\u2019\u00a0 possono e devono convivere e che l\u2019uso di soluzioni open code E\u2019 vantaggioso anche nel mondo delle imprese e delle grandi organizzazioni. Percio\u2019 un intervento normativo potrebbe appoggiarsi su una tendenza significativa e su buone risorse tecniche e professionali.<br \/>\nf) Uno dei compiti delle autorita\u2019\u00a0 nel nostro Paese (come in tutto il mondo) dovrebbe essere quello di agevolare l\u2019accesso alle reti telematiche (e ai servizi informatici) di tutti i cittadini, e in particolare di quelli che per motivi economici o di isolamento culturale ne sono esclusi. La disponibilita\u2019\u00a0 di software libero e compatibile (open code) e di servizi accessibili con quel tipo di programmi (e con linguaggi e protocolli facilmente disponibili a tutti) puo\u2019 ridurre enormemente il costo e la complessita\u2019\u00a0 dei computer e delle applicazioni tecniche, quindi allargare l\u2019accesso a molto pia\u2019\u00b9 ampie categorie di cittadini.<br \/>\nSiamo convinti che la base strutturale (sistema operativo) debba essere un \u201cbene comune\u201d (di proprieta\u2019\u00a0 di tutti e dominato da nessuno) cosa\u2019\u00ac come lo sono i sistemi su cui si basano le reti telematiche; e che anche nella struttura fisica delle macchine ci si debba evolvere verso una maggiore compatibilita\u2019\u00a0 e standard condivisi. Raggiungere questi obiettivi richiede tempi relativamente lunghi; nel frattempo a nostro avviso, un passo fondamentale: cioE\u2019 l\u2019uso nei servizi pubblici di sistemi aperti, trasparenti e compatibili; e gratuiti per tutti i cittadini che accedono a quei servizi, compreso ovviamente l\u2019intero sistema scolastico.<br \/>\n<strong>Perche\u2019 e&#8217;dannosa la schiavitu&#8217; elettronica <\/strong><\/p>\n<p>Oggi i sistemi elettronici entrano in ogni aspetto della nostra vita. a\u2019\u02c6 impensabile che le leve di controllo siano nelle mani di qualsiasi organizzazione che ne modifica gli strumenti fondamentali, come e quando vuole, in modo del tutto arbitrario, senza il nostro consenso e senza neppure permetterci di rendercene conto; introduce a suo piacimento funzioni \u201cocculte\u201d che non ci E\u2019 consentito verificare e che possono interferire con la nostra attivita\u2019\u00a0 mentre non ce ne accorgiamo; impone quando vuole costose quanto inutili \u201cinnovazioni\u201d, che rendono incompatibili e \u201cobsoleti\u201d i sistemi esistenti, senza alcun motivo se non il suo privato interesse; promuove una falsa \u201ceducazione\u201d che assoggetta persone e imprese all\u2019uso di sistemi non compatibili e inutilmente complessi e costosi.<br \/>\nI pericoli sono gravi &#8211; e possono andare al di la\u2019\u00a0 della piu&#8217; perversa immaginazione. Non E\u2019 un\u2019ipotesi, ma una realta\u2019\u00a0 in atto, che dal dominio della tecnologia si passi al controllo delle reti di comunicazione; e da quello al controllo dei contenuti. La \u201cconvergenza\u201d fra fornitori di sistemi di connessione e fornitori di contenuti E\u2019 una strategia dichiarata e in corso di attuazione.<br \/>\nE&#8217; pensabile che sia concesso a qualsiasi impresa od organizzazione, che potrebbe in qualsiasi momento passare sotto il controllo di chiunque, o allearsi con qualsiasi gruppo ideologico o politico, il controllo dei nostri canali di comunicazione e delle nostre scuole? Eppure e\u2019 questa la situazione in cui stiamo rischiando di scivolare.<br \/>\nE&#8217;\u00a0 inaccettabile che questa \u201criduzione in schiavitu&#8217;\u201d della nostra cultura e della nostra economia non solo non sia ostacolata dalle nostre autorita\u2019\u00a0, ma sia incoraggiata e favorita l\u2019adozione, anche nei servizi pubblici, di strumenti non trasparenti e non compatibili. Eppure E\u2019 questa la situazione in cui ci troviamo.<br \/>\nCi sono azioni legali in corso, negli Stati Uniti come in Italia, per cercare di arginare o controllare il monopolio di una singola impresa. Dobbiamo augurarci che ottengano risultati significativi.&amp; nbsp; Ma anche il pia\u2019\u00b9 grande successo nella rottura del monopolio non basterebbe; perche\u2019 se le leve di controllo passassero da un\u2019impresa a un\u2019altra, o a due o tre oligopolisti, la sostanza del problema non sarebbe risolta.<br \/>\nLa soluzione, percio\u2019, E\u2019 una. Basare i sistemi di informatica e telematica su programmi, procedure e protocolli totalmente aperti, compatibili e trasparenti, di cui nessuno, se non le leggi e la societa\u2019\u00a0 civile, possa avere il controllo.<br \/>\nLe soluzioni tecniche sono disponibili; o possono essere sviluppate senza particolari difficolta\u2019\u00a0. Cio\u2019 che occorre e\u2019 una scelta politica, chiara, precisa e senza possibilita\u2019\u00a0 di equivoci. Da parte dell\u2019Italia, dell\u2019Unione Europea e dei governanti e legislatori di tutto il mondo.<br \/>\nIl problema e\u2019 urgente. I danni sono gia\u2019\u00a0 gravi oggi e la situazione puo\u2019 peggiorare velocemente nel prossimo futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il problema e\u2019 grave e sta peggiorando. C&#8217;e\u2019 una soluzione: sistemi aperti, trasparenti e compatibili in tutti i servizi pubblici. Occorre una decisione chiara delle autorita\u2019\u00a0 italiane ed europee. 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