Documento del 23 gennaio 1999

Osservazioni e fonti di approfondimento sul tema "liberarci dalla schiavitù elettronica"

(Allegato al Comunicato ALCEI del 28 gennaio 1999)
Tecnologie, trasparenza e compatibilità
La struttura e l’evoluzione delle tecnologie possono essere molto complesse. Non è questa la sede per entrare nei dettagli, ma ci sembra necessario inquadrare alcuni aspetti fondamentali.

Non tutte le tecnologie rilevanti nell’informatica, e specialmente nella telematica, sono “programmi”. Anche se possono rientrare nel concetto generale di software, possono essere cose di natura diversa, come “linguaggi” o “protocolli”. Per questi non si pone il problema del “codice sorgente”, perché non contengono parti o funzioni inaccessibili o inesplorabili; ma ciò nonostante possono sorgere problemi di trasparenza e di compatibilità.

Per esempio cose semplici, come il linguaggio HTML (usato nell’oggi diffusissimo sistema World Wide Web) si sono progressivamente complicate fino al punto che non tutte le pagine sono leggibili con tutti i browser e non tutti i siti sono utilizzabili se non con complessità che richiedono l’uso di software ad hoc. Ci sembra assai discutibile questo percorso anche nell’uso privato, dove tuttavia non può essere condizionata la libertà di ciascuno di gestire come vuole la sua comunicazione; ma in relazione ai principi generali espressi nel nostro comunicato crediamo che nel caso della Pubblica Amministrazione e di tutti i servizi di pubblica utilità debba essere sempre garantita, indipendentemente dal tipo di tecnologia utilizzata, la totale trasparenza e compatibilità.

È importante, inoltre, garantire ai cittadini la massima libertà possibile di accesso alle informazioni, senza costringerli a usare tecnologie costose o inutilmente complesse.

Inoltre non si tratta solo di software, ma anche di hardware, perché elementi di incompatibilità possono esistere anche nel hardware, cioè nella struttura dei computer e perfino dei processori.

In questo quadro, può accadere che neppure la disponibilità del codice sorgente sia una sufficiente garanzia nel caso di programmi particolarmente complessi e difficilmente analizzabili; il concetto di trasparenza e compatibilità può, in pratica, andare anche oltre questa specifica esigenza tecnica.

Insomma ogni ostacolo alla compatibilità e alla trasparenza deve essere evitato o rimosso, indipendentemente dal tipo di tecnologia, strumento o applicazione in cui possa trovarsi.

Monopoli e ostacoli alla libertà
Il tema che stiamo trattando è diverso da quello, molto dibattuto e certamente rilevante, delle concentrazioni e dei monopoli. Anche se ovviamente c’è qualche attinenza fra le due prospettive.

Vorremmo qui ribadire che siamo contrari a ogni forma di monopolio o restrizione della concorrenza, sia che si tratti di software o di telecomunicazioni.

Nell’area del software sono particolarmente rilevanti i problemi causati dal monopolio Microsoft. Vedi le varie azioni “antitrust” in corso negli Stati Uniti; e in Italia il ricorso presentato il 20 ottobre 1998 all’Autorità garante della concorrenza e del mercato dal capitolo italiano della IACT International Alliance for Compatible Technology. Siamo solidali con queste iniziative, anche se restiamo convinti che anche la rottura del monopolio non sarebbe una soluzione sufficiente se al monopolio di uno si sostituisse l’oligopolio di pochi. Solo una totale apertura, trasparenza e compatibilità può consentire la necessaria libertà di mercato e le fondamentali libertà di opinione, di informazione e di dialogo.

Occorre del resto altrettanta sorveglianza ed incisività nel contrastare i danni già oggi provocati da posizioni monopolistiche, oligopolistiche o “dominanti” nel campo delle telecomunicazioni, come le molte inaccettabili situazioni create in molti paesi europei, e in particolare in Italia, dalle pratiche e comportamenti di quelle compagnie che ormai è restrittivo chiamare “telefoniche”; nel nostro caso soprattutto, ma non solo, Telecom Italia. Di questo problema la nostra associazione si sta occupando, e continuerà a occuparsi, anche indipendentemente dal tema di cui stiamo trattando in questo documento.

