Comunicato ALCEI del 17 luglio 2009

Ancora una volta il diritto d’autore
è la scusa per violare i diritti dei cittadini

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Comunicato ALCEI del 18 agosto 2009

Ancora silenzio del Garante dei dati personali sul caso Pirate Bay

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Comunicato del 9 marzo 2009

Nuove proposte di legge della maggioranza
scardinano i principi del diritto
e concentrano nelle mani dell’ esecutivo poteri
fino ad ora di competenza della magistratura

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Comunicato ALCEI del 26 gennaio 2009

Una proposta di legge preparata dalla SIAE, con la scusa di “proteggere gli autori”, uccide la cultura e aumenta i privilegi per i padroni delle idee

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Proposta di legge Barbareschi sulla diffusione telematica delle opere dell’ingegno

N.B. Questa proposta di legge non è attribuibile alla SIAE, ma all‘On. Luca Barbareschi (FI)

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Comunicato ALCEI del 7 ottobre 2008

Caso Piratebay. Il tribunale del riesame di Bergamo annulla il sequestro ma fissa dei principi di diritto pericolosi per i diritti civili

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Una segnalazione inviata al Garante per i dati personali sul caso “piratebay”

Questa è la segnalazione inviata al Garante per la protezione dei dati personali, a seguito delle notizie diffuse sul caso di intercettazione delle richieste di accesso degli utenti a un sito “sequestrato” dal Giudice per le indagini preliminari di Bergamo, che ha interpretato la nozione di “sequestro” in modo estremamente ampio e fortemente discutibile. Il risultato pratico è una seria minaccia per i diritti di cittadini e imprese del tutto estranei alle indagini.

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Comunicato ALCEI del 4 aprile 2007

Direttiva IPRED 2. Un chiarimento sulla posizione di ALCEI

Sulla prossima approvazione della direttiva IPRED 2 – che inasprisce le gia’ pesanti leve giudiziarie a favore delle lobby della proprieta’ intellettuale – si e’ aperto, in rete, un esteso dibattito.
ALCEI, tuttavia, vuole precisare che non ha sottoscritto alcuna “petizione”, o dato appoggio ad altre iniziative, come erroneamente affermato in alcuni siti internet.

Comunicato ALCEI del 5 luglio 2006

 

Non contente del famigerato Patto di San Remo, le major dell’audiovisivo chiedono di fare ancora peggio: data retention e distacco immediato degli abbonamenti internet. Senza nemmeno il controllo di un magistrato. 

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Giornata di studi sul Trusted Computing

 

Il 12 maggio 2006 ALCEI ha partecipato alla giornata di studi sul Trusted Computing organizzata dal Dipartimento di Informatica e Comunicazione e dal Dipartimento di Scienze dell’Informazione dell’università di Milano. 

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Comunicato del 17 febbraio 2006

Approvato in gran segreto il recepimento della direttiva 2004/48. Ennesimo ampliamento dei poteri delle major dell’audiovisivo.
Con la scusa del recepimento della (“discutibile”) direttiva 2004/48, (a cui si aggiunge la “direttiva Frattini” prossima ventura) le major dell’audiovisivo tentano di aggravare le responsabilità dei provider e mettono a rischio la libertà della rete.
E’ di questi giorni la notizia dell’imminente approvazione di un decreto legislativo che “recepisce” la direttiva 2004/48/CE (l’ennesimo provvedimento comunitario che si occupa di “protezione della proprietà intellettuale”).
La direttiva in questione consente agli Stati membri di garantire ai titolari dei diritti di proprietà intellettuale “leve giudiziarie” ancora più vessatorie e aggressive di quelle – già esageratamente invasive – messe a disposizione dalla legge italiana.
E’ evidente che questo provvedimento non ha alcun carattere di urgenza. E’ sintomatico che a Camere sciolte si ricorra a un iter straordinario di delega al governo per produrre una norma infestata di discutibili interpretazioni e di intenzionali distorsioni lessicali.
Grazie all’ambiguità nella definizione di concetti fondamentali (come per esempio l’equiparazione fra “proprietà intellettuale” – cioè il diritto d’autore – e la “proprietà industriale” – cioè marchi e brevetti; o la vaga definizione di “intermediario” che presta servizi a chi viola i diritti di proprietà intellettuale) la direttiva ha consentito al legislatore italiano (debitamente “ispirato”) di stravolgere ulteriormente un testo già di per sè estremamente sbilanciato in favore degli interessi dei “soliti noti”. Il risultato pratico è che il decreto legislativo contiene alcune norme che pur non esplicitamente rivolte all’internet, sono – palesemente – concepite per essere applicate a provider e utenti. Dal che si deduce chiaramente che l’obiettivo del decreto legislativo è quello di colpire gli ISP mettendoli nelle condizioni di dover “immolare” i propri utenti per non subire pesanti richieste di risarcimento.
L’obiettivo in questione è perseguito con tutte le armi del “maneggio” politico. Da strumentali “errori di traduzione”, all’uso di definizioni volutamente vaghe, all’ampliamento non autorizzato del campo di applicazione della direttiva per finire con la “dimenticanza” di quelle parti della direttiva che impongono doveri e responsabilità ai “titolari” dei diritti.

