Comunicato ALCEI del 3 febbraio 1999

"Liberalizzata" la crittografia in Francia per difendersi dallo spionaggio elettronico

Il 19 gennaio 1999 un comunicato del Primo Ministro della Repubblica francese ha annunciato un clamoroso mutamento nella politica della crittografia (fino ad ora soggetta in Francia a fortissimi controlli), provocato dalla necessità di difendersi da attacchi terroristici e dallo spionaggio elettronico, che si tradurrà a breve nell’adozione di nuove leggi in materia.

Questa scelta – come si legge in un articolo pubblicato sul quotidiano francese Le Monde il 21 gennaio 1999 – si è resa necessaria per via dell’aumento di pericolosità dei sistemi di spionaggio elettronico e di Echelon, il sistema di intercettazione telefonica su scala mondiale creato dagli Stati Uniti già vent’anni fa.

La possibilità di intercettare qualsiasi comunicazione unita ad una crittografia troppo debole (e quindi facilmente aggirabile) rende insicuro qualsiasi mezzo di trasmissione e espone gli Stati ad un costante (e privo di controllo) monitoraggio delle relative attività.

La Francia non ritiene – inoltre – che questa liberalizzazione possa ostacolare le attività di indagine delle Forze dell’ordine e della magistratura e annuncia le linee guida prossime venture:

– Liberalizzazione completa dell’uso della crittografia
– Impiego di chiavi da 128 bit (in precedenza erano consentite chiavi da soli 40 bit)
– Eliminazione del ricorso obbligatorio alle Entità di certificazione per il deposito delle chiavi
– Emanazione di norme (anche penali) sull’obbligo di decifrazione dei documenti a richiesta dell’Autorità Giudiziaria

Ci rendiamo conto che il bilanciamento fra le necessità di intelligence degli Stati e il rispetto dei diritti individuali è un problema complesso e che deve essere affrontato a livello internazionale, pertanto auspichiamo che il nostro Governo e i nostri rappresentanti presso l’Unione Europea e gli altri consessi si adoperino per esercitare il massimo controllo e che su tutto questo ci sia la massima trasparenza così che l’opinione pubblica sia puntualmente informata e i cittadini siano ben coscienti dei loro diritti e di ogni eventuale restrizione della loro libertà.