Ciò che c i sembra importante ribadire è che concentrazioni e “posizioni dominanti” non sono soltanto un ostacolo alla libertà del mercato ma, quando si tratta di sistemi di comunicazione di ogni genere e specie, una restrizione inaccettabile della libertà di informazione, opinione e comunicazione di tutti i cittadini.

Non solo due sistemi
La nostra posizione non è e non vuole essere riferita a specifici sistemi operativi. È fin troppo evidente che oggi il mondo del software vede contrapposti due protagonisti di due impostazioni radicalmente diverse; ci sembra perciò necessario, per chiarezza, dedicare qualche parola a questa ampiamente dibattuta situazione. Nell’area dei “personal computer” (se si escludono sistemi di limitata diffusione, come Apple) si tratta di Windows (Microsoft) e Linux.

La crescita dei sistemi Unix freeware (o più precisamente general pubblic license) come Linux ha finora intaccato solo marginalmente il dominio di sistemi chiusi e non trasparenti come le varie versioni di Windows della Microsoft. Ma si sta sempre più diffondendo, anche la percezione del fatto che le soluzioni freeware sono molto spesso più efficienti di quelle più diffusamente in uso.

Su questo interessante tema offriamo, alla fine di questo documento, una serie di indirizzi web dove si trova ampia documentazione.

Vediamo, ovviamente, con simpatia la crescita di Linux e in generale dei sistemi operativi aperti e trasparenti; e anche le aperture da parte di alcune imprese private, per esempio Netscape che ha deciso difendere pubblicamente dispon ibili i “codici sorgenti” del suo browser a partire dalla versione 4. Ma questi sviluppi, per quanto importanti, sono solo una parte della soluzione.

Non sono privi di interesse anche gli sviluppi nell’uso di soluzioni che favoriscono la semplicità strutturale e la compatibilità, come le tecnologie a “oggetti” di cui la più nota è Java della Sun. Ma anche questa non la “pietra filosofale”, non è la definitiva né l’unica soluzione. È solo uno dei molti sistemi, esistenti oggi o che si potranno sviluppare domani, che possono più o meno utilmente contribuire a una soluzione più generale e sostanziale come quella che stiamo proponendo: trasparenza e compatibilità totale e accessibile a tutti.

È interessante notare che le tecnologie aperte e liberamente disponibili (in particolare Linux) stanno ottenendo una sempre più diffusa attenzione, non più solo in ambienti tecnicamente esperti ma anche nei grandi mezzi di informazione e da parte del mondo delle imprese. Sono sempre più frequenti i casi di grandi imprese internazionali dell’informatica che “prendono le distanze” dai sistemi proprietari e aprono un dialogo sempre più attento con chi sviluppa e distribuisce sistemi aperti.

I problemi della Pubblica Amministrazione
Non ci proponiamo di entrare nel complesso problema della Pubblica Amministrazione, nel nostro Paese e in Europa. Ci rendiamo conto delle molteplici difficoltà e delle differenze che esistono nelle esigenze e nei modelli di sviluppo tecnologico e amministrativo dei vari settori della Pubblica Amministrazione; per non parlare dei molti altri servizi di pubblica utilità che non sono direttamente gestiti dallo Stato, dalle amministrazioni regionali e locali o da altre funzioni pubbliche.

Le applicazioni pratiche possono essere complesse, ma la sostanza dei princìpi è semplice. In quelle parti della Pubblica Amministrazione (o in generale dei servizi di pubblica utilità) dove finora si usano sistemi aperti, compatibili e trasparenti ci sembra importante evitare che l’innovazione porti verso sistemi chiusi e incompatibili (il che, giova ripetere, non è affatto necessario). Laddove invece siano già state introdotte tecnologie, sistemi o linguaggi non compatibili, l’inversione di percorso può sembrare difficile; ma pur con necessari tempi tecnici crediamo che si debba procedere decisamente verso soluzioni più aperte ed efficienti.

