Comunicato ALCEI del 28 gennaio 1999
Il problema e’ grave e sta peggiorando. C’e’ una soluzione: sistemi aperti, trasparenti e compatibili in tutti i servizi pubblici. Occorre una decisione chiara delle autorita’ italiane ed europee.
L’uso delle tecnologie informatiche e telematiche non riguarda soltanto particolari settori ma diventa sempre piu’ un elemento portante di tutte le attivita’ economiche, culturali e sociali. Garantirne un uso libero ed efficiente e’ percio’ una necessita’ fondamentale della societa’ civile.
La meditata opinione di ALCEI E’ che ci sia un problema grave: l’asservimento dell’intero sistema di comunicazione, pubblica e privata, nel nostro Paese (come in tutto il mondo) a sistemi chiusi e non verificabili, governati da interessi privati che esercitano un controllo monopolistico – e che per di pia’¹ risiedono fuori dai nostri confini e non sono governati dalle nostre leggi.
Cio’ puo’ avere conseguenze molto negative per la nostra economia, per la nostra cultura e per la liberta’ di opinione e di dialogo, pubblico e privato, nel nostro Paese.
Il problema E’ complesso e riguarda tutte le tecnologie impiegate, siano software (programmi, protocolli, linguaggi) o hardware (computer e altre attrezzature). Ma un passo sostanziale verso la soluzione puo’ essere fatto con una soluzione semplice. Proponiamo una norma che stabilisca due inderogabili criteri:
1. Che i servizi di pubblica utilita’ usino programmi informatici e telematici totalmente trasparenti e aperti: cioE’ di cui sia noto e liberamente modificabile il “codice sorgente”.