FAQ – Perchè iscriversi

Risposte alle domande più frequenti (F.A.Q.) su ALCEI

Perché si chiama ALCEI?
Nessun motivo speciale… si è cercata una sigla che avesse il significato giusto e “suonasse” abbastanza bene.

ALCEI ha qualche altro significato?
No. Ma ci siamo divertiti a scoprire che esistono personaggi storici e mitologici dell’antica Grecia di nome Alceo, con valori positivi; per esempio alké in greco vuol dire “forza” e il poeta Alceo combatteva contro la tirannide. Ci sembra di buon augurio.

ALCEI è una “filiale” di un’organizzazione internazionale?
No. Siamo un’associazione italiana e indipendente.

ALCEI, fin dalle sue origini, è sistematicamente in contatto con altre associazioni in molti paesi, che collaborano scambiandosi informazioni e lavorando insieme su idee e problemi specifici. Ha aderito a gruppi e reti di collaborazione internazionale e potrà aderire ad altre che abbiano finalità analoghe alle sue.

Come si colloca ALCEI rispetto ad altre organizzazioni in Italia?
Siamo l’unica organizzazione in Italia che si occupa dei diritti e della libertà dei “cittadini telematici”. Una delle poche nel mondo che operano con continuità da più di dieci anni. Siamo ben lieti di collaborare con altre organizzazioni, anche se hanno caratteristiche e obiettivi diversi, su temi di interesse comune. Ma nel reciproco rispetto delle diverse identità e senza mai deviare dai concetti, criteri e metodi su cui si basa la nostra associazione.

Siete per la libertà totale, assoluta e senza limiti?
No. Capiamo che ci devono essere regole ragionevoli – e che i gestori di sistemi (siti, comunità, scuole, università, imprese, enti pubblici eccetera) hanno i loro diritti. Nei limiti di una relazione corretta e ragionevole, siamo dalla parte della libertà.
Crediamo che ci siano regole di “buon comportamento telematico” e che debbano essere rispettate; per questo (oltre a seguire i criteri della netiquette) abbiamo un nostro, breve e chiaro, codice di comportamento – oltre a ciò che è definito nella dichiarazione di princìpi e nello statuto.

ALCEI è nata in seguito ai sequestri nei BBS nel 1994?
No. Il famigerato Italian Crackdown è stato un fatto grave, ma l’impegno di ALCEI è continuo, su molti fronti diversi e con una continua attenzione a tutto ciò che può interferire con la libertà di opinione e con un sano e libero sviluppo della comunicazione interattiva.
Fin dall’inizio ALCEI è nata con una prospettiva di “lungo periodo”.

ALCEI è solo un’organizzazione per la difesa della libertà?
La libertà è un tema fondamentale e di grande importanza, ma ALCEI vuole anche promuovere e sviluppare la cultura della rete, i valori umani e civili della comunicazione interattiva.

ALCEI si occupa di crittografia?
Si. Naturalmente non dal punto di vista tecnico, ma sotto l’aspetto del diritto di comunicazione privata. ALCEI è per la “privacy” e il libero uso della crittografia è un aspetto della “privacy”. ALCEI ha sviluppato anche iniziative specifiche per l’affermazione e la diffusione di sistemi di crittografia a disposizione di tutti, come PGP; e considera importante anche un corretto sviluppo di tecniche e garanzie per la “firma elettronica”

Chi c’è “dietro” ALCEI?
Nessuno. Siamo totalmente indipendenti e non legati ad alcuna struttura pubblica o privata – né ad alcun partito, ideologia o “parte” politica.

ALCEI è aperta a “tutti”?
Si. Ma non in modo indiscriminato. L’iscrizione (a norma di statuto) deve essere verificata ed approvata. Non è desiderabile che siano associate ad ALCEI persone il cui comportamento è scorretto (dal punto di vista della legge e dell’etica generale, o dal punto di vista specifico della telematica), o non è coerente con i principi di ALCEI e con il suo codice di comportamento. Naturalmente ALCEI non interferisce mai con il comportamento privato dei suoi associati, anche quando questo si discosta dalle comuni abitudini.