Le complessità tecniche sono spesso più apparenti che reali; causate non da esigenze concrete ma dall’abitudine (o dall’accettazione acritica e passiva ci ciò che sembra “convenzionale”). Le soluzioni esistono, o possono essere sviluppate senza grandi difficoltà. Ciò che occorre è soprattutto la volontà politica di risolvere i problemi e adottare soluzioni efficienti, compatibili e trasparenti. Ogni passo compiuto oggi nella direzione sbagliata non può far altro che creare complicazioni e difficoltà assai maggiori in futuro.

In alcuni paesi questo problema è già stato affrontato con rigore. Per esempio Israele non ha accettato per l’amministrazione pubblica il sistema Windows, benché fossero stati forniti i sorgenti; perché la complessità del sistema è tale da non permettere di rendere comprensibile ciò che il software fa e da consentire la presenza di funzioni “occulte” che talvolta possono essere più o meno innocenti (per esempio giochi) ma in altri possono avere caratteristiche pericolosamente intrusive.

Un’occasione per imprese e professionisti italiani
Il nostro obiettivo non è creare una situazione di “protezionismo” o di art ificiale favore per le imprese italiane di tecnologia o per i nostri programmatori e professionisti informatici. Comprendiamo che il mercato deve rimanere aperto a tutti e che non si possono, né si devono, mettere limiti alla libera concorrenza.

Ma se si rimuovono gli ostacoli oggi esistenti alla libertà del mercato e dell’innovazione, questo apre un maggiore spazio per tutte le imprese e i professionisti di tutto il mondo – compresi gli italiani.

Infatti si è aperto recentemente un dibattito nel CNR, per iniziativa del Politecnico di Torino, sull’ipotesi che “lo sviluppo del software libero (o open source software) sia la chiave per un possibile rilancio dell’informatica italiana”.

Software libero e made in Italy:
http://www.ilsole24ore.it/24oreinformatica/speciale_3d.19990305/
INFORMATICA/Informatica/A.htm

Su questo tema si è svolto un convegno a Roma il 23 febbraio 1999.

L’efficienza dei sistemi
Non è questa la sede per entrare in approfondimenti tecnici, che rich iederebbero un’analisi complessa. Ma ci sembra importante rilevare che i sistemi open source favoriscono la crescita di software adattato e naturalmente interfacciato con le altre realtà. La qualità più importante di un sistema operativo non è il suo valore intrinseco, ma la sua trasparenza e compatibilità e la flessibilità che offre alla progettualità informatica per adattare le soluzioni a ciascuna specifica realtà.

Un altro aspetto importante è che i sistemi open source sono usualmente “parchi” nelle richieste di risorse hardware; questo può far sì che piccole organizzazioni – sia nella Pubblica Amministrazione, sia nei settori privati – possano dotarsi di una dotazione informatica diffusa senza dover spendere cifre rilevanti in software complessi o hardware ad altre prestazioni.

Su scala internazionale, per l’Europa e più in generale per il mondo, le Pubbliche Amministrazioni (ma anche le imprese private) dovranno sempre più dialogare attraverso sistemi info-telematici; la scelta dell’open source permette di interagire con tutti i sistemi informatici poiché, per loro natura, questi sistemi sono progettati nel massimo rispetto degli standard in quanto sono sviluppati e mantenuti (accrescimento delle release) da una comunità diffusa (e in buo na parte libera e spontanea) di informatici che hanno come codice di progettazione comune l’adesione agli standard per poter lavorare collettivamente.

La struttura dell’internet
La struttura dei sistemi di interconnessione fra le reti telematiche – la cosiddetta “internet” – è interamente basata, fin dalle sue origini nel 1974, su sistemi totalmente aperti e compatibili; in gran parte sostanzialmente invariati da più di vent’anni. Se questi sistemi fossero stati “chiusi”, o soggetti a “innovazioni” più o meno frequenti che costringessero milioni di nodi e di entità connesse a ri-tarare e ri-definire costantemente le loro tecnologie e connessioni, non sarebbe neppure remotamente possibile avere un sistema così efficiente e diffuso, e così capace di espandersi, come quello che abbiamo.

Senza entrare nei dettagli tecnici – come il protocollo TCP/IP, il protocollo FTP, l’uso diffuso di software liberamente disponibile come Apache, eccetera – il fatto fondamentale è che l’internet non ha padroni, è un sistema libero senza alcun nodo o controllo centrale; tutte le tecnologie di cui si serve sono liberamente disponibili e accessibili a tutti.

