Documento del 20 ottobre 1998

Lettera aperta al presidente degli Stati Uniti
Traduzione italiana a cura di ALCEI
GILC invia una lettera aperta al Presidente degli Stati Uniti sulla nuova versione del Communications Decency Act

Signor Presidente,
Internet non ha frontiere e i comportamenti dei singoli governi e organizzazioni internazionali possono avere un effetto profondo sui diritti dei cittadini di tutto il mondo. Per questo motivo i sottoscritti membri della Global Internet Liberty Campaign presentano rispettosamente questo documento dove esprimono le proprie preoccupazioni sulla legislazione promossa da Congresso degli Stati Uniti, idonea a colpire seriamente la libertà di espressione su Internet.

La Global Internet Liberty Campaign è una coalizione di organizzazioni internazionali fondata nell’1996 per difendere le libertà civili e i diritti umani su Internet che conta oltre 40 membri in tutto il mondo, accomunate dalla convinzione che Internet sia un positivo e potente mezzo per la libera espressione che non è limitato dai confini nazionali. é il luogo dove – come già ha osservato la Corte Suprema degli Stati Uniti nel caso Reno vs ACLU “ogni persona può diventare un banditore pubblico con una voce che risuona più lontano di quanto potrebbe da una qualsiasi scatola di sapone ”

Noi come componenti che aderiscono a GILC condividiamo insieme agli utenti di Internet, editori online, gruppi accademici e organizzazioni per la libertà di parola dei diritti umani e di tutto il mondo l
’interesse comune nell’opporci all’adozione di leggi, tecniche o standard che possono limitare la vitalità e l’apertura di internet come mezzo di comunicazione internazionale

Il ” Child Online Protection Act” (H.R. 3783)” emanato dal congresso degli Stati Uniti come parte dell’ Omnibus Appropriations Bill intende punire la distribuzione commerciale online di materiale e considerato “pericoloso per i minori” con una pena detentiva fino a sei mesi e una pena pecuniaria di 50 mila dollari.

Noi condividiamo la preoccupazione di coloro che hanno promosso l’adozione di questa legge secondo la quale Internet deve rimanere un mezzo sicuro per la gioventù. Ciò non ostante riteniamo fermamente che questa legge adotti un approccio — criminalizzazione– che viola i principi della libertà di espressione di cui è all’articolo 19 della dichiarazione universale dei diritti umani oltre ad essere priva di efficacia concreta nel fornire ai ragazzi delle positive esperienze nell’utilizzo della Rete.

Il “Child Online Protection Act” deve essere rigettato sulla base del fatto che contiene molte delle più preoccupanti norme proprie del Communications Decency Act , sconfessato dalla Corte Suprema degli Stati Uniti nel caso Reno vs ACLU. Come il vecchio “Communications Decency Act” (CDA), legge attuale avrebbe l’effetto di criminalizzare le conversazioni (protette per legge) fra adulti. Qualsiasi interesse statale possa esistere nella protezione dei ragazzi da materiale pericoloso, esso non giustifica la generale soppressione della libertà di parola fra adulti.

Proibire a chiunque l’offerta di contenuti offensivi su internet soltanto per proteggere i ragazzi sarebbe come “bruciare la casa per arrostire il maiale” come affermato dalla Corte Suprema nel caso Sable Communications v. Federal Communications Commission.

La difesa della legge basata sul criterio della verificazione dell’et& agrave; – esattamente quella adotatta per sostenere il CDA – ignora la conclusione contenuta in Reno vs ACLU secondo la quale non c’è modo di verificare l’età su Internet.

Come ha rilevato la Corte Suprema, la grande maggioranza dei siti web non è finanziariamente o tecnicamente capace di richiedere una carta di credito o altre forme di identificazione dell’utente.

Nessun governo dovrebbe promuovere l’applicazione di uno standard giuridico a Internet – a prescindere dalla definizione di cosa sia “indecenza” o comunicazione “pericolosa per i minori”- che richiede a coloro che parlano di distinguere tra adulti e minori quando questa distinzione non può essere fatta.

