Comunicato del 9 marzo 2009

Nuove proposte di legge della maggioranza
scardinano i principi del diritto
e concentrano nelle mani dell’ esecutivo poteri
fino ad ora di competenza della magistratura

Si conferma la preoccupante tendenza normativa a reprimere la libertà di espressione in nome della “protezione degli artisti e dei minori, nelle persone di Luca Barbareschi e Gabriella Carlucci (popolo delle libertà) che fra il gennaio 2009 e marzo dello stesso anno due proposte di legge accomunate dallo stesso inaccettabile approccio.

La proposta dell’on. Barbareschi vuole creare un “singolo punto di controllo culturale” attribuendo alla SIAE il ruolo di unico punto di contatto fra artisti e mercato. Inoltre, le formulazioni sulla responsabilità  degli internet provider sono talmente generiche da lasciare al governo, in fase di attuazione, praticamente “mano libera”.

Più pericolosa, se possibile, è la proposta dell’on. Carlucci che vuole eliminare tout-court l’anonimato online, rifiutandosi di prendere in considerazione persino forme intermedie – come l’anonimato protetto, garantito dagli ISP – da anni accettate e condivise dai maggiori giurisiti italiani.

Inoltre, l’on. Carlucci propone di istituire l’ennesimo “comitato” – questa volta presso l’Autorità delle comunicazioni – con potere di:

  • interpretare la normativa relativa all’internet,
  • ricevere informazioni, anche confidenziali, sulla commissione di violazioni di legge,
  • operare come “tribunale privato”,
  • dare consulenza ai magistrati sul modo di applicare le misure cautelari

Se questa proposta di legge dovesse essere approvata, si verificherebbe una mai vista concentrazione di potere nelle mani dell’esecutivo, pregiudicando nello stesso momento il diritto di una persona di difendersi in tribunale.

Le proposte di legge Barbareschi e Carlucci sono inaccettabili nella forma e nella sostanza, e pur destinate, probabilmente, a non essere mai approvate, rivelano una pericolosa deriva culturale verso l’abdicazione dei principi di funzionamento dello Stato e della tutela dei diritti individuali.