Anche quando è nato il nuovo sistema, World Wide Web, non ha sostituito la struttura esistente dell’internet ma a essa di è sovrapposto. Questo sviluppo molto recente (concepito nel 1990 ma largamente diffuso solo nel 1994-95) non sarebbe stato possibile senza la struttura preesistente e collaudata della rete. A sua volta si basa, come l’internet, su strumenti completamente aperti, come il linguaggio HTML (HyperText Markup Language) e il protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol) oltre che su strumenti altrettanto aperti e da lungo tempo collaudati, come FTP (File Transfer Protocol, che funziona dal 1972).

Solo in tempi molto recenti si sono cominciate a produrre complicazioni e ostacoli, dovuti allo sviluppo di applicazioni non compatibili (per esempio variazioni del linguaggio HTML leggibili solo con un particolare browser). Queste deformazioni vanno contro la struttura e la logica della rete. Occorre un’attenta sorveglianza per evitare che si traducano in una perversa “chiusura” di sistemi che devono rimanere aperti. La rete è un “bene comune” che deve essere e rimanere proprietà di tutti e accessibile a tutti senza alcuna discriminazione. Né quelle discriminazioni politiche che purtroppo in molti paesi ne proibiscono o limitano l’uso (così come proibiscono o limitano la libertà di opinione) né quelle discriminazioni monopolistiche che hanno la chiara (anche se non sempre dichiarata) intenzione di impadronirsi del “bene comune” e quindi toglierci le nostre libertà.

Link
La documentazione disponibile in rete su questi argomenti è molto vasta. Quella che segue è una lista relativamente limitata di fonti, che continueremo gradualmente ad arricchire.

Trappola nel "ciberspazio"

http://www.apogeonline.com/riflessi/art_44.html

Ricorso all’autorità antitrust

http://www.ogcs.com/iact-italia/sources/iact-ric.html

La nuova economia: Il "mondo connesso" http://www.gandalf.it/mercante/merca9.htm#heading02

Software a sorgente aperta (Halloween) http://se.4net.com/ARCHIVIO/microsoft/halloween1-9it.html

Linux

http://www.linux.it/

Le distribuzioni di Linux

http://www.apogeonline.com/informaz/art_127.html

Rassegna stampa su Linux

http://ilp.linux.it/

Associazione italiana utenti Linux

http://www.linux.it/ILS/

Perché Linux?

http://eru.aleph.it/linux.html

Un Ente Pubblico italiano che usa Linux

http://www.nts.it/lgtp/lgei9710/lgei9710_13.html

"Gli Stati" vs. Microsoft Corp.

http://www.ogcs.com/iact-italia/sources/states.html

Dept. of Justice vs. Microsoft Corp.

http://www.ogcs.com/iact-italia/sources/doj.html

Hans Reiser vs. Microsoft Corp.

http://www.ogcs.com/iact-italia/sources/reiser.html

Caldera Inc. vs. Microsoft Corp

http://www.ogcs.com/iact-italia/sources/caldera.html

IACT Italia contro Microsoft

http://www.idg.it/computerworld/notizia.asp?IDNews=723

Quando il mercato non è libero: bassa qualità e alti prezzi

http://www.interlex.com/attualit/mcgates1.htm

Software libero e made in Italy

http://www.ilsole24ore.it/24oreinformatica/speciale_3d.19990305/

INFORMATICA/Informatica/A.htm

Prende il via il 2 marzo il primo Linux World Show

http://www.apogeonline.com/news/1999_03_01c.html

Il Ministero delle Finanze non ama i Macintosh

http://www.apogeonline.com/informaz/art_126.html

Licenza Pubblica Generale GNU

http://animal.unipv.it/gnu/gpl.txt

La “tassa Microsoft” si può evadere

http://www.apogeonline.com/informaz/art_113.html

Combatti Microsoft

http://www.tmcrew.org/csa/l38/multi/microsoft/index1.htm

Il codice sorgente di Windows in licenza?

