Comunicati
Nuove proposte di legge della maggioranza
scardinano i principi del diritto
e concentrano nelle mani dell’ esecutivo poteri
fino ad ora di competenza della magistratura
Una proposta di legge preparata dalla SIAE, con la scusa di “proteggere gli autori”, uccide la cultura e aumenta i privilegi per i padroni delle idee
Proposta di legge Barbareschi sulla diffusione telematica delle opere dell’ingegno
N.B. Questa proposta di legge non è attribuibile alla SIAE, ma all‘On. Luca Barbareschi (FI)
Stupida legge, perversa sentenza
Un articolo di Giancarlo Livraghi, pubblicato su Gandalf.it, e disponibile anche in Inglesecommenta la vicenda del sito informativo chiuso a seguito di una condanna per stampa clandestina.
Una segnalazione inviata al Garante per i dati personali sul caso “piratebay”
Questa è la segnalazione inviata al Garante per la protezione dei dati personali, a seguito delle notizie diffuse sul caso di intercettazione delle richieste di accesso degli utenti a un sito “sequestrato” dal Giudice per le indagini preliminari di Bergamo, che ha interpretato la nozione di “sequestro” in modo estremamente ampio e fortemente discutibile. Il risultato pratico è una seria minaccia per i diritti di cittadini e imprese del tutto estranei alle indagini.
IBLC 2008 – DNA e indagini giudiziarie
Milano, 8 aprile 2008 Palazzo Stelline Sala Porta – Corso Magenta, 61, Milano (MI) – ore 14,00 – 18,15.
In un disegno di legge governativo
di nuovo pretesti e ambiguitÃ
per mascherare la censura di Stato
Una “raccomandazione” del Consiglio d’Europa mette in pericolo la libertà di espressione.
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Un comunicato di EDRI del 10 ottobre 2007sulla Council of Europe Recommendation sul tema “promuovere la libertà di espressione e informazione nel nuovo ambiente di informazione e comunicazioneâ€
EDRI (Digital Civil Rights Europe), la federazione europea di associazioni per i diritti civili e la libertà di opinione e comunicazione, il 10 ottobre 2007 ha diffuso un comunicato in cui esprime la sua preoccupazione per una dichiarazione del Consiglio d’Europa sul tema “promoting freedom of expression and information in the new information and communications environmentâ€, che rischia di avere un effetto opposto a quello dichiarato. Questa preoccupazione è condivisa da numerose associazioni, in Europa e altrove.Â
Sulla prossima approvazione della direttiva IPRED 2 – che inasprisce le gia’ pesanti leve giudiziarie a favore delle lobby della proprieta’ intellettuale – si e’ aperto, in rete, un esteso dibattito.
ALCEI, tuttavia, vuole precisare che non ha sottoscritto alcuna “petizione”, o dato appoggio ad altre iniziative, come erroneamente affermato in alcuni siti internet.
Il 2007 si apre con un provvedimento che conferma la linea repressiva e censoria, più volte denunciata da ALCEI già da molti anni (vedi, fra i più recenti, i comunicati del 13 febbraio 2006 e del 28 febbraio 2006),che oggi più che mai sta interessando l’attività del Legislatore e della magistratura. Stavolta si tratta in massima parte di applicazioni della legge 38/06,che ha modificato la legge 269/98 (Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù), e, in particolare, grazie ad un Decreto Ministeriale a firma del ministro Gentiloni, dovrà essere istituito da parte del ministero degli Interni il “Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia” a cui saranno affidati compiti di raccolta delle “segnalazioni provenienti anche dagli organi di polizia stranieri e da soggetti pubblici e privati impegnati nella lotta alla pornografia minorile, riguardanti siti che diffondono materiale concernente l’utilizzo sessuale dei minori avvalendosi della rete internet e di altre reti di comunicazioni, nonchè i gestori e gli eventuali beneficiari dei relativi pagamenti”. Il Centro nazionale dovrÃ
tenere e aggiornare l’elenco dei siti contenente materiale pedopornografico e trasmettere tutti i dati ai provider i quali, a loro volta, dovranno rimuovere la pagine web incriminate entro 6 ore dalla ricezione della comunicazione.
L’esperienza ha ampiamente dimostrato come questo genere di provvedimenti sia inefficace nella “protezione dei minori”, nella prevenzione o repressione delle violenze, eccetera, mentre apre la strada a ogni sorta di censure, divieti e invasività che si possono applicare indiscriminatamente a ogni specie di informazione od opinione “sgradita”.
Non si ha ancora notizia delle modalità tecniche mediante le quali i provider dovranno realizzare questo “filtraggio”, ma tutto ciò che si può sapere finora tende a confermare che, purtroppo, nulla è cambiato – anzi la situazione tende a peggiorare.
