{"id":23,"date":"1998-11-27T05:35:43","date_gmt":"1998-11-27T04:35:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alcei.org\/index.php\/archives\/23"},"modified":"2005-08-23T07:34:57","modified_gmt":"2005-08-23T06:34:57","slug":"lintervento-di-alcei-al-convegno-aiip-emergenza-internet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alcei.it\/?p=23","title":{"rendered":"Documento del 27 novembre 1998"},"content":{"rendered":"<p><strong>L&#8217;intervento di ALCEI al convegno AIIP &#8220;Emergenza Internet&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>A nome di tutti noi di ALCEI ringrazio l&#8217;AIIP per l&#8217;invito a  partecipare a questo convegno. E&#8217; noto che ALCEI ha l&#8217;abitudine di esprimere le sue opinioni con molta franchezza &#8211; e continueremo  a farlo, ogni volta che ci troveremo davanti a un rischio di repressione o censura o a qualsiasi fatto o progetto che possa  ostacolare la libera e civile crescita delle reti telematiche, la libert\u00e0\u00a0 di opinione e la libert\u00e0\u00a0 di scambio di idee e di  informazioni. Ma non credo che questo ci ponga in contrastocon gli obiettivi dell&#8217;AIIP e con il tema di questo convegno.<\/p>\n<p>Al contrario, credo che ci sia una naturale e precisa convergenza  di intenti.<\/p>\n<p>Ricordiamo, per esempio, che fin dalle sue origini ALCEI si \u00e8 sempre opposta rigorosamente al concetto di &#8220;responsabilit\u00e0\u00a0 oggettiva&#8221; degli internet provider; e che fin dalle sue origini ha espresso la sua preoccupazione per i pericoli di ogni formadi monopolio, a cominciare da quello della Telecom. (Non \u00e8  questa la sede per parlare di monopolio del software, e di come si estenda al controllo della rete; ma non possiamo dimenticare  che anche quello \u00e8 un problema serio).<\/p>\n<p>Alcuni credono che ci sia un contrasto insanabile fra le attivit\u00e0\u00a0 d&#8217;impresa &#8220;con fini di lucro&#8221; e le libert\u00e0\u00a0 individuali.<\/p>\n<p>Noi non ne siamo affatto convinti. Lavorare, produrre, vendere  e guadagnare sono fattori essenziali di ogni societ\u00e0\u00a0 umana.<\/p>\n<p>Anche lo sviluppo dei sistemi di comunicazione ne trae un necessario e utile nutrimento. Altri forse pensano che si possano sviluppare attivit\u00e0\u00a0 economiche in rete senza badare alla cultura e alla libert\u00e0\u00a0 di comunicazione; ma anche questo,secondo noi, \u00e8 un errore di prospettiva. Le attivit\u00e0\u00a0 commerciali si sviluppano molto meglio in un clima aperto,in una cultura libera e umanamente viva.<\/p>\n<p>Il ruolo degli IS P \u00e8 fondamentale per lo sviluppo della rete.<\/p>\n<p>La libert\u00e0\u00a0 competitiva di questo settore dev&#8217;essere promossa e difesa. L&#8217;intera comunit\u00e0\u00a0 dei &#8220;cittadini della rete&#8221; dev&#8217;essere, secondo noi, solidale con i provider nel contrastare ogni monopolio o distorsione del mercato.<\/p>\n<p>Dobbiamo anche, credo, preoccuparci dell&#8217;arretratezza italiana.<\/p>\n<p>Siamo all&#8217;ultimo posto nella Comunit\u00e0\u00a0 Europea per attivit\u00e0\u00a0 in rete in confronto al PIL. Per densit\u00e0\u00a0 rispetto alla popolazione non solo siamo lontanissimi dagli Stati Uniti, dai paesi scandinavi, dall&#8217;Olanda, dalla Svizzera o dalla Gran Bretagna, ma siamo dietro la l&#8217;Estonia, Slovenia, la Repubblica Ceca e l&#8217;Ungheria. E&#8217; vero che la rete sta crescendo in Italia, specialmente quest&#8217;anno; ma siamo ancora lontani da un tasso di crescita che ci porti a pi\u00f9 che raddoppiare (come sarebbe necessario) la nostra &#8220;quota&#8221; rispetto al resto dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Sono sicuramente da appoggiare le iniziative dei provider per allargare e facilitare gli accessi. Secondo noi questo &#038;egr ave; &#8220;necessario ma non sufficiente&#8221;. Occorre anche abbattere le barriere culturali, diffondere una pi\u00f9 concreta e umana cultura della rete (non basta per questo una banale &#8220;alfabetizzazione&#8221; tecnica). Occorre combattere ogni restrizione, ogni inopportuna &#8220;regolamentazione&#8221;, ogni legislazione che, anche partendo da &#8220;buone intenzioni&#8221;, si traduca in repressione o restrizione della libert\u00e0\u00a0. Occorre combattere con energia le frequenti &#8220;demonizzazioni&#8221; o &#8220;criminalizzazioni&#8221; dell&#8217;internet; ma anche le esagerate elucubrazioni tecnologiche che la fanno percepire come estranea e remota a molte persone (e imprese) che potrebbero ricavarne notevoli vantaggi.