{"id":127,"date":"2002-04-18T17:59:36","date_gmt":"2002-04-18T16:59:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alcei.it\/index.php\/archives\/127"},"modified":"2008-01-28T18:30:57","modified_gmt":"2008-01-28T17:30:57","slug":"liberta-trasparenza-e-compatibilita-non-e-solo-un-problema-di-software","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alcei.it\/?p=127","title":{"rendered":"Libert\u00e0\u00a0, trasparenza e compatibilit\u00e0\u00a0: non \u00e8 solo un problema di software"},"content":{"rendered":"<p><em>(Sintesi della relazione presentata per ALCEI al convegno AICA &#8220;Conoscere per Scegliere<br \/>\npromuovere una cultura del software&#8221; &#8211; Milano, 18 aprile 2002)<\/em><\/p>\n<p>Il ruolo fondamentale nella scuola nel definire una cultura &#8220;\u201c soprattutto umana &#8220;\u201c nell&#8217;uso dei sistemi di informazione e comunicazione<\/p>\n<p>Il tema che va genericamente sotto il nome di &#8220;opensource&#8221;\u009d o &#8220;software libero&#8221;\u009d non riguarda solo i sistemi operativi o i programmi software, ma pi\u00f9 estesamente tutti i sistemi di gestione dell&#8217;informazione e della comunicazione.<\/p>\n<p>Non si tratta solo del &#8220;codice sorgente&#8221;\u009d ma anche pi\u00f9 in generale di trasparenza, compatibilit\u00e0\u00a0 e libert\u00e0\u00a0 dell&#8217;informazione, del dialogo, della comunicazione in tutte le sue forme.<\/p>\n<p>   1. Non si tratta di una semplice contrapposizione fra Windows e Linux. E&#8217; vero che il monopolio Microsoft occupa oltre l&#8217;80 % del mercato mondiale e che l&#8217;alternativa pi\u00f9 diffusamente disponibile (per quanto riguarda i sistemi operativi) \u00e8 Linux. Ma al di l\u00e0\u00a0 di questa specifica situazione \u00e8 essenziale definire criteri generali e sostanziali che riguardino ogni genere di software, o soluzione tecnica, disponibile oggi o proponibile domani.<\/p>\n<p>   2. E&#8217; illusorio pensare che questo problema possa essere risolto dal &#8220;mercato&#8221;\u009d. I fatti dimostrano che il mercato \u00e8 profondamente distorto e non \u00e8 stato capace di sviluppare anticorpi efficaci. Perch\u00e9 il mercato possa funzionare in un regime di reale concorrenza occorrono interventi forti.Da parte delle autorit\u00e0\u00a0 politiche, dei servizi pubblici e del mondo scientifico. Per la soluzione di questo problema non sono sufficienti le procedure antitrust in corso da anni negli Stati Uniti. A parte il fatto che finora non hanno ottenuto alcun risultato&#8230; anche se avessero un esito positivo risolverebbero solo in parte il problema.<\/p>\n<p>   3. Non si tratta solo di un problema tecnico. Attraverso il monopolio dei sistemi operativi si pu\u00f2 arrivare al controllo dei sistemi di rete e di conseguenza al controllo dell&#8217;informazione.Questa non \u00e8 un&#8217;ipotesi ma un fatto concreto. Ed \u00e8 esattamente ci\u00f2 che il monopolista del software vuol fare (e anche altri che, con vari sistemi e metodi, cercano di &#8220;centralizzare&#8221;\u009d e dominare i sistemi di comunicazione). Finora (nel caso dell&#8217;internet) con successo solo parziale. Ma con la dichiarata intenzione di fare molto peggio.<\/p>\n<p>   Per esempio un &#8220;linguaggio&#8221;\u009d usato per la comunicazione in rete non \u00e8 un sistema operativo. Non \u00e8, in senso stretto, un software. Non ha (o non sembra che abbia) problemi di &#8220;codice sorgente&#8221;\u009d. Ma anche questi sistemi, nati per essere totalmente aperti, trasparenti e compatibili, si stanno deformando. Per esempio se un singolo soggetto riesce a imporre un suo browser, un suo sistema di posta elettronica, eccetera, e a integrarli con il sistema operativo, acquista una indiscriminata e poco controllabile possibilit\u00e0\u00a0 di &#8220;pilotare&#8221;\u009d i sistemi di comunicazione, e le attivit\u00e0\u00a0 di singole persone, imprese e organizzazioni, senza che queste se ne rendano conto. Senza entrare in dettagli tecnici, che sarebbero complessi, non \u00e8 affatto esagerato dire che ci stiamo avvicinando al modello del &#8220;grande fratello&#8221;\u009d di Orwell.