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Non contente del famigerato Patto di San Remo, le major dell’audiovisivo chiedono di fare ancora peggio: data retention e distacco immediato degli abbonamenti internet. Senza nemmeno il controllo di un magistrato.Â
Attuato l’art. 536 della legge finanziaria 2005. Con la scusa di combattere il gambling online, l’internet italiana è “intercettata” per legge ma senza il controllo del magistrato.
Con la scusa del recepimento della (“discutibileâ€) direttiva 2004/48, (a cui si aggiunge la “direttiva Frattini” prossima ventura) le major dell’audiovisivo tentano di aggravare le responsabilità dei provider e mettono a rischio la libertà della rete.
La direttiva in questione consente agli Stati membri di garantire ai titolari dei diritti di proprietà intellettuale “leve giudiziarie†ancora più vessatorie e aggressive di quelle – già esageratamente invasive – messe a disposizione dalla legge italiana.
E’ evidente che questo provvedimento non ha alcun carattere di urgenza. E’ sintomatico che a Camere sciolte si ricorra a un iter straordinario di delega al governo per produrre una norma infestata di discutibili interpretazioni e di intenzionali distorsioni lessicali.
Grazie all’ambiguità nella definizione di concetti fondamentali (come per esempio l’equiparazione fra “proprietà intellettuale†– cioè il diritto d’autore – e la “proprietà industriale†– cioè marchi e brevetti; o la vaga definizione di “intermediario†che presta servizi a chi viola i diritti di proprietà intellettuale) la direttiva ha consentito al legislatore italiano (debitamente “ispiratoâ€) di stravolgere ulteriormente un testo già di per sè estremamente sbilanciato in favore degli interessi dei “soliti notiâ€. Il risultato pratico è che il decreto legislativo contiene alcune norme che pur non esplicitamente rivolte all’internet, sono – palesemente – concepite per essere applicate a provider e utenti. Dal che si deduce chiaramente che l’obiettivo del decreto legislativo è quello di colpire gli ISP mettendoli nelle condizioni di dover “immolare†i propri utenti per non subire pesanti richieste di risarcimento.
L’obiettivo in questione è perseguito con tutte le armi del “maneggio†politico. Da strumentali “errori di traduzioneâ€, all’uso di definizioni volutamente vaghe, all’ampliamento non autorizzato del campo di applicazione della direttiva per finire con la “dimenticanza†di quelle parti della direttiva che impongono doveri e responsabilità ai “titolari†dei diritti.
Ancora norme incivili
con il pretesto della “protezione di minoriâ€
Nella frenesia dei tentativi
di impedire la riproduzione di musica,
la Sony BMG Entertainement
diffonde software pericolosi.
per la riforma della legge sul diritto d’autore
Con giustificazioni formali palesemente non accettabili,
la Presidenza del consiglio dei ministri
pone fine al tentativo di dare un volto umano
alla legge sul diritto d’autore
Un documento di approfondimento
del comunicato 18 settembre 2005
Repressione dei diritti civili
con il pretesto del terrorismo.
Di nuovo pericolose ambiguitÃ
nelle norme italiane
e nella loro applicazione.
con il pretesto del terrorismo
nelle norme italiane
e nella loro applicazione
Il 21 giugno 2004 è venuto alla luce un fatto preoccupante, che purtroppo è tutt’altro che un caso isolato. Si è scoperto che un server, collocato presso la webfarm di Aruba, è stato sottoposto per un anno (all’insaputa dei suoi proprietari) al controllo della polizia postale, che è in grado di verificare, copiare e conservare tutti i suoi contenuti – nell’ambito di un’indagine che riguarda una sola casella di posta. Il server appartiene dell’associazione Autistici/Inventati – uno dei punti di riferimento telematici dell’opinione antagonista italiana – e i fatti sono riassunti in un suo comunicato stampa.
Comunicato ALCEI del 26 gennaio 2004
Ambiguita’ e pericoli della prevenzione
I difetti del decreto legge italiano sulla “data retention” erano stati segnalato da ALCEI nel suo comunicato del 23 dicembre 2003 – e hanno poi dato luogo a dibattiti e polemiche, anche in ambito internazionale, per problemi di “privacy”. Ma il il tema ha implicazioni molto piu’ ampie, come spiegato nel nuovo documento di ALCEI di cui riassumiamo qui alcuni punti.