La Corte Europea dei diritti umani nella sua pronuncia sul caso Handyside v UK,(App. no. 5493/72, Ser A vol.24, (1976) 1 EHRR 737) ha stabilito che i passi necessari per la protezione della morale di una società democratica dipendono dal tipo di morale alla quale la società si conforma; quindi “dannoso” è un ‘crit erio e basato sulle differenze culturali. Ogni azione restrittiva adottata dal governo degli Stati Uniti non solo fallisce l’obiettivo di prevenire la distribuzione di materiale agli utenti che vivono nella sua giurisdizione, ma costituiscono una aggressione fron tale ai diritti e agli interessi degli utenti di Internet, consumatori e produttori di contenuti sottoposti ad altre giurisdizione, ai quali non si applica il “Child Online Protection Act.” Crediamo quindi che sia giunta l’ora per tutti i governi di riconoscere che Internet non è un mezzo locale o nazionale ma un mezzo globale nel quale le prosepttive regionali sono di poca utilità

Inoltre la fondamentale responsabilità nell’assicurare un ambiente moralmente consono per i ragazzi non spetta ai fornitori di contenuti o ad un service provider. Genitori e insegnanti dovrebbero invece essere responsabili della protezione dei ragazzi dall’accesso a materiale di natura sessuale o di qualsiasi altro tipo che possa essere o no dannoso per la loro crescita.

L’applicazione del “Child Protection Act” produrrà standard eccessivamente ampi o troppo poco definiti. In sostanza il “Child Online Protection Act” non riuscirà a tenere lontano i minori dai materiali che potrebbero essere non appropriati per loro. Nessuna sanzione penale sarà più efficiente e degli sforzi per educare i genitori ed i minori sull’uso sicuro di Internet e sul corretto impiego delle risorse online

Ribadiamo inoltre che Internet è un mezzo globale. Malgrado ogni sforzo tentato per l’applicazione di una legge nazionale censoria, non si potrebbero proteggere i ragazzi dai contenuti che saranno sempre e comunque reperibili accedendo a fonti esterne agli Stati Uniti.

Crediamo che il grande fascino di Internet sia la sua apertura e gli sforzi di restringere il libero flusso delle informazioni come quelli di restringere ciò che può essere detto tramite un telefono porrebbero imporre delle limitazioni irragionevoli sui principi consolidati della privacy e della libertà di parola.

Cinquanta anni fa le nazioni del secondo dopo guerra si riunivano per affermare il diritto fondamentale di tutti i cittadini alla protezione dei fondamentali diritti umani. Oggi i cittadini della nuova comunità online devono affermare insieme la protezione di questi diritti umani fondamentali e l’accesso pubblico alle informazioni.

La dichiarazione universale dei diritti umani adottato dall’assemblea generale delle nazioni unite il 10 dicembre 1948 afferma all’articolo 19 che:

“Ognuno ha il diritto alla libertà di opinione e espressione; questo diritto include la libertà di esprimere opinioni senza interferenze e quello di cercare ricevere e trasmettere informazioni e idee attraverso qualsiasi mezzo senza nessuna limitazione di confini”

La convenzione sui diritti civili e politici stabilisce all’articolo 19 che:

1) ognuno deve avere il diritto di manifestare le proprie opinioni senza interferenze

2) ognuno deve avere il diritto alla libertà di espressione, questo diritto dovrà includere la libertà di cercare, ricevere e impartire informazioni e ideali di qualsiasi tipo senza ha riguardo a limiti di frontiera, sia oralmente che per iscritto o tramite la stampa, forme di arte o attraverso qualsiasi altro mezzo di propria scelta

In riferimento all’articolo 19 comma secondo della Convenzione Internazionale sui diritti civili e politici, consideriamo quindi illegale ogni tentativo di restringere la libertà di parola su Internet.

Riteniamo inoltre fortemente discutibile la validità del tentativo di bandire contenuti che ogni governo che possa trovare offensivi sulla base di un accordo globale.

La risposta corretta alle espressioni offensive non è la censura ma una migliore comunicazione.

Per tutte queste ragioni la invitiamo ad opporsi fortemente ad ogni misura che possa attenuare il potenziale di questo mezzo. Speriamo che lei concordi con il nostro punto di vista secondo il quale l’approccio educativo sia il miglior modo di affrontare il problema di come i ragazzi utilizzano la Rete, in opposizione a quello che propone l’adozione di nuove leggi penali.