<\/p>\n<p>Occorre dare alle nostre imprese quegli strumenti e quelle conoscenze che le aiutino a usare questi strumenti per essere competitive sul mercato internazionale. Che non sono basate sulla tecnologia, ma sulla cultura di mercato e d&#8217;impresa.<\/p>\n<p>Nella &#8220;Dichiarazione di Bonn&#8221; (7 luglio 1997) l&#8217;Unione Europea ha messo in grande evidenza l&#8217;importanza delle &#8220;reti elettroniche globali&#8221; per lo sviluppo delle imprese europee e soprattutto delle &#8220;piccole e medie imprese&#8221;. Un tema particolarmente importante per l&#8217;Italia. Lo sviluppo economico, quindi la creazione di nuovi posti di lavoro, non riguarda solo l&#8217;attivit\u00e0\u00a0 nel campo specifico (tecnologia dell&#8217;informazione e comunicazione in rete) ma tutte le attivit\u00e0\u00a0 di impresa di ogni specie, che possono usare  la rete per crescere e per diffondere i loro prodot ti e servizi &#8211; specialmente all&#8217;esportazione.<\/p>\n<p>Nella stessa Dichiarazione, l&#8217;Unione Europea ha messo in evidenza il problema dei &#8220;non abbienti di informazione&#8221;, cio\u00e8 delle persone o categorie sociali oggi &#8220;emarginate&#8221; per motivi economici e culturali. Anche questo \u00e8 un tema importante, che richiede fra l&#8217;altro la diffusione di tecnologie pi\u00f9 semplici e meno costose &#8211; e pi\u00f9 aperte e compatibili. (Un altro argomento di grande rilievo che non \u00e8 possibile approfondire nel breve spazio di questo intervento).<\/p>\n<p>Finora si \u00e8 parlato molto, ma si \u00e8 fatto poco. Credo che l&#8217;impegno comune di tutti, dai cittadini alle imprese, dalla comunit\u00e0\u00a0 sociale agli operatori del settore, dalle autorit\u00e0\u00a0 pubbliche alla scuola, sia far crescere la presenza italiana in rete. Per la nostra economia e per la nostra cultura.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le &#8220;regole&#8221;, puo essere utile ricordare che ALCEI fu la prima, gi\u00e0\u00a0 nel 1994, a parlare di &#8220;autoregolamentazione&#8221;.<\/p>\n<p>Ci trovammo allora, e molte volte negli anni successivi, davanti a tre forme di opposizione.<\/p>\n<p>Di chi vuole a tutti i costi imporre &#8220;dall&#8217;alto&#8221; regole e discipline. Di chi si oppone in modo estremo a qualsiasi regola, anche alle pi\u00f9 elementari consuetudini della convivenza civile. E di chi, con una certa miopia, bada solo al suo &#8220;particulare&#8221; (cioe a interessi di settore o addirittura di singola impresa). Avevamo proposto allora quelli che forse un p\u00f2 troppo solennemente chiamavamo &#8220;gli stati generali della telematica&#8221;, cio\u00e8 un incontro aperto e chiaro fra tutti i settori e i &#8220;mondi&#8221; della comunicazione interattiva per cercare un&#8217;intesa sui principi fondamentali. Se quell&#8217;idea non si e realizzata dipende in  parte da un&#8217;insufficiente aggressivita di ALCEI; ma molto dal disinteresse di tutti gli altri. Sarebbe stato meglio agire in anticipo, come noi allora proponevamo; ma &#8220;non \u00e8 troppo tardi&#8221; e rimane aperta la nostra disponibilita al dialogo.<\/p>\n<p>Un punto per\u00f2 rimane fermo nella nostra posizione: siamo contrari a ogni forma di repressione o censura, comunque travestita; e crediamo che lo sviluppo della societ\u00e0\u00a0 civile debba basarsi sull&#8217;informazione e la formazione culturale dei cittadini, non sulla &#8220;tutela&#8221;. perch\u00e9 se si trattano i cittadini come bambini stupidi e incapaci \u00e8 troppo facile che i bavaglini si trasformano in bavagli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;intervento di ALCEI al convegno AIIP &#8220;Emergenza Internet&#8221; A nome di tutti noi di ALCEI ringrazio l&#8217;AIIP per l&#8217;invito a partecipare a questo convegno. 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