Non è mai accaduto che qualcuno abbia dovuto lasciare l’associazione per questi motivi. Ma anche se, per fortuna, in pratica non ci sono occasioni di applicarlo, il principio deve essere mantenuto.

ALCEI discrimina per opinione, filosofia, razza, religione eccetera?
Mai.

Gli iscritti ad ALCEI devono essere italiani?
ALCEI è un’associazione italiana; ma si possono iscrivere tutti, indipendentemente dalla nazionalità o residenza.

Dove trova i soldi ALCEI?
L’attività di ALCEI è basata sul volontariato. Le risorse che usa sono gentilmente offerte da alcuni iscritti. Il (poco) denaro di cui dispone viene dalle quote e contributi dei suoi associati. Se ci fossero, ALCEI potrebbe accettare anche altri contributi e “donazioni”, ma non potrebbero mai essere “condizionanti”.

ALCEI è un’associazione professionale di esperti in telematica o informatica?
No. È un’associazione di cittadini interessati alla comunicazione interattiva – esperti o non.

Alcei è un’associazione di “utenti”?
Non solo. ALCEI vuole rappresentare tutte le persone che hanno a che fare, in qualsiasi ruolo e funzione, con le attività in rete, con particolare attenzione alle strutture di servizio “senza fini di lucro”. ALCEI vuole rappresentare tutti i “cittadini telematici”.

Qual è la posizione di ALCEI sulla proprietà del software?
Crediamo nel diritto ci chi produce software, come ogni altra tecnologia o opera dell’ingegno, a essere correttamente compensato per il suo lavoro. Non siamo favorevoli al commercio illegale di software. Ma ci impegniamo, quando è il caso, in difesa degli utenti contro ogni attività prevaricatoria o strumentale di chi (con il pretesto del diritto d’autore o di altre imposizioni) vuole imporre gli interessi di pochi a scapito della libertà di tutti. Siamo favorevoli ai sistemi aperti e compatibili. Siamo per uno sviluppo esteso e sano di opensource, freeware e shareware, nel giusto riconoscimento dei diritti di chi utilizza i programmi, ma anche di chi li ha ideati.

Siamo stati i primi in Italia a sostenere la necessità di soluzioni opensource nella pubblica amministrazione e in tutti i servizi pubblici.

Qual è la posizione di ALCEI sugli “abusi” telematici?
Siamo ovviamente contro chi usa la telematica per scopi disonesti, come contro chi sparge virus, spam e truffe – e anche contro chi fa danno alla comunità telematica con un comportamento fastidioso o scorretto.
Siamo per la difesa dei “cittadini telematici” contro l’immagine negativa che può essere diffusa in seguito al cattivo comportamento di alcuni.
Nel caso di idee “controverse”, che qualcuno potrebbe voler reprimere, siamo dalla parte della libertà. Siamo contro ogni forma di bigottismo e per la difesa delle “differenze” e “minoranze”.
Siamo per il rispetto della legge ma (come dice anche il nostro statuto) se c’è una legge che consideriamo ingiusta ci mobilitiamo per modificarla ed anche per difendere le persone ingiustamente represse.

Chi sono gli iscritti a ALCEI?
Non pubblichiamo l’elenco degli associati per motivi di “privacy” (gli associati hanno il diritto, per esempio, di non andare a finire su indirizzari commerciali se non lo vogliono). Se ti iscrivi e partecipi alle assemblee e ai dialoghi in rete saprai chi sono gli altri associati, ma sei pregato di non “diffondere” l’elenco.

Posso collaborare attivamente?
La più importante risorsa dell’associazione sono quegli associati che danno un contributo di lavoro, iniziativa e idee. Nessun associato è obbligato a lavorare per l’associazione, ma quelli che lo fanno sono la forza attiva di ALCEI.

Quando è nata ALCEI?
L’associazione è stata fondata il 27 luglio 1994. Ha iniziato concretamente la sua attività nel settembre 1994.