<\/p>\n<p>   4. Dal punto di vista della privacy il problema non \u00e8 meno grave. Un sistema operativo gremito di funzioni occulte, integrato con le applicazioni software e i sistemi di comunicazione, apre inaudite possibilit\u00e0\u00a0 di invasione, controllo e manipolazione, che nessuno (neppure le autorit\u00e0\u00a0 pubbliche) pu\u00f2 controllare.<\/p>\n<p>   5. Questo problema, per molti anni, \u00e8 stato capito e dibattuto solo in un mondo relativamente ristretto di tecnici, accademici, &#8220;addetti ai lavori&#8221;\u009d &#8220;\u201c e da un numero abbastanza piccolo di persone attente agli aspetti culturali, sociali e civili.Da qualche anno se ne parla un po&#8217; pi\u00f9 diffusamente, ma secondo l&#8217;impostazione limitata di cui al punto 2: &#8220;competizione&#8221;\u009d fra due sistemi operativi. Solo recentemente ha cominciato a diffondersi una visione pi\u00f9 sostanziale: cio\u00e8 la necessit\u00e0\u00a0 di usare soluzioni &#8220;aperte&#8221;\u009d, specialmente nei servizi pubblici. Un &#8220;movimento&#8221;\u009d diffuso in varie parti del mondo (dall&#8217;Europa all&#8217;America Latina) e che comincia ad arrivare anche all&#8217;attenzione dell&#8217;Unione Europea.<br \/>\n      Vedi il documento online <a href=\"http:\/\/gandalf.it\/mercante\/merca59.htm\">Libert\u00e0\u00a0 di software: un movimento mondiale?<\/a><br \/>\n      E&#8217; significativo che in alcuni paesi (ma purtroppo non in Italia) il sistema scolastico &#8220;\u201c a tutti i livelli &#8220;\u201c sia il settore prioritario per cui si considera fondamentale l&#8217;uso di sistemi compatibili, aperti e trasparenti.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo della scuola<\/strong><\/p>\n<p>Occorre, purtroppo, affrontare una realt\u00e0\u00a0. La diffusione di sistemi &#8220;proprietari&#8221;\u009d e incompatibili (come Windows) \u00e8 cos\u00e0\u00ac estesa che non si pu\u00f2 evitare di tenerne conto. Gli allievi si trovano e si troveranno, nella famiglia, nella vita di relazione e poi nel lavoro, a dover usare e capire le soluzioni software pi\u00f9 abitualmente diffuse. Non \u00e8 praticamente possibile insegnare solo l&#8217;uso di altre risorse. Ma ci\u00f2 non significa che non sia opportuno, anzi necessario, dare una formazione aperta che comprenda chiare nozioni sulle esigenze e sul potenziale dei sistemi a di l\u00e0\u00a0 di specifiche soluzioni tecniche.<\/p>\n<p> Le possibilit\u00e0\u00a0 sono molte. In sintesi, ecco alcuni criteri che spero possano essere praticamente utili.<\/p>\n<ul>\n<li>Valori umani prima delle tecnologie<br \/>Ogni &#8220;alfabetizzazione&#8221; tecnica \u00e8 secondaria rispetto alla comprensione culturale dei valori intrinseci offerti dalle risorse di formazione e di comunicazione. Le tecnologie sono e devono essere al servizio delle persone, della cultura e della societ\u00e0\u00a0 &#8211; mai viceversa.<\/li>\n<li>Insegnare le funzionalit\u00e0\u00a0, non le funzioni<br \/> Anche nella specificit\u00e0\u00a0 dell&#8217;insegnamento tecnico la didattica \u00e8 troppo spesso basata su un insegnamento &#8220;a pappagallo&#8221; delle applicazioni senza capirne la natura e la funzionalit\u00e0\u00a0. Occorre rovesciare radicalmente questa prospettiva cos\u00e0\u00ac che gli studenti comprendano i valori di funzionalit\u00e0\u00a0 indipendentemente dalle logiche apparenti (spesso bizzarre) delle specifiche applicazioni &#8211; e cos\u00e0\u00ac sappiano come adattarle alle proprie esigenze e come orientarsi quando avranno il desiderio, o la necessit\u00e0\u00a0, di usare soluzioni tecniche diverse.