Comunicato ALCEI del 23 dicembre 2003
La conservazione indiscriminata del traffico internet non serve ad arrestare i criminali e minaccia la libertà di imprese e cittadini
Un articolo pubblicato a pagina 8 de Il Corriere della sera di oggi, 23 dicembre 2003, annuncia l’emanazione di un provvedimento normativo che imporrà la conservazione per cinque anni del traffico internet.
Comunicato ALCEI del 22 gennaio 2003
La sicurezza non deve diventare un pretesto per la invasività
La sicurezza dei sistemi informatici e telematici è un problema serio che merita un approfondimento meditato e concreto. Non giovano a soluzioni efficaci le notizie allarmistiche, i sensazionalismi e le informazioni sbagliate troppo spesso dilaganti sull’argomento – né le disattenzioni, purtroppo ancora diffuse, alle necessarie cautele.
Comunicato ALCEI del 17 giugno 2002
Rischio privacy per vulnerabilità router Telindus 11xx
Un buco nei router ADSL Telindus serie 11xx permette di aquisire senza nessuna dote particolare di “cracking” le password di accesso ai router della famiglia.
ALCEI interviene presso il Garante dei dati personali per chiarimenti e chiede un tempestivo intervento a riguardo.
Comunicato ALCEI del 25 luglio 2000
Va di male in peggio la legislazione italiana sul "diritto d’autore”"
Schedature, “pentiti” e sequestri di computer contro chi copia software. La futura legge sul diritto d’autore tratta chi usa programmi non licenziati allo stesso modo dei trafficanti di droga.
Comunicato ALCEI del 15 marzo 1999
Modifiche ingiuste e incivili alla legge sul diritto d’autore
E’ in discussione in Parlamento una modifica della legge 633/41 (“Legge sul diritto d’autore”) che inasprisce gravemente il contenuto delle norme vigenti.
Comunicato ALCEI del 15 febbraio 1999
Echelon: reazione tardive delle istituzioni pubbliche
Nei giorni scorsi i mezzi di informazione hanno dato ampio risalto alla denuncia proveniente da organi istituzionali relativa al progetto Echelon, un sistema di intercettazione delle comunicazioni su scala mondiale realizzato dagli Stati Uniti in collaborazione con la Gran Bretagna, l’Australia e la Nuova Zelanda. Una delle proprietà rilevanti di questo sistema è la sua capacità di intercettare una comunicazione in base ai suoi contenuti, indipendentemente dall’indentità di chi la trasmette o la riceve.
Comunicato ALCEI del 28 gennaio 1999
E’ compito delle istituzioni pubbliche liberarci dalla schiavitù elettronica
Il problema è grave e sta peggiorando. C’è una soluzione: sistemi aperti, trasparenti e compatibili in tutti i servizi pubblici. Occorre una decisione chiara delle autorità italiane ed europee.
Comunicato ALCEI del 15 novembre 1998
Il ritorno di ALCEI
ALCEI (Electronic Frontiers Italy) è la libera associazione di cittadini che ha per scopo la difesa della libertà di opinione, lo sviluppo culturale della comunicazione interattiva, l’affermazione dei diritti del "cittadino elettronico".
Comunicato ALCEI del 13 ottobre1998
SEQUESTRI DI COMPUTER: preoccupante orientamento del Tribunale penale di Brescia
Le segnalazioni dei giorni precedenti relative ad alcuni crackdown in corso hanno trovato conferma.
Comunicato ALCEI del 28 giugno 1998
Sequestrato un server per un presunto messaggio diffamatorio
Apprendiamo con preoccupazione, sorpresa e indignazione la notizia del sequestro, avvenuto a Bologna il 27 giugno 1998, del server internet di Isole nella Rete (un’associazione no-profit che fornisce spazio e comunicazione a centri sociali, organizzazioni e radio di movimento, associazioni di volontariato sociale) su ordine del Procuratore della Repubblica presso la Pretura di Vicenza, dott. Paolo Pecori, a causa della presenza su quel sito di un messaggio che qualcuno considera diffamatorio.
Comunicato ALCEI del 27 maggio 1997
Internet: strumento potente per educatori consapevoli
ALCEI ha per fine la tutela e la difesa di chi vuole utilizzare la rete per comunicare in piena libertà le sue opinioni senza mai essere sottoposto ad alcun genere di censura. Ma comprende che nella convivenza civile la libertà dei singoli può e deve trovare un limite là dove si rischia di recare offesa ai diritti di altri, ed in particolare di chi è più indifeso. Per questo condivide la necessità che si evitino in tutti i modi fatti e comportamenti che possano costituire violenza contro i minori o grave turbamento per loro e per le loro famiglie.