http://www.apogeonline.com/informaz/art_117.html

Come potrebbe essere il software

http://gandalf.it/garbugli/garb18.htm

e Non è un sogno

http://gandalf.it/mercante/allegati/alle11c2.htm

Il pendolo di Ermete e l’arte della leggerezza

http://www.gandalf.it/garbugli/garb04.htm

Il computer a manovella e la crisi del millennio

http://gandalf.it/garbugli/garb16.htm

Il valore del "gratuito"

http://www.gandalf.it/mercante/merca11.htm#heading03

Ci vorrebbe un colpo di vento

http://www.gandalf.it/mercante/merca17.htm#heading01

Nuovi sviluppi delle tecnologie "leggere"

http://www.gandalf.it/mercante/merca18.htm#heading06

Il caso Microsoft: molto rumore per (quasi) nulla

http://www.gandalf.it/mercante/merca19.htm#heading01

I codici segreti

http://www.gandalf.it/mercante/merca25.htm#heading04

Gli Stati Uniti d’America contro Microsoft Corporation

http://www.interlex.com/attualit/coliva8.htm

IACT Italia contro Microsoft

http://www.idg.it/computerworld/notizia.asp?IDNews=723

Quando il mercato non è libero: bassa qualità e alti prezzi

http://www.interlex.com/attualit/mcgates1.htm

Informatica: l’Italia è da terzo mondo, la soluzione è nel freeware

http://www.apogeonline.com/riflessi/art_62.html

Le grandi fusioni hanno un nemico invisibile: l’incompatibiltà.

documenti/9809_incompatibilita.htm

Compaq Tru64: scocca l’ora di Unix

http://www.idg.it/computerworld/CWI/cwi06_99.htm#Compaq

Linux diventerà l’unico Unix?

http://www.idg.it/computerworld/CWI/cwi44_98.htm#Linux

Qualche problema per l’impero Microsoft

http://www.gandalf.it/mercante/merca10.htm#heading05

 

In inglese

Free Software Foundation

http://www.gnu.or
g/fsf/fsf.html

What is free software?

http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.html

Information Wants to be Valuable

http://www.netaction.org/articles/freesoft.html

The Cathedral and the Bazaar

http://www.tuxedo.org/~esr/writings/cathedral-bazaar/

Homesteading the Noosphere

http://www.tuxedo.org/~esr/writings/homesteading/

Open Source: the Future is Here

http://www.opensource.org/

History of the Open Source effort

http://www.opensource.org/history.html

The Open Source Definition

http://www.opensource.org/osd.html

"Social Contract" with the Free Software Community

http://www.debian.org/social_contract.html

New Rules for the New Economy

http://www.wired.com/wired/5.09/newrules.html

The Economic Benefits of Open Source Software

http://www.netaction.org/monitor/mon38.html

Linux

http://www.linux.org/

Big Blue will throw its blanket over Linux

http://www.news-observer.com/daily/1999/02/18/biz02.html

Linux set for Sun hardware, software

http://www.infoworld.com/cgi-bin/displayArchive.pl?/98/50/t16-50.14.htm

Compaq Embraces Linux Groundswell

http://www.zdnet.com/sr/stories/news/0,4538,2144990,00.html

Linux diffusion analysis

http://www.WebCMO.com/linux/report/report2.htm

An Italian Public Administration Using Linux


http://www.ssc.com/lg/issue23/successtory.html

Open source gathering steam

http://www.zdnet.com/zdnn/stories/news/0,4586,2173057,00.html

Unix vs NT organization

http://www.unix-vs-nt.or

The Halloween Documents

http://www.opensource.org/halloween.html

Microsoft on trial

http://www.zdnet.com/zdnn/special/msdojtrial.html

Source Code Secrecy and Microsoft’s Copyright Monopoly

http://www.netaction.org/monitor/mon34.html#secrets

Micro$oft monitor

http://www.netaction.org/monitor/index.html

Appraising Microsoft

http://www.appraising-microsoft.org/

Is your PC too friend
ly?

http://www.zdnet.com/zdnn/stories/comment
/0,5859,2202250,00.html

Microsoft to Alter Software in Response to Privacy Concerns

http://jya.com/ms-spy.htm

Open Source: the Future is Here

http://www.opensource.org/