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Comunicato ALCEI del 4 novembre 2005

Una denuncia di ALCEI
Nella frenesia dei tentativi
di impedire la riproduzione di musica,
la Sony BMG Entertainement
diffonde software pericolosi.

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Documento del 04 novembre 2005

Questo e’ il testo dell’esposto presentato da ALCEI
in relazione all’abuso di DRM da parte di
Sony BMG Music Entertainment

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Comunicato del 12 ottobre 2005

Bloccate le audizioni
per la riforma della legge sul diritto d’autore

Con giustificazioni formali palesemente non accettabili,
la Presidenza del consiglio dei ministri
pone fine al tentativo di dare un volto umano
alla legge sul diritto d’autore

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Documento del 22 marzo 2005

Analisi dei contenuti del Decreto Urbani sulla criminalizzazione del Peer-to-Peer
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Documento del 21 maggio 2004

Analisi dei contenuti della Legge 21 maggio 2004 n.128
Sintesi
Il 31 maggio 2004 è stato annunciato un nuovo intervento legislativo che (si dice) modifica la L.128/04 (che attua il “decreto Urbani”) per eliminarne alcuni dei più palesi errori  – e per tentare di “placare” le estese proteste suscitate da quelle disposizioni.  Se e come questa ennesima “pezza” modificherà la giungla normativa si potrà capire solo dopo che il testo sarà stato pubblicato (e dopo l’iter parlamentare di una sua eventuale definitiva conversione in legge).  E’, comunque, forte, la sensazione che l’annunciata modifica serva soltanto a soddisfare gli interessi delle major escluse, piuttosto che a correggere, come sembra illudersi l’opposizione, le storture di principio della legge.

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Comunicato ALCEI del 15 marzo 2004

Chi copia una musica, un film o un software deve essere trattato come un terrorista?

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Documento del 20 novembre 2003

Risposta dell’Antitrust alla segnalazione inviata il 09/01/02

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Documento del 9 gennaio 2002

Contro le ingiuste limitazioni dei diritti degli utenti DVD

Stampare, firmare, spedire – 09/01/02

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Comunicato ALCEI del 25 luglio 2000

Va di male in peggio la legislazione italiana sul "diritto d’autore”"
Schedature, “pentiti” e sequestri di computer contro chi copia software. La futura legge sul diritto d’autore tratta chi usa programmi non licenziati allo stesso modo dei trafficanti di droga.

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Documento del 15 marzo 1999

Diritti d’autore e sequestri di computer
L’ambito di applicazione dell’art.171 bis lda
A seguito dell’emanazione del d.lgs. 518/92 che recepisce la direttiva europea 250/91, il software e’ considerato “opera dell’ingegno” e quindi assoggettato alla legge sul diritto d’autore (lda). Siccome le opere dell’ingegno godono anche di una tutela penale e dato che sono state previste delle sanzioni penali per i casi di duplicazione abusiva.

L’attuale formulazione dell’articolo nell’art.171 bis l.d.a. punisce
“Chiunque abusivamente duplica a fini di lucro, programmi per elaboratore, o, ai medesimi fini e sapendo o avendo motivo di sapere che si tratta di copie non autorizzate, importa, distribuisce, vende, detiene a scopo commerciale, o concede in locazione i medesimi programmi.”

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Comunicato ALCEI del 15 marzo 1999

Modifiche ingiuste e incivili alla legge sul diritto d’autore
E’ in discussione in Parlamento una modifica della legge 633/41 (“Legge sul diritto d’autore”) che inasprisce gravemente il contenuto delle norme vigenti.

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Documento del 1 marzo 1999

Far crescere la rete al servizio dei cittadini – Intervento di ALCEI al convegno “Internet: i diritti telematici”
Vorremmo prima di tutto ringraziare gli organizzatori di questo convegno per il fatto di averlo voluto e per la chiara intenzione di vedere la rete nella sua realtà e nei suoi valori, come uno strumento per la società civile, per l’economia, per la cultura, anziché (come troppo spesso accade) come una specie di “oggetto estraneo” da reprimere, controllare, censurare prima ancora di averne capito la natura e le potenzialità.

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