Comunicato ALCEI del 8 aprile 1997

Una legge strana, più che speciale
ALCEI, nel comunicato stampa diffuso oggi, prende posizione contro un passo specifico della proposta di legge per la repressione dei reati legati alla pornografia minorile, in discussione in questi giorni. Passo, a nostro avviso, allarmante e indicativo del clima di pregiudizio che accompagna la diffusione delle nuove forme di comunicazione elettronica.

Il testo del comunicato

Apprendiamo dai mezzi di informazione che la proposta di legge contro la pedofilia attualmente in discussione introdurrebbe un’ipotesi di reato per chi diffonde materiale pornografico “anche con mezzi telematici”.

Non è dato di capire il significato di questa norma che specifica senza motivo una modalità di lesione (la diffusione telematica) quasi che questa fosse diversa o particolare rispetto alle altre.

Diverso (ma non meno grave e discutibile) sarebbe stato dire, confondendo il mezzo con il fine, che “chiunque diffonde materiale pornografico è punito…. Se ciò avviene con mezzi telematici la pena è aggravata”.

La precisazione contenuta nell’articolo non è dunque solo pleonastica, ma è allarmante. In un momento in cui i governi d’Europa e di molti altri paesi si rendono conto dell’importanza della comunicazione telematica come strumento di servizio civile, e anche in Italia la Pubblica Amministrazione comincia a impegnarsi per cercare di impostarne l’uso al servizio dei cittadini, è preoccupante che questo ed altri provvedimenti legislativi possano agire in senso contrario.

Un principio giusto, come la repressione di forme così aberranti di criminalità, viene applicato in modo tecnicamente e giuridicamente molto discutibile.

Il problema è che, ancora una volta, vediamo emergere un pregiudizio culturale nei confronti della telematica e un’assenza di informazione corretta su questo argomento, che sembrano trarre origine da ignoranza, disinformazione e ingiustificate paure.

ALCEI è pronta a dare la massima collaborazione alla Commissione Giustizia e a tutte le autorità e organizzazioni che intendono combattere la piaga della pedofilia, perché i comportamenti criminali possano essere perseguiti con reale efficacia e senza forme improprie di repressione e censura che sarebbero inefficaci contro i colpevoli mentre potrebbero ledere la libertà di opinione dei cittadini.