Comunicato ALCEI del 17 luglio 2009

Ancora una volta il diritto d’autore
è la scusa per violare i diritti dei cittadini

Fra le misure previste dal decreto anticrisi annunciato dal Governo, merita una speciale menzione l’art. 15 comma I lett. c) che estende il vigore del decreto legsilativo 231/01 anche ai casi di violazioni del diritto d’autore. Il d.lgs. 231/01 stabilisce la responsabilità penale dell’impresa che non dimostra di avere fatto tutto il possibile per evitare che un proprio manager commettesse determinati reati. Concepita originariamente per sanzionare le frodi fiscali e finanziarie, questa normativa è diventata un vero e proprio “sistema” per estendere alle aziende le conseguenze degli illeciti commessi dai dipendenti.

Benchè l’idea in quanto tale sia ampiamente condivisibile, non lo è affatto la strumentalizzazione operata da questa proposta governativa che per tutelare gli interessi delle major dell’audiovisivo costringe le aziende a incrementare il  monitoraggio dell’uso dell’internet sul posto di lavoro fino a livello francamente non tollerabili.

Il tutto, nel silenzio dell’Autorità  per la protezione dei dati personali.