<\/li>\n<li>Insegnare (e praticare) un ruolo attivo<br \/> E&#8217; troppo diffusa la tendenza ad accettare &#8220;passivamente&#8221; ci\u00f2 che la tecnologia propone o ci\u00f2 che viene offerto online. Con il rischio non solo di &#8220;asservimento&#8221; culturale e tecnico ma anche di subire, senza neppure rendersene conto, ogni sorta di invadenze e manipolazioni. Un compito essenziale della scuola, come di ogni forma di educazione, \u00e8 insegnare e praticare un costante impegno a svolgere un ruolo attivo, di scelta e di proposta, cos\u00e0\u00ac che ognuno sia in grado non solo di interpretare, ma anche di modificare e adattare i sistemi alle proprie esigenze e a un costante desiderio di allargare i propri orizzonti.<\/li>\n<li>Scegliere le applicazioni pi\u00f9 efficienti<br \/> Anche quando sfortunatamente si \u00e8 costretti a usare un sistema operativo &#8220;chiuso&#8221;, ci\u00f2 non significa che se ne debbano utilizzare tutte le applicazioni. E&#8217; importante far capire agli studenti che non sono &#8220;obbligati&#8221; a usare tutte le soluzioni cos\u00e0\u00ac come le trovano installate, ma che possono modificarle per renderle pi\u00f9 funzionali e adattarle alle loro esigenze. E anche che possono scegliere per specifiche applicazioni software diversi, spesso disponibili gratuitamente o a prezzi molto pi\u00f9 bassi del software monopolistico e dei suoi &#8220;aggiornamenti forzati&#8221;. Per esempio ci sono sistemi di posta elettronica molto migliori di Outlook (e anche meno rischiosi dal punto di vista dei virus e di altre invadenze).<\/li>\n<li>Potenziare a basso costo le risorse tecniche<br \/> E&#8217; abbastanza facile trovare sul mercato, o farsi &#8220;regalare&#8221; dalle aziende, computer &#8220;dismessi&#8221; con capacit\u00e0\u00a0 pi\u00f9 che adeguate. Ed evitare totalmente il costo del software dotandoli di un sistema operativo opensource &#8211; come Linux.<\/li>\n<li>Usare sistemi opensource nei server<br \/>Se la scuola \u00e8 dotata di un sistema centrale, o se ha un sito web, \u00e8 molto pi\u00f9 efficiente basare il server su sistemi aperti (come Unix e in particolare Linux, come Apache, eccetera). Questo permette, fra l&#8217;altro, di avere una buona funzionalit\u00e0\u00a0 con macchine meno potenti e meno costose. <\/li>\n<li>Usare l&#8217;opensource come &#8220;chiave di volta&#8221; didattica<br \/>Le &#8220;soluzioni aperte&#8221; (nella definizione pi\u00f9 estesa del concetto) sono anche una &#8220;piattaforma didattica&#8221; per l&#8217;insegnamento, la formazione, l&#8217;apprendimento e l&#8217;approfondimento di qualsiasi materia &#8211; che sia arte o letteratura, storia o filosofia, fisica o scienze, diritto o economia. L&#8217;informatica e la telematica non dovrebbero essere concepite come un settore didattico separato, ma come strumenti al servizio di tutte le discipline e di ogni forma di sviluppo cognitivo e culturale.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Sintesi della relazione presentata per ALCEI al convegno AICA &#8220;Conoscere per Scegliere promuovere una cultura del software&#8221; &#8211; Milano, 18 aprile 2002) Il ruolo fondamentale nella scuola nel definire una cultura &#8220;\u201c soprattutto umana &#8220;\u201c nell&#8217;uso dei sistemi di informazione e comunicazione Il tema che va genericamente sotto il nome di &#8220;opensource&#8221;\u009d o &#8220;software libero&#8221;\u009d&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.alcei.it\/?p=127\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Libert\u00e0\u00a0, trasparenza e compatibilit\u00e0\u00a0: non \u00e8 solo un problema di software<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false},"categories":[4,7],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/127"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=127"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/127\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=127"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=127"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alcei.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=127"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}