Comunicato ALCEI del 8 aprile 1997
Una legge strana, più che speciale
ALCEI, nel comunicato stampa diffuso oggi, prende posizione contro un passo specifico della proposta di legge per la repressione dei reati legati alla pornografia minorile, in discussione in questi giorni. Passo, a nostro avviso, allarmante e indicativo del clima di pregiudizio che accompagna la diffusione delle nuove forme di comunicazione elettronica.
Comunicato ALCEI del 2 aprile 1997
Zucconi & zucconi
Il 28 marzo su RAI UNO nel corso del rotocalco TV7 è stato trasmesso l’ennesimo servizio su INTERNET. Ancora una volta si è trattato di un’accozzaglia di imprecisioni e luoghi comuni di inesitente contenuto informativo.
Comunicato ALCEI del 27 marzo 1997
Lettera di Alcei al Ministero delle PP.TT.
Questo è il testo che ALCEI ha inviato il 20 marzo ai funzionari del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni in seguito all’incontro del 18 marzo con il Ministro MACCANICO ed i Sottosegretari LAURIA e VITA.
Comunicato ALCEI del 30 gennaio 1997
“Questo matrimonio non s’ha da fare”(anzi, va smembrata la sposa)
Quale sinistro Don Rodrigo, che si nasconde sotto il nome di ALCEI, fa una così crudele proposta?
Comunicato ALCEI del 5 giugno 1996
ADN KRONOS e Falange Armata
Un anno fa vi fu un grande clamore intorno alla presunta aggressione telematica ai danni dell’agenzia ADN Kronos e che, alla luce dei fatti, si era poi rivelato essere un episodio privo di consistenza. Tra l’altro, in quell’occasione, nessuno si era preoccupato di rendere note all’opinione pubblica le conclusioni degli inquirenti. Adesso giunge la notizia dell’individuazione di “IceMc”, uno studente di diciassette anni, quale presunto responsabile di una serie imprecisata di accessi abusivi perpetrati in punti isolati e mal protetti delle reti telematiche
Un fax sulla “disinformazione”
mandato da ALCEI all’Espresso (ed in seguito distribuito in rete e ad altri giornali)
Comunicato ALCEI del 9 giugno 1995
Siamo l’umanità di Internet, non fateci passare per mostri
Un appello ai giornalisti della stampa, della televisione e della radio e a tutti coloro che “fanno opinione”
Comunicato ALCEI del 12 maggio 1995
Repressione della libertà di comunicazione in U.S.A., Francia, Germania siamo “immuni” in Italia?
Le attività repressive e di censura, perverse quanto inutili, sulle reti telematiche negli Stati Uniti, in Francia e in Germania sono un fenomeno molto preoccupante. E’ necessario informare e mobilitare l’opinione pubblica prima che il contagio si estenda anche all’Italia o all’Unione Europea.
ALCEI (l’associazione per la libertà nella comunicazione elettronica interattiva) sta da tempo segnalando il pericolo rappresentato dai tentativi di repressione nei confronti delle reti telematiche e il rischio che il tristemente famoso “Decency Act” americano trovi imitatori in Europa.
Comunicato ALCEI del 10 aprile 1995
La legge é giusta, ma va corretta per evitare rischi di repressione
ALCEI (l’associazione per la difesa della libertà nella comunicazione elettronica) chiede che nella legge vengano introdotte le modifiche necessarie per evitare impedimenti alla libera espressione e scambio di idee ed informazioni.
Comunicato ALCEI del 31 marzo 1995
"Centinaia di innocenti legati, bendati e imbavagliati dalla polizia"
Dove avvengono, queste cose? Non in un remoto regime schiavista. Ma nella libera, civile, democratica Italia: ogni volta che si indaga su qualcuno che usa un computer.
Comunicato ALCEI del 3 settembre 1994
Nasce l’Associazione per i diritti del cittadino elettronico: un appuntamento per gli operatori dell’informazione
Abbiamo deciso di tutelare e sviluppare un diritto nuovo, un diritto ancora debole. Un diritto di libertà . Abbiamo deciso di farlo in prima persona. Il 27 luglio è nata a Milano
Comunicato ALCEI del 31 agosto 1994
E’ nata l’Associazione per i “Cittadini Elettronici”
Mai pensato che il nostro computer potrebbe aver problemi di libertà ? E il nostro modem voglia di riservatezza?
Eppure ne hanno, cioeè: li abbiamo noi. Quasi senza accorgercene, leggendo e scrivendo messaggi, usando forme nuove di comunicazione, siamo diventati un’altra cosa. Siamo “cittadini elettronici”. Ma “quanto” siamo liberi? Quanto abbiamo già “regole” adeguate alla novità che viviamo e rappresentiamo?





