Comunicato ALCEI del 17 luglio 2009
Ancora una volta il diritto d’autore
è la scusa per violare i diritti dei cittadini
Ancora una volta il diritto d’autore
è la scusa per violare i diritti dei cittadini
Ancora silenzio del Garante dei dati personali sul caso Pirate Bay
Nuove proposte di legge della maggioranza
scardinano i principi del diritto
e concentrano nelle mani dell’ esecutivo poteri
fino ad ora di competenza della magistratura
Una proposta di legge preparata dalla SIAE, con la scusa di “proteggere gli autori”, uccide la cultura e aumenta i privilegi per i padroni delle idee
N.B. Questa proposta di legge non è attribuibile alla SIAE, ma all‘On. Luca Barbareschi (FI)
Questa è la segnalazione inviata al Garante per la protezione dei dati personali, a seguito delle notizie diffuse sul caso di intercettazione delle richieste di accesso degli utenti a un sito “sequestrato” dal Giudice per le indagini preliminari di Bergamo, che ha interpretato la nozione di “sequestro” in modo estremamente ampio e fortemente discutibile. Il risultato pratico è una seria minaccia per i diritti di cittadini e imprese del tutto estranei alle indagini.
Non contente del famigerato Patto di San Remo, le major dell’audiovisivo chiedono di fare ancora peggio: data retention e distacco immediato degli abbonamenti internet. Senza nemmeno il controllo di un magistrato.
Il 12 maggio 2006 ALCEI ha partecipato alla giornata di studi sul Trusted Computing organizzata dal Dipartimento di Informatica e Comunicazione e dal Dipartimento di Scienze dell’Informazione dell’università di Milano.
Analisi dei contenuti della Legge 21 maggio 2004 n.128
Sintesi
Il 31 maggio 2004 è stato annunciato un nuovo intervento legislativo che (si dice) modifica la L.128/04 (che attua il “decreto Urbani”) per eliminarne alcuni dei più palesi errori – e per tentare di “placare” le estese proteste suscitate da quelle disposizioni. Se e come questa ennesima “pezza” modificherà la giungla normativa si potrà capire solo dopo che il testo sarà stato pubblicato (e dopo l’iter parlamentare di una sua eventuale definitiva conversione in legge). E’, comunque, forte, la sensazione che l’annunciata modifica serva soltanto a soddisfare gli interessi delle major escluse, piuttosto che a correggere, come sembra illudersi l’opposizione, le storture di principio della legge.
Chi copia una musica, un film o un software deve essere trattato come un terrorista?
Risposta dell’Antitrust alla segnalazione inviata il 09/01/02
Contro le ingiuste limitazioni dei diritti degli utenti DVD
Stampare, firmare, spedire – 09/01/02
Va di male in peggio la legislazione italiana sul "diritto d’autore”"
Schedature, “pentiti” e sequestri di computer contro chi copia software. La futura legge sul diritto d’autore tratta chi usa programmi non licenziati allo stesso modo dei trafficanti di droga.
Diritti d’autore e sequestri di computer
L’ambito di applicazione dell’art.171 bis lda
A seguito dell’emanazione del d.lgs. 518/92 che recepisce la direttiva europea 250/91, il software e’ considerato “opera dell’ingegno” e quindi assoggettato alla legge sul diritto d’autore (lda). Siccome le opere dell’ingegno godono anche di una tutela penale e dato che sono state previste delle sanzioni penali per i casi di duplicazione abusiva.
L’attuale formulazione dell’articolo nell’art.171 bis l.d.a. punisce
“Chiunque abusivamente duplica a fini di lucro, programmi per elaboratore, o, ai medesimi fini e sapendo o avendo motivo di sapere che si tratta di copie non autorizzate, importa, distribuisce, vende, detiene a scopo commerciale, o concede in locazione i medesimi programmi.”
Modifiche ingiuste e incivili alla legge sul diritto d’autore
E’ in discussione in Parlamento una modifica della legge 633/41 (“Legge sul diritto d’autore”) che inasprisce gravemente il contenuto delle norme vigenti.
Far crescere la rete al servizio dei cittadini – Intervento di ALCEI al convegno “Internet: i diritti telematici”
Vorremmo prima di tutto ringraziare gli organizzatori di questo convegno per il fatto di averlo voluto e per la chiara intenzione di vedere la rete nella sua realtà e nei suoi valori, come uno strumento per la società civile, per l’economia, per la cultura, anziché (come troppo spesso accade) come una specie di “oggetto estraneo” da reprimere, controllare, censurare prima ancora di averne capito la natura e le potenzialità.